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INFORM - N. 107 - 4 giugno 2003

Tobia Bassanelli ed il Referendum del 15 giugno: "io ho già votato"

FRANCOFORTE - La grande busta con tutto il necessario per il voto referendario del 15 giugno speditami dal Consolato di Francoforte porta la data del 27 maggio e un timbro bollo da 1,44 euro. Per legge doveva arrivare entro il 28, ma, considerata la festa dell’Ascensione di giovedì 29 (giorno festivo in Germania), il plico arriva solo venerdì 30. E sono ancora tra i fortunati. Ad altri connazionali della zona è giunto sabato 31.

Lo apro con una certa emozione - dopo decenni di pratica esclusione dai diritti politici, era giusto garantirne l’esercizio anche all’esterno - e con una certa curiosità, relativa le modalità di voto. Saranno semplici, immediatamente comprensibili per tutti? Basta infatti un niente per fare inceppare il meccanismo. Come purtroppo è successo nella fase della rilevazione dei dati, con l’inserimento del modulo per l’opzione di voto in Italia, da molti riempito e rispedito senza percepirne le conseguenze.

Il plico contiene: la legge n. 459 del 27 dicembre 2001 relativa le "norme per l’esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all’estero" (in italiano e tedesco), un foglio con le "istruzioni per la restituzione delle schede" e sul retro indicazioni pratiche relative il referendum e le modalità di voto (in italiano e tedesco), il "certificato elettorale" con il tagliando da rispedire al consolato, una busta con i documenti elettorali (2 schede elettorali, due buste postali diverse, una completamente bianca ed una più grande preaffrancata con l’indirizzo del Consolato).

Tanti documenti possono creare un momento di panico. Occorre sicuramente un minimo di attenzione e di tempo, molto meno comunque rispetto a quello che uno dovrebbe impiegare per recarsi al seggio elettorale in Italia... Bisogna leggere bene e con calma le indicazioni. Mi concentro sulla sostanza, leggo le istruzioni per il voto e la restituzione per posta delle schede (illustrata visivamente anche con schizzi) e tutto risulta subito molto semplice, chiaro, quasi banale.

Faccio una croce sulle apposite caselle delle due schede elettorali (stando attento a non fare altri segni, e ad usare una penna di colore blu o nero), le infilo nella busta piccola bianca, che chiudo bene e che poi metto nella busta grande preaffrancata recante già l’indirizzo del Consolato. In quest’ultima inserisco anche il tagliando del certificato elettorale. Chiudo anche questa busta e la metto nella cassetta postale più vicina. Tutto qui. Io per il referendum ho già votato. Il giorno stesso in cui ho ricevuto il plico elettorale

La parte maggiore del tempo mi era andata via prima, per informarmi sui contenuti dei due referendum. Ho letto molte prese di posizione, le motivazioni pro e contro, ho seguito le tribune elettorali della Rai, per farmi una idea personale. Ho trovato strane le posizioni di coloro che, dopo aver lottato anni per ottenere l’esercizio del voto all’estero, ora invitano a non andare a votare (il motivo è evidente: vogliono che non si raggiunga il quorum, per invalidare il referendum, cioè perché vinca il no). Come trovo incomplete le tribune elettorali: continuano a ignorare che votano anche i residenti all’estero. Delle tante che ho seguito sui canali della Rai, solo in una la conduttrice si è ricordata, a fine trasmissione, di dire che votano anche gli italiani residenti all’estero. Ma non ha detto come (per posta), né ha spiegato il meccanismo sopra descritto (mi avrebbe risparmiato la lettura del plico), né che il voto va inviato entro il 5 giugno. E’ un vero boicottaggio, e non riesco a capire come Tremaglia, che giustamente invita in tutte le circostanze possibili a partecipare al voto, non sia ancora intervento (almeno a me non risulta) perché la Rai dia una informazione esauriente e completa per tutti. La Rai è l’unico media che entra in quasi tutte le case dei connazionali all’estero: le sue tribune elettorali dovrebbero dedicare almeno qualche minuto anche alle modalità di voto dei residenti all’estero (non dimentichiamo che votano per la prima volta), dire che votano per posta e che devono spedire al più presto - meglio se subito – il loro voto. Alcuni Consolati (Monaco Francoforte, ma probabilmente è la linea seguita da tutti i Consolati italiani in Germania) hanno fatto sapere che prenderanno buste di voto fino al 12 giugno. Ma altrove, considerando la data limite del 5 giugno, come funziona? Anche qui sarebbe ora che Farnesina e ministro per gli italiani nel mondo facessero chiarezza.

Il giorno dopo avere votato, giunge al nostro ente una lunga lettera del Console Generale Siggia, con ulteriori note informative (porta la data del 26 maggio ma il timbro postale è del 30). Per esempio di far pervenire il voto in Consolato entro il 12 giugno. "E’ possibile che un numero rilevante di elettori, pur essendo iscritti al Consolato e all’Aire del Comune italiano non ricevano il plico contenente il materiale elettorale – scrive ancora il Console alle associazioni - , è importante che i connazionali siano avvertiti che potranno ritirare il duplicato del plico elettorale in Consolato". Come mai tanti iscritti in ambedue le anagrafi non ricevano nulla, resta un mistero. In ogni caso da noi la fila di quelli che non hanno ricevuto il plico elettorale e dei connazionali che vogliono avere spiegazioni sulle modalità di voto, è già iniziata. (Tobia Bassanelli (de.it.press/Inform)


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