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INFORM - N. 107 - 4 giugno 2003

Norberto Lombardi sulla riforma dei Comites: "modificare la proposta del Governo"

ROMA - Le prime notizie che giungono dalla Camera sulla riforma dei Comites sono tutt’altro che rassicuranti riguardo alle questioni di contenuto richiamate più volte dal CGIE. Il confronto che si è avuto finora, sia in Commissione che in Aula, conferma infatti la fondatezza della richiesta di tenere strettamente legati i contenuti con l’urgenza, ribadita da tre assemblee consecutive del CGIE, riaffermata per iscritto finora da cinquantaquattro componenti dello stesso organismo, fatta propria all’unanimità dalla Commissione per l’Europa e l’Africa, svoltasi recentemente a Casablanca, e impugnata, infine, dai parlamentari de L’Ulivo, che l’hanno riproposta coerentemente in tutte le sedi ed i momenti del lavoro parlamentare.

Il tentativo di addossare all’opposizione il ritardo nell’eventuale approvazione della legge è semplicemente grottesco. L’on. Calzolaio da 17 mesi ha presentato una proposta di riforma, bloccata per due volte dal Governo, che ha annunciato una sua proposta, distribuita alla Camera solo una diecina di giorni fa. Il CGIE da un anno ha messo a punto alcune sue precise indicazioni, che sono state prima fermate e poi stravolte in alcuni punti essenziali dal Ministero degli Esteri, con la connivenza del Governo. Lo stesso Governo ha chiesto prima nella Conferenza dei Capigruppo e poi in Assemblea la procedura d’urgenza sulla sua proposta di legge, senza dare alcuna assicurazione sulla sua volontà di modificare i punti sui quali il contrasto con la proposta del CGIE è più evidente. D’altro canto, la minoranza, per eliminare ogni alibi, sulla proposta di urgenza si è astenuta in Aula, pur continuando a richiedere di tenere conto di tutte le formulazioni finora avanzate, compresa quella del CGIE..

Qual è stata la risposta della maggioranza? Queste le testuali parole: "Le posizioni del CGIE sono note e ad esse non deve essere condizionata la presentazione di eventuali emendamenti. L’audizione proposta (della Presidenza del CGIE, richiesta da Calzolaio) comporterebbe un allungamento dei tempi dell’esame" (Gustavo Selva, Presidente della Commissione Esteri).

"Per quanto riguarda il rapporto tra i Comites ed i Consolati, è opportuno salvaguardare una certa discrezionalità, evitando di stabilire fin d’ora l’obbligatorietà di determinate consultazioni. Quanto alle critiche mosse dal CGIE al testo governativo, il provvedimento deve comunque lasciare spazio alla discrezionalità dei nostri consolati" (Patrizia Paoletti Tangheroni, relatore del provvedimento).

Nessuno, dunque, ha dubbi: le consultazioni del CGIE sono una perdita di tempo e i Consoli debbono conservare il potere autoritativo che finora hanno esercitato nei confronti dei Comites.

Il Ministro per gli Italiani nel Mondo, il famoso Ministro del CGIE, come si è spesso autodefinito, ha detto qualcosa al riguardo? Nemmeno una parola.

Eppure ormai tutti sanno che la differenza tra il testo del Governo e quello del CGIE su alcuni punti è di sostanza. Questi punti sono: l’accreditamento dei Comites presso le autorità locali; i poteri consultivi obbligatori sugli interventi di maggiore interesse per le comunità (il noto articolo 3); la partecipazione dei Comites anche alla fase realizzativa di alcune significative iniziative; i criteri di costituzione dei Comites non elettivi; la disponibilità di risorse necessarie per uscire dall’ordinarietà e dalla politica della sopravvivenza; la maggiore fluidità delle procedure per i finanziamenti.

Non modificare questi punti non significa fare un torto alla minoranza parlamentare, significa semplicemente fare una legge che non ha avuto il consenso di nessuna istanza rappresentativa degli italiani all’estero.

Il Consiglio di Presidenza, riunito a Roma la prossima settimana, faccia tutto il possibile perché il poco tempo che c’è a disposizione sia speso per fare una legge che le comunità non debbano subire, ma che accettino come uno strumento del loro sviluppo e del loro protagonismo. (Norberto Lombardi, coordinatore del Forum per gli Italiani nel Mondo, membro del CGIE)

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