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INFORM - N. 106 - 3 giugno 2003

Franco Narducci (CGIE): "G8, scene di ordinaria follia"

ZURIGO - La violenza non ha risparmiato le manifestazioni di protesta organizzate a Ginevra e a Losanna in concomitanza con l'apertura del G8 ad Evian. E ancora una volta migliaia di persone armate unicamente di idee e pronte a testimoniare con fermezza, ma pacificamente, il rifiuto di una mondializzazione governata dai paesi ricchi e dai potenti, hanno dovuto fare i conti con la violenza scatenata dai Black Block e dai casseur giunti da molte località della Svizzera e da varie parti dell'Europa.

Scene di guerriglia, incendi appiccati da sconosciuti a Ginevra nella notte tra sabato e domenica, blocchi stradali, vetrine infrante e distributori di benzina ridotti in frantumi hanno scosso i cittadini ed hanno obbligato le forze dell'ordine a cambiare strategia nel corso degli avvenimenti, costrette ad abbandonare il ruolo di osservatori a latere con il più rude compito di garantire l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini.

Quando a Losanna si è sfiorata la tragedia che per poco non ha fatto una vittima, è tornato alla mente l'incubo di Genova e degli strascichi politici e giudiziari che vi avevano fatto seguito.

Lo spauracchio delle manifestazioni violente che accompagna i vertici del G8 ha agitato per mesi il sonno delle autorità politiche dei cantoni di Ginevra e Losanna, ma anche del Consiglio Federale. Basti ricordare, al proposito, le schermaglie che hanno infarcito la decisione di consentire il ricorso ai poliziotti tedeschi o alla mobilitazione dell'esercito.

L'atteggiamento costruttivo e le offerte di dialogo messe in campo dalle autorità politiche cantonali non hanno prodotto l'effetto sperato. Ancora una volta è andata in crisi la speranza di poter organizzare un vertice parallelo animato da un movimento antiglobalizzazione maturo e in grado di discutere, anche duramente ma senza complicità con l'ala violenta, la governance di un nuovo ordine mondiale non basato esclusivamente sul primato del mercato e delle economie dei Paesi forti.

Certo, Black Block e casseur contano poco numericamente ma esprimono un altissimo grado di violenza e non basta prenderne sommariamente le distanze. Occorre isolarli dal movimento senza attendere i giorni del vertice. Un obiettivo che deve avere anche il sostegno degli organi di informazione, troppo spesso utilizzati strumentalmente per spostare l'attenzione o in obbedienza a interessi (politici) precostituiti. E soprattutto il movimento antiglobalizzazione deve liberarsi rapidamente delle coperture partitiche, dei tentativi di incapsularne le energie a fini elettorali, o delle sigle che gli assicurano sostegno e protagonismo soltanto per promuovere la propria immagine.

Nella delusione per la piega presa dalle manifestazioni vi è almeno una consolazione: il G8 di Evian ci ha lasciato in eredità la seconda uscita pubblica del Collegio internazionale per l'etica, la politica e la scienza, un pensatoio in grado di mettere insieme intelligenze ed esperienze appartenenti a svariati campi: da Helmut Schmidt a Jürgen Habermas, da Amartya Sen a Claudio Magris e tanti altri, tutti impegnati nel tentativo di dare risposta alle grandi questioni del nostro tempo. (Franco Narducci*-Inform)

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* Segretario Generale del CGIE


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