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INFORM - N. 105 - 2 giugno 2003

"Speciale de "Il Globo" di Melbourne per il 2 Giugno: "Glorie d’Italia"

MELBOURNE - Il quotidiano italiano d’Australia "Il Globo" di Melbourne, per celebrare il 57mo anniversario di fondazione della Repubblica, ha pubblicato con l’edizione di venerdì 30/05/03 uno speciale di 62 pagine a colori, GLORIE D’ITALIA, contenente i profili dei 19 Premi Nobel italiani e dei registi e artisti del cinema italiano vincitori di Oscar, più una carrellata su 80 anni di storia italiana, "Dalla marcia su Roma alla Seconda Repubblica".

Motivi, finalità e criteri di una scelta

Proseguire nella consuetudine, ch’è ormai lunga tradizione, di dedicare un supplemento speciale alla celebrazione di ogni anniversario della fondazione della Repubblica Italiana comporta per questo giornale il regolare impegno di una scelta di tema e di presentazione che siano insieme di utilità e richiamo per la collettività italo-australiana, e rappresentino stimolo e risveglio di memorie storiche in qualche modo intonate e collegabili allo spirito del 2 giugno. E’ stata sempre, puntualmente ogni anno, almeno finora, una scelta pensata, motivata, giustificabile, e tutto sommato si può dire felice, alla luce sia delle mutevoli circostanze della democrazia italiana, nel contesto europeo e mondiale, sia di alcune fra le più intuibili esigenze e caratteristiche della presenza italiana nel continente australiano.

Altrettanto felice, presumono e si augurano la proprietà e la direzione di questo giornale, sembra rivelarsi la scelta tematica, "Glorie d’Italia", di questo 57mo anniversario della nascita della nuova Italia; una trattazione articolata in tre direzioni: i profili di tutti i Premi Nobel che nell’arco di un secolo hanno onorato il genio italiano, uno sguardo d’assieme alle realizzazioni ed ai protagonisti di quella creatività artistica italiana che tanto ha inciso nella cinematografia mondiale ed ha conquistato gli ambiti riconoscimenti degli Oscar, un tracciato storico semplice e sintetico di ottant’anni di una travagliata ma sempre significativa vicenda nazionale, "Dalla marcia su Roma alla Seconda Repubblica".

Non senza motivo si è appena accennato ad "esigenze e caratteristiche della presenza italiana" in Australia. Infatti, nei pur encomiabili sforzi per l’insegnamento di lingua e cultura italiana a tutti i livelli d’istruzione scolastica in questo Paese è sempre mancato, e continua a mancare, un programma anche minimo ed elementare di educazione civica, di storia sociale e politica contemporanea d’Italia, d’ordinata presentazione di eventi, gente, luoghi, opere, istituzioni che hanno fatto e testimoniato la storia d’Italia del ventesimo secolo da non molto concluso. Pertanto in questa società essenzialmente anglofona l’insegnamento, l’apprendimento, il mantenimento e la difficile trasmissione della lingua italiana - troppo spesso definita con un luogo comune ma senza molta convinzione "lingua di cultura e di affari" - si svolgono in un vuoto culturale, non hanno rilevanza e senso all’infuori d’uno sterile compiacimento sentimentale dei più anziani di madrelingua italiana, non hanno sbocco e incentivo, nella quasi totalità dei casi vengono abbandonati e scompaiono come passeggere illusioni dopo i primi tentativi. Perché sono campati in aria, non hanno riferimento e aggancio alla realtà, che è nella storia, nelle istituzioni, nel popolo, nelle glorie e nelle tragedie, nelle conquiste e nelle disfatte della nazione della quale si vuole insegnare o imparare la lingua.

Che senso può avere, specie in un tempo segnato dalla crescente aggressiva predominanza globale della lingua inglese, apprendere nozioni di lingua italiana o anche tentare di avvicinarsi allo studio dei grandi classici da Dante a Manzoni, se non si ha un’idea del retroterra più vero e vicino dell’italiano? Se non si ha almeno un’infarinatura circa le figure umane dell’Italia che negli ultimi cento anni hanno contribuito, e financo ai nostri giorni contribuiscono, all’arricchimento del pensiero e del bagaglio culturale universale, all’avanzamento civile, economico, scientifico dell’umanità? Se non si conoscono i meccanismi fondamentali, le origini, le ragioni e le dinamiche dell’assetto politico e amministrativo dell’Italia odierna? Se non si capisce qual è il ruolo dell’Italia nella nuova Europa unita e nelle più ampie relazioni internazionali? Se è solo per una breve visita alla terra degli antenati o per ammirarne da turisti le bellezze naturali o per gustarne la cucina e le linee del design o per concludere affari commerciali nella Penisola, non è proprio indispensabile la conoscenza di lingua e cultura d’Italia. Per imparare ad amare e rendere più appetibili lingua e cultura d’Italia occorrono motivazioni ben più profonde, mezzi, sistemi e criteri diversi da quelli attuali. Occorre che si sveglino i sonnecchianti Istituti di Cultura sparsi per il mondo. Occorre in primo luogo far capire di che cosa sia fatta l’Italia d’oggi e perché è fatta così, cosa rappresenti al mondo non solo per i tesori della sua storia antica e delle sue classiche creazioni artistiche, ma anche e soprattutto per le sue esperienze più recenti e di questo stesso momento. Inoltre, l’assenza di una programmata educazione civica sul sistema Italia, idealmente abbinata ad ogni corso medio e superiore di lingua italiana, e l’assenza di strumenti o liberi corsi di storia recente e di attualità socio-politica anche per gli emigrati italiani di prima generazione, contraddicono, privano di sostanza, negano un futuro all’appena concesso diritto di voto per gli italiani all’estero.

Ebbene, nello speciale "Glorie d’Italia" per la celebrazione in Australia di questo anniversario di fondazione della Repubblica Italiana c’è il proseguimento del modesto quanto appassionato contributo di questo giornale a una maggiore conoscenza e ad un più adeguato apprezzamento della realtà italiana. C’è, o vuole esserci, un piccolissimo rimedio a quelle macroscopiche carenze formative e informative istituzionali a cui si è accennato. C’è il semplice desiderio di ricordare agli emigrati di prima generazione, che a loro volta si spera possano far conoscere a figli e nipoti, nomi di autenticamente grandi italiani, che spaziano dal Premio Nobel per la pace Moneta al Nobel per la fisica Marconi, a quello per la letteratura Pirandello, a quello per la medicina Levi Montalcini, e di altri quindici personaggi insigniti dello stesso massimo riconoscimento internazionale. C’è il desiderio di rinfrescare memorie e immagini della migliore produzione cinematografica italiana onorata da tanti Oscar e che tanta parte della storia e del costume d’Italia interpreta e insegna. C’è il desiderio di far meglio conoscere radici, nascita e sviluppo delle istituzioni che reggono la Repubblica Italiana. Questo contributo non pretende certamente di compensare per l’endemica povertà d’immagine di cui soffre l’Italia nei media e nei sistemi d’istruzione scolastica d’Australia. Ma è il meglio che al momento si possa fare e offrire. (Nino Randazzo, direttore de "Il Globo")

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