* INFORM *

INFORM - N. 103 - 29 maggio 2003

Alla III Commissione della Camera si discute sulla riforma dei Comites

I punti salienti del disegno di legge governativo. Prevista l'introduzione del voto per corrispondenza

ROMA - Ha avuto inizio alla Commissione Esteri della Camera il dibattito sulla riforma dei Comites. La prima seduta è stata interamente dedicata all'intervento della relatrice Patrizia Paoletti Tangheroni che ha ricordato le motivazioni ed il lungo cammino della riforma ed ha illustrato i punti salienti dei provvedimenti in esame (al disegno di legge del Governo si affianca la proposta di cui è primo firmatario l’on. Calzolaio dei Ds). Dopo aver affermato il ddl governativo si ispira al testo approvato dal Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, l'esponente di Forza Italia ha ricordato come i Comites, attualmente presenti in 113 sedi consolari dove risiedono almeno tremila cittadini italiani, siano stati eletti nell’ormai lontano 1997. La relatrice ha inoltre illustrato il luogo cammino compiuto negli ultimi anni, grazie all'impegno del Ministro Tremaglia e di un gruppo trasversale di parlamentari, dall'emigrazione italiana. Un percorso costellato di tappe importanti, come ad esempio l'istituzione nel giugno 98 della Conferenza permanente tra Stato, Regioni, Province autonome e CGIE e lo svolgimento nel dicembre 2000 della "Prima Conferenza degli Italiani nel mondo", che ora, con la nuova disciplina dei Comites si arricchirà di un nuovo capitolo.

La relatrice ha poi ricordato sia la composizione numerica dei Comitati, che secondo le indicazioni della riforma saranno formati da 12 a 18 membri, sia la dislocazione geografica degli organi di rappresentanza, che a tutt'oggi sono prevalentemente dislocati in Europa ( 67) e nelle Americhe (38). Entrando nel merito del disegno di legge del Governo, che secondo la relatrice risulta abbastanza simile alla proposta presentata dall'on. Calzolaio che prevede la trasformazione dei Comites in Consigli degli Italiani all'Estero (Consites), l’on. Paoletti Tangheroni è passata ad illustrare i punti salienti del provvedimento. Una norma che, sin dall'articolo 1, specifica la natura e le competenze dei Comitati. Dal provvedimento viene infatti disposta l'istituzione del Comites - con decreto del Mae e di concerto con il Ministro per gli Italiani nel mondo - presso ogni circoscrizione consolare nella quale risiedano almeno tremila cittadini italiani iscritti nell'elenco aggiornato previsto dalla legge sul voto all'estero. In caso di particolari condizioni locali, come ad esempio la vastità della circoscrizione consolare o la concentrazione di consistenti nuclei di cittadini italiani, potranno comunque essere istituiti più Comites.

I nuovi Comitati rappresenteranno la comunità italiana di riferimento sia nei rapporti con le autorità diplomatico-consolari, sia per quanto riguarda le istanze presso le istituzioni locali. Di particolare interesse anche l'articolo 2 del provvedimento che demanda ai Comitati, oltre al compito di individuare le esigenze di sviluppo sociale, culturale e civile della propria comunità, il concorso alla definizione della programmazione degli interventi nel Paese d'accoglienza. A questi organi di rappresentanza spetterà inoltre la promozione, in collaborazione con le sedi consolari, le Regioni e le autonomie locali italiane della circoscrizione, delle iniziative di rilevanza sociale e culturale per la Comunità di riferimento. Inoltre, al fine di promuovere l'integrazione locale dei cittadini italiani e favorire la conoscenza dei molteplici aspetti delle nostre collettività, i Comites collaboreranno con le autorità consolari per la tutela dei diritti lavorativi, previdenziali e assistenziali dei nostri connazionali residenti.

Spetterà al Comitato, che tra le altre cose dovrà redigere una relazione annuale sulle proprie attività, anche il compito di segnalare alle autorità consolari eventuali violazioni delle norme locali, internazionali o comunitarie che danneggino i cittadini italiani. Dal canto loro le sedi consolari dovranno riferire al Comitato in merito agli interventi effettuati nella specifica sfera di azione. Per quanto concerne le funzioni consultive dei Comitati, queste verranno formulate come proposte, pareri e raccomandazioni all'autorità consolare e riguarderanno le iniziative programmate dalle stesse sedi consolari; le richieste al Governo, alle Regioni e alle province autonome di contributi da parte di enti e associazioni che operino nel campo delle collettività italiana e i contributi statali ai mezzi di informazione locali. Ai Comitati, che avranno potestà regolamentare per quanto concerne la propria organizzazione e il funzionamento interno, verranno inoltre inviate specifiche informazioni sulle attività dei Patronati operanti nella circoscrizione consolare.

Dopo aver illustrato le modalità di finanziamento pubbliche e private previste dalla legge per il funzionamento dei Comites, la relatrice ha poi ricordato che la segretaria degli organi di rappresentanza sarà affidata, con incarico gratuito, ad un membro del Comitato che potrà avvalersi della collaborazione, ovviamente retribuita, di alcuni soggetti per le funzioni di segretaria. Per partecipare alle elezioni dei Comites, nella formazione delle liste elettorali verrà comunque riservata una quota di rappresentanza ai giovani e alle donne, i candidati dovranno risiedere nella circoscrizione consolare, essere iscritti all'elenco aggiornato degli aventi diritto al voto ed avere i requisiti richiesti per la partecipazione alle consultazioni amministrative. Non potranno invece essere elette alcune categorie, come i dipendenti dello Stato italiano che prestano servizio all'estero e coloro che detengono incarichi istituzionali.

Ma dal disegno di legge viene prevista anche la creazione, per le circoscrizioni consolari ad alta densità di emigrati italiani, di un Comitato dei Presidenti dei vari Comites che, dopo l'elezione del coordinatore, si riunirà una volta l'anno alla presenza dei rappresentanti del CGIE e del Parlamento italiano. Con la stessa cadenza dovrà inoltre essere indetta una riunione, con i Consoli, i membri del CGIE, i Presidenti dei Comites ed i Parlamentari italiani residenti nel Paese, volta all'approfondimento delle problematiche della comunità. Per quanto riguarda invece le spese di viaggio dei membri, che dureranno in carica 5 anni e non potranno essere rieletti per più di due mandati consecutivi, dal disegno di legge viene prevista una spesa complessiva di 226.000 euro. Del Comitato potranno far parte, in misura non eccedente un terzo dei componenti, anche cittadini stranieri di origine italiana che verranno designati in un unico elenco dalle associazioni delle comunità italiane operanti in loco da almeno cinque anni e regolarmente iscritte all'albo dell'autorità consolare. Il presidente del Comites, oltre ad avere un peso determinante per l'approvazione delle deliberazioni a parità di voto, sarà il rappresentante legale del Comites, farà parte del comitato direttivo composto di un massimo di quattro membri e non potrà essere scelto fra i gli esponenti del CGIE. Il Comitato, infine, potrà istituire al suo interno commissioni di lavoro che saranno aperte alla partecipazione del capo ufficio consolare e potranno avvalersi della collaborazione di esperti.

Per quanto riguarda invece le elezioni dei candidati, che per concorrere alle consultazioni dovranno risiedere da almeno sei mesi nella circoscrizione consolare, dal provvedimento viene prevista l'introduzione, in conformità con la legge sul voto degli italiani all'estero, del suffragio per corrispondenza. Oltre allo stanziamento di 1.675.371 euro per l'attivazione di una concreta campagna d'informazione che faccia conoscere alle collettività l'avvenuta indizione della consultazione elettorale, nel disegno di legge, presentato dal Governo, viene contemplata anche l'erogazione di una specifica cifra, 10.257.100 euro, volta all'espletamento delle prerogative elettorali. Dal comitato elettorale circoscrizionale, costituito per un massimo di 5000 elettori presso gli uffici consolari, verrà infatti inviato agli aventi diritto al voto un plico contenente il certificato elettorale, la scheda, le istruzioni di voto, il testo della normativa e una busta affrancata con l'indirizzo di ritorno della sede consolare. Una volta espressa la sua preferenza il votante dovrà infatti rispedire il plico non oltre il decimo giorno che precede la data delle elezioni.

Quando invece non sarà possibile avviare una procedura elettiva, ad esempio in Stati di accoglienza che non consentano tale opzione, i Comitati potranno essere istituiti con decreto del Ministro degli Affari Esteri, che verrà emanato di concerto con il Ministro per gli Italiani nel mondo. In questo caso i membri dei Comitati, aventi compiti e composizione analoghi a quelli elettivi, saranno designati dall'autorità consolare dopo concertazioni con i locali esponenti del CGIE e le associazioni italiane del Paese. Dalla norma viene oltre indicata sia l'autorità preposta a rispondere, entro 60 giorni, ad eventuali contestazioni per l'applicazione della legge - stiamo ovviamente parlando della competente Direzione Generale del Mae - sia la copertura finanziaria del provvedimento. A tutto il 2003, l'anno delle elezioni, saranno infatti stanziati 15.498.923 euro mentre, per il 2004 verranno erogati 2.500.995 euro. A conclusione del lungo intervento introduttivo la relatrice, alla luce delle considerazioni svolte e sulla base delle indicazioni che emergeranno nel corso dell'esame, si è infine riservata la possibilità di proporre l'adozione del disegno di legge presentato dal Governo quale testo base per il prosieguo dell'esame. (Lorenzo Zita-Inform)


Vai a: