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INFORM - N. 102 - 28 maggio 2003

"Migranti", in un libro di Claudio Camarca il dramma dell'umanità in cammino

Nell'opera edita da Rizzoli le tante storie di un lungo viaggio verso l'Italia

ROMA - Per raccontare il dramma dell'umanità in cammino lo scrittore Caudio Camarca ha percorso, i Balcani, l'Europa orientale e le coste dove notte dopo notte gli scafisti abbandonano il loro povero carico umano. Un viaggio nel dramma e nella speranza che l'autore, noto narratore e regista cinematografico, ha raccontato nel libro "Migranti". Verso una terra chiamata Italia" edito da Rizzoli. La presentazione dell'opera, avvenuta presso la sede romana dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, si è aperta, dopo un breve intervento introduttivo del giornalista de "La 7" Andrea Pancani che ha sottolineato la determinazione e la capacità intuitiva dell'autore, con l'intervento del docente di Pedagogia Interculturale dell'Università de L'Aquila Alessandro Vaccarelli. Egli ha evidenziato come dall'opera del Camarca, un lavoro che dà voce ai tanti disperati che non hanno voce, emerga una visione più ampia ed umana del fenomeno migratorio. Un mondo in cammino che, attraverso le storie di chi vive sulla propria pelle questa esperienza, viene descritto senza le tante diffidenze e paure che invece sembrano animare l'azione legislativa degli ultimi anni. "Quella di Camarca - ha specificato Vaccarelli - è un'opera di passione sociologica e antropologica che mette a nudo tutti i risvolti delle migrazioni".

Per l'Arcivescovo metropolita di Lecce Cosmo Francesco Ruppi questa drammatica realtà, fatta di uomini alla ricerca di pace pane e libertà, non va guardata con l'occhio del politico, ma con quello del povero. Mons. Ruppi ha inoltre lanciato un appello affinché le forze politiche italiane si mobilitino contro la costruzione in Albania di campi detentivi volti al contenimento degli immigrati. Nel sottolineare la forte passione e sofferenza presente nell'opera di Camarca, egli ha poi evidenziato come dal libro vengano affrontate anche tematiche molto complesse come ad esempio la tratta delle donne, il traffico di droga e il commercio illegale di organi. Problemi di assoluta drammaticità che, purtroppo, si intrecciano con il fenomeno migratorio.

E' stata poi la volta del Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera Bruno Tabacci che ha posto in rilievo come a tutt'oggi l'immigrazione regolare in Italia, anche grazie alla recente regolamentazione che ha fatto emergere circa 700.000 stranieri, stia ormai trasformandosi, con il 4% d'incidenza sulla popolazione, in un fenomeno strutturale. Una realtà in crescita che, secondo Tabacci, dovrebbe farci riflettere sull'eventuale concessione del voto amministrativo agli immigrati. "C'era un tempo - ha poi aggiunto il deputato ricordando il libro di Stella 'Quando gli albanesi eravamo noi' - in cui anche i nostri avi subivano privazioni e violenze. Per affrontare con maggiore sensibilità il fenomeno dell'immigrazione sarebbe quindi bene che ricordassimo l'altra faccia dell'emigrazione italiana". Un problema, quello migratorio, da analizzare con estrema razionalità che, secondo Tabacci, è stato regolamentato con buona efficacia dalla nuova normativa sull'immigrazione. Oltre al già citato successo della regolamentazione, che ha squarciato il velo dell'immigrazione clandestina, dalla legge Bossi-Fini sono state infatti introdotte novità di rilievo, come ad esempio la creazione di uno stretto legame tra il lavoro e la concessione del permesso di soggiorno.

Un aspetto, quest'ultimo, che è stato invece contestato dal Segretario nazionale dei Ds Piero Fassino. Dopo aver affermato che la nuova legge sull'immigrazione si ispira a principi di chiusura ed emarginazione, egli ha ribadito la netta opposizione sia alla creazione di uno stretto vincolo tra permesso di soggiorno e lavoro, disposizione che favorisce l'insorgere dell'occupazione in nero, sia all'introduzione di provvedimenti che mortifichino l'immigrato, come ad esempio la rilevazione delle impronte digitali o il restringimento delle possibilità di ricongiungimento familiare. Da Fassino, che ha apprezzato il volto e lo spessore umano dei migranti descritti da Camarca, è stata invece auspicata la nascita di una società multietnica, multiculturale e multireligiosa. Una nuova ed inevitabile realtà che andrà però costruita, partendo dagli ambienti scolastici, con mirate politiche volte all'integrazione e alla non assimilazione dell'immigrato. Uomini e donne che, secondo Fassino, lasciano la loro terra d'origine per cercare un futuro migliore e vivono nella completa solitudine il dramma dell'andare e la sofferenza dell'accettazione nel Paese d'accoglienza.

A chiusura dell'incontro è infine intervenuto l'autore dell'opera che, dopo aver auspicato l'avvio di iniziative per lo sviluppo economico dei Paesi di provenienza e il superamento delle politiche di chiusura che favoriscono l'insorgere dell'illegalità, ha descritto gli immigrati come "gli ultimi coraggiosi che varcano i confini e credono nel domani". (Goffredo Morgia-Inform)


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