* INFORM *

INFORM - N. 101 - 27 maggio 2003

Da "Veneti nel Mondo", maggio 2003

Lavoro in Italia per gli oriundi d’Argentina: finalmente gli elenchi

Sbloccata la situazione presso i Consolati di Buenos Aires, Còrdoba, Rosario e Bahìa Blanca, i molti lavoratori di origine italiana che sperano di trasferirsi nel nostro Paese, confidano nella proroga dei termini di iscrizione

Era stato fissato a 4 mila il numero massimo di persone residenti in Argentina ma di origine italiana che, per effetto del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2002, potevano trasferirsi in Italia per motivi di lavoro, sfuggendo così dalla grave crisi economica che attanaglia il Paese sudamericano. Ma a tutt’oggi solo 70 lavoratori "oriundi", desiderosi di trovare oltreoceano un’occupazione e condizioni di vita dignitose, sono riusciti a iscriversi negli specifici elenchi costituiti presso i Consolati Italiani.

E’, infatti, lo stesso Decreto ad attribuire la competenza in materia alle nostre rappresentanze diplomatiche in Argentina e in particolare la costituzione di appositi elenchi che contengano le qualifiche professionali dei figli o nipoti di italiani (è sufficiente che la discendenza derivi anche da uno solo dei genitori), anche se non in possesso della cittadinanza italiana.

Il primo termine per l’iscrizione agli elenchi era stato fissato al 31 gennaio 2002, ma, come si può intuire, lasciava agli interessati un arco di tempo troppo breve .

Successivamente, il 20 dicembre 2002, con un ulteriore Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, il termine delle iscrizioni veniva prorogato al 31 marzo 2003.

Purtroppo, nonostante la proroga, i cittadini argentini di origine italiana hanno continuato ad incontrare difficoltà ad iscriversi agli elenchi, in quanto, oltre a non dare sufficiente pubblicità di come gli interessati potessero avvalersi di questa facoltà, i Consolati Italiani, in alcuni casi, addirittura non disponevano degli stessi elenchi.

Per tentare di sbloccare la situazione si è mossa, tra gli altri, l’Associazione Argentina del Veneto Onlus, che nel frattempo ha ricevuto numerose segnalazioni e richieste di aiuto, pervenute anche al Centro per l’Impiego della Provincia di Treviso. Dopo aver appurato che, in effetti, davanti alle porte delle nostre rappresentanze diplomatiche di Buenos Aires, Còrdoba, Rosario e Bahìa Blanca, in questi mesi, si sono formate continuamente lunghe code e assembramenti di nostri connazionali, alcuni rappresentanti dell’Associazione hanno incontrato lo scorso febbraio a San Donà di Piave, in provincia di Venezia, l'On. Luigi Ramponi, Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, al quale hanno consegnato una memoria descrittiva della situazione, evidenziando il disagio e la delusione provocata dall’inesistenza di questi elenchi.

Grazie anche a questo intervento i Consolati si sono attivati, ma i risultati ottenuti al 31 marzo 2003 dimostrano che è necessaria un’ulteriore proroga. Vale la pena ricordare che nel Paese sudamericano la popolazione d’origine italiana è una delle più numerose e che molte delle speranze dei nostri connazionali d’Argentina sono riposte proprio nelle diverse iniziative d’aiuto promosse dal Governo e dalle Regioni italiane. (Veronica Fincati-Veneti nel Mondo/Inform)


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