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INFORM - N. 101 - 27 maggio 2003

PPE ottimista: la Convenzione riconoscerà le radici cristiane dell’Europa. MCL: sì al seggio unico europeo allONU

BRUXELLES - "La futura Carta europea conterrà il richiamo alle radici cristiane dell’Europa". Il PPE otterrà il risultato che tutto il mondo cattolico attende: lo ha assicurato il Segretario generale del gruppo parlamentare europeo, Klaus Welle, intervenendo a Bruxelles ai lavori del seminario internazionale sul futuro dell’Europa, organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori sul tema Le sfide e le riforme in una Unione rinnovata: il contributo dei lavoratori cristiani per la Costituzione europea.

E’ molto ottimista, il leader del PPE, Welle, e aggiunge che "ora bisogna saper gestire due profondi cambiamenti: l’allargamento dell’Europa a 25 membri e la predisposizione di un testo costituzionale di garanzia dei diritti e dei doveri dei cittadini degli Stati membri. Naturalmente i nuovi rappresentanti che verranno ad aggiungersi all’attuale assetto politico inevitabilmente influenzeranno i futuri equilibri, ed è un fatto, questo, che in pratica già sta avvenendo: uno dei primi effetti che abbiamo davanti agli occhi è l’ampliamento della compagine socialista europea".

"La Convenzione ha avviato la fase conclusiva del suo lavoro - ha continuato Welle - e questo nonostante le numerose critiche rivoltegli da più parti". Welle considera un grande successo il lavoro fin qui svolto: "non si dimentichi che spesso le questioni più dibattute nell’opinione pubblica, in realtà costituiscono una parte marginale del testo, mentre il 95% delle disposizioni riguarda questioni magari non troppo dibattute, ma che avranno invece ampia incidenza nella vita della futura Europa, come la trasparenza".

Una proposta politica forte è stata invece lanciata dal presidente del Movimento, Carlo Costalli, che, per evitare il ripetersi delle divisioni sorte recentemente in fatto di politica estera, ha auspicato "la creazione di un seggio permanente per l’Unione europea a Palazzo di vetro". Secondo Costalli il seggio unico permanente potrebbe essere un valido strumento "per costringere gli europei ad elaborare una posizione comune sulle questioni più delicate".

La giornata di dibattito è stata anche dedicata all’analisi delle politiche sociali europee, e alla loro evoluzione nella storia del nostro continente. "Al di là della partenza spiccatamente sindacale con la costituzione della Ceca, abbiamo poi assistito a un graduale abbassamento della tensione a fare dell’Unione europea un centro di politica sociale - ha detto a questo proposito il professor Antonio Varsori, ordinario dell’Università di Firenze, e direttore del polo europeo -. Non che oggi le politiche sociali siano scomparse, ma è evidente che sono ormai intese non come il fine bensì come mezzo per il raggiungimento del migliore rendimento economico possibile". (Inform)


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