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INFORM - N. 100 - 26 maggio 2003

Concluso il campionato di calcio, primi bilanci per le squadre romane

Lazio, ora non sciupare tutto

Ore di trepida attesa in casa Lazio per sapere se davvero (come del resto tutto sembra indicare) si andrà avanti con Roberto Mancini, tecnico-manager all’inglese in pratica capo di tutto il settore tecnico. Ore di trepida attesa anche alla luce delle ultime parole di Moratti, che non ha dato per scontata la conferma di Cuper sulla panchina interista; come è noto c’è un filo diretto da tempo che unisce le sorti di Mancini all’Inter, o almeno esiste un filo mediatico in tal senso. Però a Roma, sponda Lazio, c’è da non sciupare quanto di buono è stato fatto in questa stagione: ripetiamo per i distratti, quarto posto in campionato, semifinale in coppia Italia e in Coppa Uefa. Dopo la burrasca della scorsa estate con relative cessioni eccellenti di Crespo e Nesta, nessuno mai avrebbe potuto immaginare un rendimento così elevato e così costante ad alti livelli della banda di Mancini. Al tecnico va dato il merito di aver creato un gruppo di granito e nello stesso tempo quello di aver messo in campo sempre una squadra organizzata e dal gioco brillante. Non sono meriti di poco conto, che Mancini ora passa a riscuotere. In effetti il tecnico di Jesi è cresciuto in una maniera del tutto inattesa rispetto a quando era sulla panchina della Fiorentina, ma siamo anche dell’idea che il binomio Mancini-Lazio sia di quelli naturalmente fortunati, un po’ come accade puntualmente da anni al tandem Lippi-Juventus. Come fare a non sciupare tutto in casa Lazio? Innanzitutto preparare una formazione competitiva e che non disputi il preliminare di Champions League come semplice premio a questa stagione; proporre al tecnico una rosa omogenea e ringiovanita, con ambizioni di vittoria. E poi la Lazio si tenga stretto il suo riferimento principale: Mancini, amato dal pubblico come i grandi del passato laziale. (Francesco Certo-Inform)

Roma, cartoline di fine stagione

Possiamo anticipare il bilancio dell’annata giallorossa, lo facciamo nonostante qualcuno creda ancora nel miracolo della Roma nella finale di ritorno della Coppa Italia. Bisognerebbe recuperare lo sciagurato 1-4 dell’andata e sebbene si possa ipotizzare un Milan in vacanza (o quasi) dopo la finale di Manchester, ci sembra complicato andare a togliere la Coppa Italia ai rossoneri in casa loro. Il bilancio della stagione della Roma è tutto sommato riassunto alla perfezione nell’ultima gara, quella con l’Atalanta all’Olimpico. Logico che gli orobici avessero motivazioni eccezionali dalla loro parte e naturalmente superiori a quelle dei giallorossi, però la Roma è parsa giocare come ha fatto durante la gran parte dell’anno: quasi a fare un favore a chi la guarda e la sostiene per amore. Prima giornata: Roma a Bologna, sconfitta maturata negli ultimi minuti; critiche e contestazioni di Capello all’indirizzo degli arbitri. Da quel momento i giallorossi si sono scatenati in questo sport, venendo nel contempo penalizzati dal settore arbitrale ma offrendo anche il destro a critiche tecniche inoppugnabili. In campionato come in Europa sono emersi limiti tecnici e di maturità di un gruppo che ha probabilmente dato il suo massimo, c’è, eccome, da salvare in questa squadra più di qualcuno: ecco i nomi, Totti, Cassano, Samuel, Emerson. Poi poco altro, a cominciare dall’allenatore Capello che a Roma comincerebbe ad agosto la sua quinta stagione nella capitale. Difficile chiedersi se davvero abbia ancora un senso la conferma del tecnico friulano: la risposta è ovviamente negativa. Chiudiamo con il saluto obbligato a un campione del mondo che con l’Atalanta ha salutato la Roma e i suoi tifosi: Aldair. (Francesco Certo-Inform)


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