* INFORM *

INFORM - N. 99 - 23 maggio 2003

Circoscrizione Estero "ventunesima Regione italiana"

Ne ha parlato Vitaliano Vita (CGIE) all’Assemblea federale di Imprenditalia

ROMA - La Circoscrizione Estero, creata con modifica costituzionale, deve diventare la ventunesima Regione italiana. Solo così saranno garantiti eguali diritti a tutti i cittadini italiani ovunque risiedano. Il 15 giugno gli italiani all’estero voteranno per la prima volta nei luoghi di residenza. Un evento eccezionale anche se tuttavia sono molte le leggi e i diritti che non sono estesi ai cittadini residenti fuori dei confini nazionali: è vera e propria discriminazione…"

Lo ha affermato Vitaliano Vita, esponente del Consiglio Generale Italiani all’Estero (CGIE) e vicepresidente di Imprenditalia, nella sua relazione al Consiglio nazionale della Federazione di Imprenditori e Professionisti svoltosi il 22 maggio a Roma, nella sede sociale di via degli Scialoja.

I lavori sono stati introdotti dal Presidente federale Guido D’Amico che ha detto : " Imprenditalia, che ha Distretti Esteri anche in America Latina, ha deciso di rilanciare la sua battaglia a favore degli italiani all’estero.Nel passato ci siamo battuti per il loro diritto al voto in loco, oggi finalmente reso possibile con la modifica di tre articoli della Costituzione e la creazione della Circoscrizione Estero.

Prosegue, però, la discriminazione nell’applicazione delle leggi, specialmente quelle che comportano qualche spesa da parte dello Stato. Imprenditalia è pronta ad assumere ogni opportuna iniziativa per assicurare ai connazionali all’estero pari diritti ed opportunità".

"Il riconoscimento di una nostra rappresentanza parlamentare – ha spiegato Vita – seppur limitata (12 deputati e 6 senatori) rispetto al numero degli elettori (4 milioni quelli attribuiti alla Circoscrizione estero) tuttavia sancisce in favore dei suoi appartenenti il riconoscimento di pari dignità sociale, pari diritti ed opportunità. Perciò certe discriminazioni sollevano indignazione, provocano protesta, in particolare in quelle Comunità dove l’applicazione di alcune leggi per i cittadini che risiedono in Italia se estese anche ai connazionali all’estero risolverebbero loro molti problemi…In Italia, ad esempio sono in vigore normative per lo sviluppo dell’occupazione e dell’imprenditoria giovanile che se fossero estese agli italiani che vivono nei paesi ove opera la Cooperazione, non solo risolverebbero i problemi dei nostri connazionali, ma contribuirebbero a risollevare le economie dei Paesi ospitanti, proprio come avviene con gli aiuti destinati ai paesi africani ed asiatici più bisognosi. Tra gli oltre 4 milioni di italiani che vivono all’estero si calcola che siano circa 800 mila i giovani "tra i 18 ed i 29 anni di età", un potenziale di forza lavoro notevole che potrebbe contribuire a risolvere il problema della carenza della forza lavoro italiana, la più alta nel mondo. Cosicché talvolta viene fatto di chiederci: ma cosa sono gli italiani all’estero per l’Italia? A quale Stato devono sentirsi di appartenere?

Ce lo chiediamo, ad esempio, quando registriamo, con amarezza, che ai pensionati indigenti che vivono all’estero non può essere estesa integralmente la pensione minima; quando rileviamo che ai nostri giovani non possono essere estese le provvidenze per lo sviluppo dell’occupazione. Ma questi sono soltanto alcuni esempi, purtroppo ne esistono altri come quelli legati alla scuola, alla cultura, alla assistenza sanitaria. Se è vero che la trasformazione della circoscrizione estero in regione, potrebbe risolvere alcuni problemi sociali legati alla solidarietà, vanno ugualmente illustrati i vantaggi che ne deriverebbero al nostro Paese, che oggi grazie alle esportazioni (200 mila miliardi nel 2001) al consumo ed alla promozione del made in Italy, può contare su i milioni di posti di lavoro necessari alla loro produzione e giovarsi di centinaia di migliaia di miliardi di valuta pregiata. Perciò riteniamo utile ricordare a qualche detrattore non solo che paghiamo le tasse secondo le leggi italiane, ma anche che il contributo che diamo al paese è multiple e consistente…

La trasformazione, quindi, della Circoscrizione Estero nella ventunesima Regione italiana risolverebbe molti problemi ed offrirebbe vantaggi reciproci concreti (economici, culturali e politici), contribuirebbe anche a rafforzare il ruolo strategico che l’Italia svolge con successo in politica estera. La sua trasformazione darebbe luogo ad una Regione senza spese e "tutta entrate": sarebbe sufficiente accantonare una modesta percentuale (l’1%) sulle esportazioni italiane dirette ai paesi di residenza, per poter vivere di luce propria, seguitando ad inviare rimesse al nostro Paese come abbiamo sempre fatto.

"Perciò, ha concluso Vita, la battaglia di Imprenditalia è una battaglia di solidarietà e di giustizia e, cosi come promossa dai suoi iscritti, imprenditori e professionisti, forze vive del paese, non soltanto è singolare ed opportuna, ma anche indispensabile per spiegare alla opinione pubblica italiana l’esigenza di dover regolamentare, e presto, la Circoscrizione estero elevandola al rango di Regione italiana." (Inform)


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