* INFORM *

INFORM - N. 97 - 21 maggio 2003

Voto all’estero: i Ds rispondono a Vitaliano Vita

ROMA - E’ Eugenio Marino, responsabile comunicazione dell’ufficio Ds per gli Italiani all’estero, a rispondere a Vitaliano Vita, CGIE Venezuela, che su "Pagine" del 18 maggio (vedi Inform n. 95) aveva rivolto critiche alle posizioni espresse in una conferenza stampa da una delegazione dei Ds di ritorno da un viaggio in America Latina (titolo: "Nella Circoscrizione Estero il voto per corrispondenza è pericoloso!" Alcuni "pentiti" vogliono cambiare la legge entrata in vigore ieri l’altro e successivamente estesa anche all’elezione dei Comites!)-

La faziosità dei commenti di Vitaliano Vita è nota - rilevano i Ds -. E anche questa volta non si smentisce. La delegazione dei Ds in America Latina non ha espresso giudizi sui nostri connazionali o sulla nostra comunità, né intende ghettizzarla come strumentalmente fanno la Destra e il Ministro Tremaglia - basti pensare alla lista unica dei candidati italiani all’estero: i nostri emigrati, solo per il fatto di essere tali, non hanno un’unica visione politica del mondo, e in Parlamento non si occuperanno solo di questioni attinenti l’emigrazione. Pensare a una lista unica significa pensarli come categoria a parte: ghettizzarli appunto -. La delegazione Ds ha espresso esclusivamente una preoccupazione e ha manifestato l’intento di confrontarla con le altre forze politiche e parlamentari e con il Governo. È una preoccupazione legata alla scarsissima informazione che sinora è stata data al voto per corrispondenza e alla politica italiana, ma anche alla incompletezza e confusione in cui continuano a trovarsi gli elenchi degli aventi diritto al voto.

Inoltre, l’onorevole Gianni Pittella, non ha espresso perplessità solo per il voto in America Latina, ma sul sistema voto in genere e su eventuali rischi per le garanzie dovuti non a emigrati italiani in America Latina - sicuramente non "mafiosi" come Vita intenderebbe far dire al responsabile Ds -, ma a qualche malintenzionato - che potrebbe esserci in ogni schieramento - che potrebbe approfittare della scarsa informazione per diluire o vanificare la conquista del voto all’estero (a cui i Ds hanno contribuito in maniera determinante), con un’attuazione falsata o parziale. Per quanto riguarda, infine, l’istituzione di seggi all’estero - conclude Marino - , quella di Pittella non era una proposta formale - difficilmente realizzabile - ma un espediente per richiamare l’attenzione in futuri confronti nel caso in cui si verifichi un fallimento del voto per posta; cosa che naturalmente i Ds non si augurano, avendolo a lungo sostenuto e reso possibile con due modifiche costituzionali quando erano maggioranza di governo. (Inform)


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