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INFORM - N. 97 - 21 maggio 2003

"SOS Argentina": l’assessore Zanon dice grazie al Veneto

L’esponente regionale traccia un primo bilancio della campagna condotta in questi ultimi mesi dalla Confederazione Giovanile dei Veneti nel Mondo. Dal Veneto ancora una grande risposta di solidarietà

VENEZIA - Partiranno dal porto di Genova ai primi di giugno i tre container con i viveri e i medicinali raccolti dalla Confederazione Giovanile dei Veneti nel Mondo nell’ambito del progetto "SOS Argentina". A tracciare un primo bilancio di questa iniziativa, promossa e fortemente sostenuta dalla Regione Veneto, è l’assessore ai flussi migratori Raffaele Zanon, soddisfatto per i risultati raggiunti e per l’encomiabile impegno dimostrato dai giovani della Confederazione e dai volontari della Croce Rossa Italiana.

"Sono stati raccolti 200 mila Euro – spiega Zanon -, 15 mila chilogrammi di cibo e generi di prima necessità, due quintali di farmaci e altre risorse per l’acquisto di ulteriore materiale sanitario. Un grazie va soprattutto agli Enti Locali e alle Associazioni pubbliche e private, il cui contributo in danaro ci ha consentito di mettere insieme una cifra consistente, ma anche alle aziende che hanno donato materiali e prodotti da distribuire in quelle zone dell’Argentina dove si muore per malnutrizione e per la mancanza di assistenza medica adeguata".

Il Veneto, dunque, come sempre ha risposto agli appelli di solidarietà?

E’ l’ennesima riprova della generosità della gente veneta, gente che non solo mette a disposizione mezzi e risorse per quanti hanno bisogno, ma che partecipa anche attivamente, in prima persona, alle attività di volontariato, formando una delle reti associazionistiche più efficienti e organizzate a livello nazionale. Va ricordato, inoltre, che non è stato facile mantenere per mesi l’attenzione e l’interesse dell’opinione pubblica sulla situazione argentina, quando da un’altra parte del mondo scoppiava una guerra sulla quale si sono concentrate l’azione dei media e le preoccupazioni della comunità internazionale.

La campagna "SOS Argentina", però, si protratta più a lungo del previsto. Come mai?

La raccolta dei finanziamenti deliberati dagli Enti pubblici risente, purtroppo, delle lentezze degli iter burocratici. Ma ormai stiamo per concludere e adesso tutta l’attenzione è puntata su come utilizzare le risorse. In tal senso, sotto l’egida della Confederazione Giovanile dei Veneti nel Mondo, è stato costituito in Argentina un Comitato di Associazioni che si occupano di assistenza e di emigrati, che vigilerà non solo sulla distribuzione dei viveri e medicinali, ma anche sulla destinazione dei soldi. Fanno parte di questo Comitato la Caritas, i Patronati, la Croce Rossa e gli Ospedali italiani, oltre a vari Istituti laici e religiosi.

Ma avete già un’idea di come utilizzare quei soldi?

Con una piccola parte copriremo le spese di invio in Sudamerica del materiale raccolto, il resto penso che servirà ad effettuare ulteriori acquisti mirati di farmaci o generi di prima necessità, sulla base di accertati bisogni. In altre parole, vorremmo evitare di dare contributi generici, preferendo attuare interventi concreti, dei quali si dimostri l’efficacia e sia possibile fornire una rendicontazione.

Quali aree del Paese beneficeranno della solidarietà del Veneto?

Ovviamente saranno i nostri referenti argentini a segnalarci le priorità di intervento e le comunità che più hanno bisogno. Le zone di grande miseria, d’altronde, sono quelle note: le periferie delle grandi città - prima fra tutte la capitale Buenos Aires, ma anche Rosario e Cordoba – e le province più povere, come quella di Tucuman. Per quest’ultima e per le aree critiche della Provincia di Buenos Aires, va detto, però, che la Regione Veneto ha avanzato un’ipotesi di intervento particolare, subito accolta dal Ministro per gli Italiani nel mondo, Mirko Tremaglia, e che consentirà di far fronte ad alcune emergenze grazie a un finanziamento di 250 mila euro del fondo del Coordinamento Stato-Regioni.

Come già anticipato nello scorso numero di "Veneti nel Mondo", l’assessore Zanon aveva proposto al Ministro e ai colleghi delle altre Regioni italiane, di sostenere economicamente un'iniziativa dell’Unicef specificatamente mirata all’assistenza sociosanitaria per l’infanzia. Tale proposta è stata accolta e ora saranno realizzati degli interventi di emergenza a tutela dei bambini a rischio nutrizionale ed educativo.

Secondo alcuni dati recentemente raccolti, circa l’80% dei bambini argentini vive in famiglie povere e il reddito familiare di oltre due milioni di persone è sotto la soglia dell’estrema povertà. Nelle province colpite più duramente dalla crisi, non solo si patisce la fame e la qualità dei servizi sanitari è pessima, ma ormai tutto il sistema amministrativo è allo sbando per mancanza di risorse pubbliche e per la debolezza dei governi locali. In questo contesto a risentirne è anche il sistema dell’istruzione. Ecco perché il Ministero e le Regioni intendono fornire un sostegno alle famiglie sul fronte dell’alimentazione ma anche della riduzione dell’abbandono scolastico dei bambini più emarginati.

"Di fronte a una situazione come questa – commenta l’assessore Zanon – abbiamo sentito l’obbligo morale di muoverci, per aiutare un Paese legato da sempre all’Italia e agli italiani. Eppure questo slancio di solidarietà è stato male interpretato da una parte delle autorità e della classe dirigente argentina. Ho come la sensazione che per orgoglio certe persone, comprese anche alcune di origine italiana e veneta, preferiscano minimizzare la portata della crisi e i drammatici effetti che questa ha soprattutto sulle fasce più deboli. Un grande Paese, a mio avviso, non deve nascondere le proprie difficoltà, ma deve reagire anche facendo tesoro degli aiuti che vengono dall’esterno, soprattutto quando, come nel caso dell’intervento italiano, sono finalizzati non solo agli urgenti bisogni assistenziali, ma anche al futuro sviluppo economico e sociale". (Veneti nel Mondo/Inform)


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