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INFORM - N. 96 - 20 maggio 2003

L’editoriale di "Sicilia Mondo"

Dopo l’allargamento una vera unione. Le diversità regionali

CATANIA - Ad Atene, ai piedi dell’Acropoli, è stato solennemente firmato l’atto di nascita dell’Europa dei 25 Stati, con una dichiarazione adottata al summit dell’Unione Europea dai quindici Paesi membri e dai 10 Paesi neo-firmatari del Trattato di adesione che entreranno in Europa ufficialmente il 1° maggio 2004, dopo che si saranno svolti tutti i referendum popolari previsti nei singoli Stati.

Da ora in poi dovremo conoscerli tutti: Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Slovacchia, Slovenia, Cipro, Malta, Polonia ed Ungheria.

Dopo l’abbattimento del muro di Berlino, la nascita dell’Europa dei 25 è certamente l’evento più importante. L’allargamento per i vecchi Stati europei ma anche per i nuovi partners, rappresenta una eccezionale opportunità di sviluppo, di prosperità e di sicurezza e pone le premesse concrete per la costruzione di una casa europea comune. Ma è una opportunità-sfida.

Se l’allargamento dovesse rimanere fine a se stesso, senza decisi progressi di integrazione, senza significative riforme, senza adeguati trasferimenti di sovranità nazionali alle Istituzioni europee, se dovesse permanere il mantenimento del diritto di veto, certamente l’Europa allargata si ridurrebbe a poco più di un’area di libero scambio e di mercato, ad un condominio tra Stati, ad una realtà insignificante sul piano internazionale, ad un apparato incagliato dalle logiche intergovernative.

Se, invece, l’allargamento saprà cogliere le straordinarie opportunità per realizzare un reale processo di integrazione, superando tutti gli egoismi ed i nazionalismi, l’Europa ha tutte le possibilità di diventare un forte polo di pace e di riferimento, di grande peso politico nel contesto internazionale.

La Convenzione per dare all’Europa una Costituzione è la sede più opportuna per lavorare in questa direzione.

Il problema di fondo che ritorna è sempre quello della volontà politica a perseguire l’obiettivo di un’Europa unita. L’attuale scenario mondiale e le nuove e pericolose insorgenze di questo nuovo millennio esigono, oggi più che mai, una Europa unita a "voce unica" anche in sede politica per rendere più sicuro il mondo. La centralità geo-politica dell’Europa è fin troppo evidente.

Basta guardare la recente crisi di rapporti con gli USA dovuta alla spaccatura dell’Europa sulla guerra in Iraq, nonostante la comune civiltà ed i comuni valori di democrazia e di tolleranza.

Per fortuna dal summit di Atene sono partiti segnali di distensione ed una nuova attenzione nei confronti dell’ONU e sul suo ruolo di garanzia e di obiettività nella difficile ricostruzione dell’Iraq.

Egualmente, di fronte al rallentamento-crisi dell’economia mondiale, siamo convinti che per l’Europa allargata la strada vincente per uscire dal tunnel sia quella di una politica economica comune.

In proposito, ricordiamo il vertice di Lisbona e le strategie elaborate relative al periodo 2000-2010 per lo sviluppo della economia europea fondato su una conoscenza più dinamica e competitiva nel mondo, la risoluzione per fare eseguire dopo la moneta unica un governo dell’economia europea, gli impegni nei settori strategici delle grandi reti transeuropee, i progetti per la ricerca e lo sviluppo con l’obiettivo di raggiungere il 3% della spesa entro il 2010.

In un’Europa di 25 Stati, con 500 milioni di persone ed un mercato dalle incalcolabili potenzialità, ancora tutto da scoprire e da percorrere, riteniamo che il Governo italiano debba inserire nella agenda delle priorità le sue strategie nazionali in questa direzione.

La Regione Siciliana che cosa intende fare?

L’Europa allargata rappresenta la "Mecca delle diversità" come mercati e come culture, proprio il terreno ideale per le specificità regionali italiane. La Sicilia è leader incontrastata del settore con i prodotti del suo clima, il suo patrimonio culturale e la sua storia. Che cosa aspetta per partire?

Le Regioni italiane del Nord-Est hanno già piantato le tende nei nuovi Paesi aderenti (Mimmo Azzia-Sicilia Mondo/Inform)


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