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INFORM - N. 96 - 20 maggio 2003

"Le comunità migranti tra istituzioni e società civile"

Quale ruolo per l’associazionismo in un convegno promosso dalla CNE

ROMA - Si è svolto a Roma, preso l'Aula della Biblioteca del CNEL, il convegno dal titolo "Le comunità migranti tra istituzioni e società civile", organizzato dalla Consulta Nazionale Emigrazione nella quale sono rappresentaste tutte le Associazioni "storiche" a carattere nazionale dell’emigrazione italiana. Nella sua relazione introduttiva il Presidente della CNE Tonino Inchingoli, dopo aver ricordato la necessità di dialogare e di promuovere nuove iniziative con la collaborazione delle 4.500 associazioni italiane presenti nel mondo, ha evidenziato come a tutt'oggi le politiche di accoglienza per gli immigrati, che sempre più numerosi giungono in Italia, dovrebbero seguire percorsi organici. Itinerari molto simili a quelli preposti per il riavvicinamento al Paese d'origine delle giovani generazioni all'estero. Iniziative mirate, volte all'apprezzamento dell'arte della cultura e del modo di vivere italiano, che, per rinsaldare l'attaccamento alla terra d'origine lungamente preservato dalle nostre collettività nel mondo, dovranno essere attuate nel più breve tempo possibile. Inchingoli ha poi ricordato la necessità sia di operare per il mantenimento dell'identità delle associazioni, sia di continuare il percorso, volto ad una netta distinzione dai partiti, fino ad oggi intrapreso dalla CNE. Dopo aver auspicato un fattivo contributo dei nostri connazionali nel mondo al rafforzamento della capacità competitiva delle regioni italiane sui mercati della globalizzazione, il Presidente della CNE ha sottolineato come a tutt'oggi, a causa della grave crisi economica e sociale dell'America Latina, l'emigrazione di ritorno stia tornando di pressante attualità. Un problema che, secondo Inchingoli, potrebbe essere risolto attraverso l'istituzione di "corsie privilegiate" per tutti coloro che abbiano avviato pratiche di regolamentazione. Sottolineata l'esigenza di appoggiare la piena partecipazione dei nostri connazionali ai referendum del 15 giugno, Inchingoli ha aggiunto che è da valutare con la massima attenzione la proposta del Ministro Tremaglia di chiedere che i partiti facciano un "passo indietro" in occasione delle elezioni politiche per la circoscrizione Estero. Il Presidente della Consulta ha infine auspicato la creazione di un tavolo permanente, composto dal Ministro Tremaglia, dal competente Direttore Generale del Mae, dai rappresentanti del CGIE, delle Regioni, del Ministero dell'Interno e della stessa CNE, sulle questioni degli italiani all'estero.

Il Direttore dell'Istituto di Ricerche Educative e Formative (Iref) Marco Lima ha quindi illustrato alcune spunti della ricerca commissionata dal CGIE sulla presenza dei giovani italiani in 15 nazioni d'accoglienza, sottolineando come a tutt'oggi le nuove generazioni siano animate da grandi aspettative. Giovani, quelli all'estero, che apprezzano la lingua italiana e che vogliono essere coinvolti come protagonisti nelle iniziative dell'associazionismo italiano. Lima ha inoltre sottolineato l'esigenza di informare i giovani all'estero sulla valenza del voto e sulla complessa realtà della politica italiana. Dopo la relazione del Direttore dell'Istituto delle Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali del CNR Enrico Pugliese volto ad evidenziare la dualità dei migranti nel mondo che sono al contempo immigrati ed emigrati, ha preso la parola il Direttore della Migrantes per la pastorale degli immigrati Padre Bruno Mioli che ha chiesto al Ministro Tremaglia di intervenire affinché anche la Consulta Nazionale dell'Immigrazione (che a differenza della CNE è di carattere istituzionale) possa, dopo due anni di inattività, tornare a riunirsi e contribuire concretamente all'elaborazione del regolamento di attuazione della legge Bossi-Fini. Il Consigliere del CGIE Bruno Zoratto ha poi sottolineato come la questione dei giovani vada inquadrata nelle giuste dimensioni. Per Zoratto infatti, che ha anche ricordato il dramma dei nostri connazionali espulsi dalla Germania, ogni comunità esprime le potenzialità generazionali che possiede. Da sottolineare invece, secondo il Segretario del Patronato INCA-CGIL Antonio Bruzzese, sia la mancata erogazione dell'assegno sociale per gli italiani all'estero, sia il crescente aggravamento della situazione venezuelana.

Dopo l'intervento del Presidente dello CSER Gaetano Parolin, coordinatore della tavola rotonda sul "ruolo delle associazioni nel processo partecipativo", che ha evidenziato la centralità del ruolo dell'associazionismo, chiamato nell'era della globalizzazione ad instaurare relazioni a tutto campo con la società civile e le istituzioni, è intervenuto il Direttore generale del Ministero degli Esteri per gli Italiani all'estero e le Politiche migratorie, Adriano Benedetti, che ha ricordato il positivo apporto degli italiani alla crescita del Venezuela. Una realtà, quest'ultima, che egli ha conosciuto molto da vicino avendo ricoperto in quel Paese, fino a poche settimane fa, l'incarico di Ambasciatore. Uno sforzo evolutivo, quello compiuto dalle nostre comunità in tutti i Paesi d'accoglienza, che è stato sin dall'inizio sostenuto dal grande reticolo delle associazioni, soprattutto a carattere regionale, che ora invece si stanno ponendo nuovi obiettivi. "Come la democrazia non può vivere senza le articolazioni dei partiti, così la partecipazione delle nostre comunità all'estero non può avvenire senza una profonda articolazione associazionistica". Dopo aver ricordato la crescente emergenza umanitaria presente in molte comunità che va affrontata con un incremento dell'assistenza, Benedetti si è infine detto fiducioso sulla fattiva partecipazione dei nostri connazionali alle prossime consultazioni referendarie che dovranno però avere luogo in un contesto di piena regolarità. A tal proposito si sta infatti lavorando alacremente per eliminare, per quanto possibile, le discrepanze tra gli elenchi dei votanti in possesso del Ministero dell’Interno ed i dati forniti dagli elenchi consolari.

Dal Presidente del Comitato parlamentare della Camera per gli italiani all’estero Giovanni Bianchi è stata sottolineata la necessità di una vera e propria gouvernance mondiale che superi le mere regole del mercato. Un contesto, quello internazionale, in cui le nostre collettività all'estero hanno sempre svolto un ruolo centrale. Per Bianchi sarebbe opportuna sia la costruzione di un nuovo rapporto tra le istituzioni e il mondo dell'associazionismo, sia un concreto rinnovamento dell'immensa rete associativa nel mondo che da sempre vive tra il fascino dell'innovazione ed il richiamo della tradizione. Una realtà, quella dell'emigrazione italiana all'estero, che, nonostante profonde differenziazioni, ha però sempre saputo operare in maniera unitaria. Un'azione costante ed univoca che ha favorito la nascita del CGIE, dei Comites e la conquista del voto e che, secondo Bianchi, è stata promossa anche attraverso il mondo dell'associazionismo.

Subito dopo il Presidente del Comitato parlamentare del Senato per le questioni degli Italiani all'estero, Riccardo Minardo, ha rilevato il rinnovato interesse delle istituzioni per gli italiani all'estero e l'esigenza di garantire il corretto svolgimento delle consultazioni referendarie; ha inoltre annunciato che, dopo il 15 giugno, una delegazione di senatori si recherà in Argentina e successivamente in altri Paesi per monitorare la situazione delle nostre collettività.

Il Segretario generale del CGIE Franco Narducci ha spiegato come, sin dalle sue origini, l'associazionismo italiano abbia lottato nel mondo per la difesa dei diritti fondamentali dei nostri emigrati. Una realtà, quella delle associazioni, che oggi appare tesa al dialogo con le istituzioni e che necessità indubbiamente del supporto delle nuove generazioni. Narducci si è detto convinto sia della necessità di ringiovanire i quadri dirigenziali dell'associazionismo, sia dell'esigenza di evitare meri processi di assimilazione dell'emigrato che spesso vengono incentivati da erronee politiche degli Stati ospitanti. Nel rivolgere un appello al mondo dell'associazionismo per la promozione di un fattivo dialogo che porti ad intese ed azioni comuni, Narducci ha ribadito la sottovalutazione dell'enorme valenza economica che gli italiani all'estero rappresentano per il loro Paese d'origine.

Dal Segretario generale del CGIE è venuto anche un accenno di risposta alla richiesta della CNE di ottenere una sorta di istituzionalizzazione (in proposito si è registrato un breve intervento di Giovanni Ortu che ha auspicato il riconoscimento legislativo della Consulta e l’assegnazione delle risorse necessarie). Narducci ha detto che occorre riflettere e chiarire i termini della questione, senza dimenticare che l’associazionismo è già presente direttamente o indirettamente negli organismi rappresentativi a livello centrale e periferico, CGIE e Comites.

L'intervento del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia si è aperto con un appello per un'accoglienza giusta e solidale dei tanti immigrati che giungono sulle coste italiane. Dopo aver sottolineato che nel suo staff operativo - che "fa la politica degli italiani nel mondo" - sono presenti le più ampie espressioni politiche, dai cattolici alla sinistra, Tremaglia ha ricordato gli sforzi da lui compiuti in ambito parlamentare per l'assegnazione della maggiorazione sociale pensionistica ai cittadini all'estero ultrasettantenni e per l'aumento dell'assistenza diretta ai connazionali in condizioni di bisogno.

Il Ministro ha poi evidenziato l'importante compito di monitoraggio svolto dalle associazioni italiane nel mondo, organizzazioni che danno voce agli italiani all’estero e si fanno interpreti dei loro problemi, ed ha annunciato di aver chiesto, in occasione del semestre italiano di Presidenza europea, l'istituzione di un Osservatorio su questioni di estrema valenza, come le espulsioni e le problematiche lavorative che preoccupano i nostri connazionali residenti in Europa. Tremaglia ha inoltre auspicato un'ampia partecipazione degli italiani all'estero alla consultazione referendaria del 15 giugno; a tal fine ha già acquisito e si accinge a diffondere le posizioni di tutti i partiti politici. "Al referendum votate come volete, ma votate", questo l’appello ai connazionali nel mondo ribadito ancora una volta dal Ministro per gli Italiani nel mondo. (Goffredo Morgia-Inform)


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