* INFORM *

INFORM - N. 95 - 19 maggio 2003

Da "Pagine", Venezuela, 18 maggio 2003

Nella Circoscrizione Estero il voto per corrispondenza è pericoloso!". Alcuni "pentiti" vogliono cambiare la legge entrata in vigore ieri l’altro e successivamente estesa anche all’elezione dei Comites!

CARACAS - A poche ore dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Regolamento per far votare gli Italiani all’estero, qualcuno tra i Ds, di ritorno da una tourneè presso le nostre comunità in America Latina, nonostante il consenso della sinistra al voto per corrispondenza (vedi relazione Bianchi, Calzolaio ed altri al Regolamento) ora obietta che questa forma di voto potrebbe essere pericolosa, in America Latina, (un’altra discriminazione). Così alcuni propongono di modificare la Legge istituendo i seggi elettorali, il cui numero, se dovesse essere in proporzione alla superficie territoriale e alla distribuzione dei cittadini, dovrebbe essere ingentissimo.

Gli italiani d’America Latina non si scandalizzano di essere ritenuti inattendibili... ma duole sentirselo ripetere proprio da chi ha contribuito alla formazione della volontà costituzionale che ci ha raggruppati ed uniti nella Circoscrizione Estero, restituendoci dignità e diritti per anni negati.

Invece qualcuno è rimasto convinto che la Circoscrizione Estero sia un espediente per mantenerci nel ghetto della discriminazione... morale: quando non conviene, diventiamo inattendibili! Né è valso a qualcosa che, dopo l’entrata in vigore della legge, il Parlamento abbia approvato le modifiche alla normativa dei Comites che prevedono, tra l’altro, di far votare gli italiani all’estero per corrispondenza già dalle prossime elezioni.

Ai tempi di Fassino e Danieli, sottosegretari delegati all’Emigrazione, ci fu spiegato che il voto per corrispondenza sarebbe stato una grande opportunità per gli italiani che vivono all’estero: avrebbe consentito il superamento delle difficoltà tecniche e di ordine pratico che si frapponevano all’esercizio del voto. Ci sono paesi dove per andare a votare, nelle ultime elezioni dei Comites, i connazionali hanno dovuto percorrere centinaia di chilometri.

Qualcuno ha scoperto che il voto per corrispondenza non porta acqua al mulino, così gli italiani all’estero diventano (mafiosi) inattendibili ed il voto per corrispondenza pericoloso per la democrazia!. La proposta di modifica viene da un parlamentare dell’Unione Europea, ove il voto per corrispondenza è largamente impiegato, perciò è doppiamente offensiva e discriminante, quando, riferendosi al viaggio in America Latina, rileva che questa modalità di voto potrebbe "indurre qualche malintenzionato a fare incetta di certificati..."

Sino a qualche settimana fa, in occasione delle modifiche da apportare alla legge del Comites, invece, alcuni Consiglieri europei del Cgie insistevano perché il voto per corrispondenza, sulla base delle esperienze positive fatte in molti paesi europei, venisse finalmente applicato per le elezioni dei Comites e del Cgie.

Ma allora cosa di tanto grave è accaduto per determinare un cambiamento così repentino? E perché questa decisione proprio all’indomani della visita alle comunità italiane di America Latina da parte proprio dei responsabili Ds della emigrazione ?

Stando ai commenti ... i risultati della visita non sarebbero stati entusiasmanti... sarebbe stato sostenuto che con il voto per corrispondenza l’influenza di certi patronati sul voto dei propri assistiti diminuirebbe, circostanza invece, che nelle precedenti elezioni, era stata, secondo taluni... determinante per la raccolta dei consensi in proprio favore (si ricorderanno le accuse di esercitare pressioni sui propri assistiti al fine di indirizzarne il voto). Ma ci sono anche altri motivi di preoccupazione: la chiusura di importanti organi di stampa italiani in Venezuela, Brasile ed Argentina, attraverso i quali si contava di poter fare campagna elettorale all’estero, e la crescita della comunicazione informatica realizzata dai concorrenti. (Vitaliano Vita)


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