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INFORM - N. 95 - 19 maggio 2003

RASSEGNA STAMPA

Il Messaggero, 19 maggio 2003

Previsto per il referendum del 15 giugno sull’articolo 18 riguarda 2 milioni e 700 mila emigrati. Pittella: la confusione è sovrana

A rischio il voto degli italiani all’estero

Consolati in crisi e con pochi fondi, disinformazione generale, tempi stretti

ROMA - Non 3 milioni e mezzo, come sembrava fino a qualche settimana fa, ma soltanto 2 milioni e 700 mila. Sono 800 mila meno del previsto gli italiani all’estero con diritto di voto che faranno il loro esordio assoluto da elettori al referendum del 15 giugno. Così ha sentenziato il censimento dei nostri concittadini in terra straniera, adempimento in realtà virtuale: sono state semplicemente incrociate, per unificarle, le due anagrafi oggi esistenti. E cioè le più pletoriche "liste consolari", che fanno capo al ministero degli Esteri e l’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero, tenute da comuni e ministero dell’Interno.

Ma prima di riferire come si voterà e dove avverrà lo scrutinio, siamo proprio sicuri che questo esordio verrà celebrato? «Non ci metterei la mano sul fuoco: anzi, le possibilità di successo sono appese a un filo» sostiene l’onorevole Gianni Pittella, eurodeputato Ds appena rientrato da un viaggio in Sudamerica. «Non è così, la macchina si è messa in moto e le scadenze verranno rispettate» ribattono i più stretti collaboratori del ministro degli Italiani nel mondo, riferendo che Mirko Tremaglia è assai ottimista.

Secondo Pittella, i tempi sono strettissimi e la confusione regna ancora sovrana. «Sono stato in Venezuela, Argentina e Brasile, e ho riscontrato due gravi problemi - spiega l’europarlamentare - Primo, tutti i consolati hanno enormi difficoltà ad ottenere gli elenchi precisi degli aventi diritto al voto. Secondo, non è ancora arrivata loro l’autorizzazione ministeriale per tutte le spese che l’operazione comporta».

Sulla base di facsimili che il ministero dell’Interno ha trasmesso a quello degli Esteri, i 250 consolati dovranno stampare in numero adeguato tanto le schede elettorali, quanto le istruzioni per il voto, imbustarle, affrancare e spedire all’elettore il plico, che contiene dentro un’altra busta già affrancata con l’indirizzo del consolato: l’italiano all’estero dovrà mettere dentro la scheda con il voto e imbucarla. «I consolati dovranno terminare gli invii entro il 26 maggio - osserva Pittella - pena la stessa nullità del referendum, perchè gli elettori all’estero non avranno avuto il tempo necessario per poter esprimere un voto meditato. Ho visto grande preoccupazione soprattutto presso i consolati brasiliani. C’è un problema di disinformazione generale, che mi pare gigantesco».

Ma Tremaglia è ottimista. Scrutinio a Castelnuovo di Porto: 550 seggi con 2 mila 200 persone impegnate

Molti consolati hanno avviato le procedure, ribattono i collaboratori di Tremaglia. I tempi, però, sono davvero esigui. Il voto degli italiani all’estero, infatti, dovrà tornare indietro ai consolati entro le ore 16 di giovedì 12 giugno, che precede la domenica del referendum. I consolati a loro volta rispediranno i plichi in aereo con valigia diplomatica, in modo che giungano in Italia entro le 15 di lunedì 16 giugno, quando inizierà lo scrutinio.

La complicata organizzazione prevede che le valige vengano prese in consegna all’aeroporto di Fiumicino da funzionari della Corte d’Appello e condotte, grazie a mezzi di trasporto messi a disposizione dal comune di Roma, al Centro polifunzionale della Protezione civile di Castelnuovo di Porto, sulla via Tiberina, a nord di Roma. Qui verranno allestiti ben 550 seggi, dal momento che la legge prevede un seggio ogni 5 mila elettori. Poiché ogni seggio avrà un presidente e tre scrutatori, soltanto la fase finale dell’operazione "voto degli italiani all’estero" impegnerà 2 mila 200 persone.

Ma chi spiegherà loro che cos’è l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, da estendere alle imprese minori? E come affrontare l’altrettanto oscuro quesito sull’elettrosmog? Le istruzioni ministeriali sono puramente tecniche: sul come votare per corrispondenza. A entrare nel merito dovranno essere i giornali degli italiani all’estero. Il primo impatto col voto potrebbe dunque essere traumatico e produrre molte defezioni. Al contrario, Tremaglia è convinto che, essendo questa la prima volta, saranno in molti a compiere il loro dovere da elettori. (Corrado Giustiniani)


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