* INFORM *

INFORM - N. 95 - 19 maggio 2003

RASSEGNA STAMPA

"La Repubblica", 18 maggio 2003

Intervista a Tremaglia: "una task-force per far votare gli italiani all’estero"

Ministro Tremaglia, il senatore Danieli dice che sono spariti dalle liste elettorali 800 mila italiani residenti all'estero...

«Si doveva preoccupare quando era sottosegretario con delega per gli italiani all'estero. Non ha fatto niente per la bonifica di quei dati. Noi invece abbiamo assunto 350 contrattisti per mettere ordine fra i dati dell'anagrafe consolare e quelli del ministero degli Interni. Questa operazione sta andando avanti bene».

Ma questi 800 mila potranno votare al referendum del 15 giugno?

«In una riunione recente abbiamo stabilito che gli italiani che non risultano nella lista del ministero dell'Interno hanno la possibilità di recarsi al loro consolato per votare. L'unica condizione è che il comune italiano in cui risultano elettori attesti l'iscrizione . Il ministero degli Esteri ha inviato ai comuni le liste di questi elettori che non risultano al Viminale e cinque giorni fa ho fatto inviare una circolare per chiedere di fare avere le risposte via fax. Vedremo quanti ne riusciremo a recuperare con questi aggiustamenti organizzativi ".

C'è anche il caos che si è venuto a creare sull'opzione rispetto a dove votare...

«Questo aspetto riguarda le prossime politiche. E sicuramente il problema opzione verrà risolto prima. Anche perché su mia iniziativa i consoli, dopo che avevano fatto una lettera un po' così, hanno rimesso le cose a posto».

C'è un altro problema. L'onorevole Pittella dice che il sistema messo in piedi è a rischio brogli. Propone modifiche legislative: la dichiarazione dell'elettore di voler votare e la creazione dei seggi...

«Ma allora perché hanno votato a favore della legge? Brogli si possono fare ovunque. Anche in Italia. Non abbiamo sempre detto che la mafia poteva incidere sulle elezioni? Ma ci sono le sanzioni penali in Italia e ci sono anche per il voto degli italiani all'estero. Non possiamo ricominciare a discutere della legge dopo 46 anni. Anche perché il voto per corrispondenza è una grande conquista. Ma se vogliono presentare delle nuove proposte legislative le presentino pure».

Scusi, ministro, ma molti si chiedono cosa ne sanno gli italiani all'estero dei referendum italiani...

«Ho chiesto a tutti i partiti di mandarmi una nota in modo da fare conoscere agli italiani all'estero le posizioni dei vari gruppi politici. Ho chiesto poi alla presidenza del Consiglio di fare arrivare ai nostri connazionali questo messaggio: andate a votare, votate come volete, ma votate. Perché questo è il primo esperimento del voto ed è importantissimo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Io ho l'ambizione di fare il notaio e fare conoscere tutto a tutti, al di là delle posizioni di partito. A questo proposito io continuo a sostenere che per le elezioni politiche gli italiani all'estero non dovrebbero votare su liste di partito. Dovrebbero eleggere il gruppo dei loro rappresentanti senza divisioni. E questi dovrebbero lavorare in stretta collaborazione con i 350 parlamentari di origine italiana che siedono nei Parlamenti di tutto il mondo». (Silvio Buzzanca)


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