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INFORM - N. 93 - 15 maggio 2003

Ciampi all'Università di Lugano: "Europa e Stati Uniti continuino a lavorare insieme"

LUGANO - Si è conclusa a Lugano a visita di due giorni del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi nella Confederazione. A Lugano il Capo dello Stato ha incontrato il corpo accademico e gli studenti dell'Università della Svizzera Italiana. Nel suo intervento Ciampi, dopo aver ribadito che "le minacce globali del terrorismo, della proliferazione di armi di distruzione di massa ed i rischi ecologici richiedono una visione e una risposta collettive" e che "nessuno Stato o raggruppamento di Stati può trovare, isolatamente, risposte efficaci a queste sfide", ha così proseguito: "La crisi irachena ha confermato, al tempo stesso, che le Nazioni Unite hanno bisogno di nuovi strumenti operativi, resi necessari dai cambiamenti della realtà tecnologica, economica e politica del mondo. Quanto al nostro Continente, un'Europa divisa rischia di non affermare, nella giusta misura, i suoi valori nella grande politica internazionale. Nell'Iraq, liberato da un regime oppressivo, si gioca una partita decisiva: per l'intera regione del Medio Oriente e del Golfo; per i rapporti dell'Occidente col mondo arabo. Ne va della capacità dell'Europa e degli Stati Uniti di continuare a lavorare insieme, combinando la forza e la capacità d'iniziativa dell'America con l'esperienza e la sensibilità istituzionale europea".

"L'Occidente non ha cessato di esistere. Nel ristabilire la salute del sistema internazionale, esso può svolgere un ruolo di primo piano. In primo luogo ha la responsabilità d'averlo creato. Ce lo ricordano il ruolo determinante svolto dagli Stati Uniti nell'approvazione della Carta di San Francisco; la funzione dell'Europa nel porre la regolamentazione del diritto quale parametro determinante delle relazioni fra gli Stati; la stessa presenza nella Carta di valori e regole connaturati alla comune civiltà occidentale".

"L'indebolimento del diritto internazionale è una disfatta politica per tutti"

"L'Unione Europea - ha poi affermato il Capo dello Stato - costituisce un modello avanzato e senza precedenti dell'aspirazione a superare, nei rapporti fra gli Stati, la visione ristretta delle alleanze. L'Unione Europea ha scelto un percorso che ha portato, per la prima volta dopo il crollo dell'Impero romano, all'eliminazione della guerra in un ambito continentale che è diventato una grande zona di libertà, sicurezza, benessere. Questa capacità di superare la logica dei rapporti di forza è la risposta alle gravi violazioni del diritto nel nostro continente, che al diritto ha dato i natali, ed alla tragedia del secondo conflitto mondiale, storia lontana per voi ma vita vissuta per la mia generazione. Fa bene quindi l'Europa a dare dignità politica a valori e regole, considerandole un aspetto dinamico della propria identità. L'indebolimento del diritto internazionale, come l'Europa ha imparato a proprie spese, è una disfatta politica per tutti, in qualsiasi modo esso avvenga".

Dopo aver ricordato le tappe che hanno segnato il cammino verso l’Unione Europea, Ciampi ha rilevato che "la capacità dimostrata dall'Europa di tener ferma la rotta su mete chiaramente individuate, di prevedere i meccanismi necessari alla loro realizzazione, di non arretrare di fronte agli ostacoli, costituisce un esempio prezioso di disciplina multilaterale nel più ampio quadro delle relazioni internazionali. Lo conferma oggi la Convenzione Europea che, portatrice di una valenza politica inimmaginabile ancora alcuni mesi orsono, opera quale vera Assemblea Costituente per dare all'Europa un quadro istituzionale unico".

"In questa fase conclusiva - ha osservato Ciampi - la Convenzione va esprimendo una visione comune fondata sulla volontà di consolidare la soggettività politica dell'Unione Europea e sul raccordo con i principi delle Nazioni Unite espliciti nel progetto di Trattato. Questa condivisione di valori e principi fra Europa e Nazioni Unite rappresenta il fondamento di ogni azione comune. La concezione che ispira la Carta di San Francisco, adottata e portata avanti innovativamente dai Padri Fondatori e da due successive generazioni di europei, sorregge le Nazioni Unite nel suo operato per il mantenimento della pace e della sicurezza; per lo sviluppo della comunità internazionale; per la promozione di una migliore condizione umana. Sarebbe una stridente contraddizione se una visione della realtà internazionale, sorta in un mondo che conosceva appena il concetto d'interdipendenza, dovesse bloccarsi in un mondo di reciproche, crescenti interdipendenze economiche, politiche e culturali. Senza l'ONU, l'Europa sarebbe oggi meno avanzata; di converso, con l'integrazione europea, l'ONU acquisisce un interlocutore solido e propositivo".

"Le due sponde dell'Atlantico - ha quindi affermato il Presidente Ciampi - sono unite da oltre mezzo secolo di storia comune e di pericoli superati insieme. L'Europa è grata agli Stati Uniti per il ruolo da essi avuto nella liberazione dai totalitarismi e per l'opera congiuntamente svolta nella creazione e nel consolidamento del sistema multilaterale facente capo alle Nazioni Unite. Con ancor più solida convinzione, oggi alla luce degli incerti scenari del XXI secolo, riaffermiamo che il rapporto transatlantico è una scelta di civiltà; poggia sulla condivisione di valori essenziali e su interessi economici complementari; è alimentato dal convergente impegno al superamento del divario Nord-Sud; è sorretto dalla difesa collettiva di cui l'Alleanza Atlantica rimane il perno. La democrazia americana e quella europea rimangono profondamente unite nei valori e non possono operare in reciproco isolamento, tanto meno in contrapposizione".

Nella parte conclusiva del suo discorso Ciampi ha esaltato il "modello elvetico" come esempio per la costruzione dell’Europa unita. "In oltre cinque secoli, la Svizzera ha sviluppato una forte identità nazionale, una inconfondibile vocazione unitaria nella diversità delle componenti che diedero vita alla Confederazione, un'ammirevole capacità di accomunare minoranze e realtà locali profondamente distinte, nel rispetto per le diversità e per il contributo che ciascuna comunità dà al bene comune, all'interesse del Paese. Per l'Europa che stiamo costruendo, il modello elvetico è motivo di ispirazione. La via che abbiamo intrapreso, incoraggiati da questa ispirazione, conduce ad un ineludibile rafforzamento dell'Unione. La stessa motrice non può trainare, indifferentemente, 6, 15, 25 vagoni. Se non si potenzia la motrice, se non si ammoderna la linea ferroviaria, l'intero convoglio rischia di fermarsi in aperta campagna, con grave danno per tutti i passeggeri.

Le differenze, culturali e linguistiche, fra le nazioni del continente e gli ostacoli che incontriamo, e incontreremo, sul cammino dell'integrazione europea - ha concluso Ciampi - non sono inferiori a quelli affrontati e felicemente sormontati dai Cantoni elvetici. Come gli antichi cittadini della Confederazione, così i cittadini europei di oggi hanno compiuto irrevocabilmente la scelta dell'integrazione". (Inform)


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