* INFORM *

INFORM - N. 92 - 14 maggio 2003

Alla Commissione Esteri del Senato il dibattito sul differimento dei termini per il rinnovo dei Comites

Un intervento del senatore Andreotti sulla partecipazione degli italiani all’estero al Referendum del 15 giugno

ROMA - A pochi giorni dal via libera della Camera dei Deputati è iniziato alla Commissione Esteri del Senato il dibattito sulla conversione in legge del decreto-legge relativo al differimento dei termini per il rinnovo dei Comites. Sullo stesso provvedimento, dopo una breve illustrazione dei contenuti del provvedimento da parte del relatore Magnalbò (An), la Commissione Affari Costituzionali ha già espresso parere favorevole. La seduta della Commissione Esteri si è aperta con l'intervento del Presidente Provera che, in veste di relatore, ha ricordato sia il nuovo termine del 31 dicembre 2003 stabilito dal Consiglio dei Ministri per le elezioni dei Comites, sia la vecchia data del 30 giugno 2003 entro cui avrebbe dovuto avere luogo il rinnovo di questi organi di rappresentanza. Il Presidente, dopo aver accennato alla legge istitutiva del Comites (205/85) e alle successive modifiche del 1990, ha spiegato che questi organi di rappresentanza vengono eletti direttamente dagli italiani residenti all'estero in ciascuna circoscrizione consolare ove risiedano almeno 3000 connazionali.

Provera ha poi illustrato sia gli obiettivi dei Comites, ad essi è affidata la promozione degli aspetti sociali, culturali, scolastici e sportivi delle nostre comunità all'estero, sia le prerogative organizzative ed operative, i Comites hanno da 12 a 24 membri ( il numero varia in base all'entità della collettività )e cooperano con le autorità consolari per la tutela dei diritti e degli interessi dei cittadini italiani nel mondo, di questi compositi strumenti collegiali. Dei Comites fanno parte anche membri stranieri di origine italiana che affiancano gli eletti in misura non eccedente ad un terzo, per i Paesi europei, e ai due terzi per le Nazioni extraeuropee.

A tutt'oggi i Comites sono presenti in 113 sedi e, essendo in carica dal 1997, hanno già abbondantemente superato il limite di cinque anni previsto dal loro mandato. Il relatore, dopo aver spiegato che il rinvio delle elezioni è stato deciso anche per evitare sovrapposizioni con il referendum abrogativo del 15 giugno a cui parteciperanno per la prima volta anche gli italiani all'estero, ha ricordato come dal provvedimento in esame vengano appunto presentate, oltre alle disposizioni per il mantenimento in carica degli attuali componenti fino all'entrata i funzione dei nuovi Comites, le indicazioni per lo spostamento dei termini elettivi. Da segnalare in questo contesto anche l'emendamento governativo, approvato dalla Camera dei Deputati, che consente la prosecuzione dei rapporti di lavoro presso le rappresentanze diplomatiche e consolari del personale a contratto temporaneo che era stato assunto con appositi decreti legge al fine di potenziare gli uffici consolari in Argentina e per un rapido completamento della rilevazione dei cittadini italiani residenti all'estero.

Il relatore ha pure evidenziato l'articolo 1-ter, anch'esso inserito a seguito di un emendamento del Governo, che autorizza il Ministero degli Affari Esteri e le rappresentanze diplomatiche e consolari ad effettuare, in caso di necessità ed urgenza, lavori ed acquisti di beni e servizi, in deroga alle limitazioni di spesa imposte dalla legge finanziaria 2003. Dopo aver illustrato le disposizioni del provvedimento volte al completamento dell'informatizzazione dell'Anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE) attraverso l'utilizzo dell'Indice Nazionale delle Anagrafi (INA), Provera ha ricordato che il decreto legge conferisce al Ministro dell'Interno la facoltà di prevedere forme aggiuntive di finanziamento, come ad esempio le convenzioni con istituti di finanziari, i contributi di privati e la finanza di progetto, ai fini della produzione e dell'emissione della carta d'identità elettronica. Il relatore ha poi concluso il suo dettagliato intervento auspicando, viste le diverse modalità di voto per i nostri connazionali all'estero previste per il rinnovo dei Comites ( seggi costituiti sul territorio), per le elezioni politiche ed i Referendum ( suffragio per corrispondenza), che venga al più presto approvato il nuovo disegno di legge sui Comites proposto dal Governo. Una riforma che adegua il suffragio per i Comites alle modalità di voto previste per le altre consultazioni elettorali.

La parola è passata poi al senatore Giulio Andreotti che ha chiesto chiarimenti, visto che il mancato raggiungimento del quorum potrebbe inficiare le prossima consultazione referendaria, sull'attuale situazione elettorale degli italiani nel mondo. I nostri connazionali all'estero, se saranno messi in condizione di votare, potranno infatti incidere sul raggiungimento del numero minimo di votanti necessario per la validità della consultazione referendaria. Al quesito del senatore a vita ha risposto, dopo un breve commento del Presidente Provera volto a ribadire che i votanti dall'estero incideranno con il loro suffragio sul conteggio definitivo del quorum referendario, il Sottosegretario gli Affari raggiungimento del quorum potrebbe inficiare le prossima consultazione referendaria, sull'attuale situazione elettorale degli italiani nel mondo. I nostri connazionali all'estero, se saranno messi in condizione di votare, potranno infatti incidere sul raggiungimento del numero minimo di votanti Esteri Mantica che, per quanto concerne il computo dell'esatto numero dei legittimati al voto all'estero, ha dato piena assicurazioni sul sollecito impegno del Governo, del Mae e del Ministero dell’Interno. (Lorenzo Zita-Inform)


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