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INFORM - N. 91 - 13 maggio 2003

Claudio Micheloni (FCLIS/CGIE): lettera aperta al Presidente Ciampi

ZURIGO - Claudio Micheloni, Presidente della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera e componente del Comitato di Presidenza del CGIE, ha inviato una lettera aperta al Presidente Carlo Azeglio Ciampi in occasione della sua visita di Stato nella Confederazione Elvetica. Nella lettera, di cui pubblichiamo il testo, Micheloni esprime preoccupazione per l’attuale situazione italiana.

Illustre Presidente,

la Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera, fondata nel 1943 da esuli antifascisti, ne ricordiamo uno per tutti Fernando Schiavetti Deputato all’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, affonda le sue radici nell’antifascismo e nei valori della Resistenza che Lei ha difeso e che oggi ricorda così bene alle nuove generazioni.

Illustre Presidente, la Conferenza dei Presidenti delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (oggi qui operano ancora 70 CLI ) riunitasi a Soletta il 10 maggio 2003, nell’augurarLe un sincero e caloroso benvenuto in occasione della Sua visita di stato nella Confederazione Elvetica, ha ritenuto doverLe inviare il presente messaggio.

Tralasciamo volutamente tutti gli annosi problemi che gli italiani all’estero incontrano quotidianamente nei rapporti con l’Italia ma, rifacendoci alle nostre radici storiche, democratiche si richiamano a valori di giustizia e solidarietà che, teniamo ad esprimerLe le nostre profonde preoccupazioni sull’attuale situazione italiana.

I continui attacchi alla magistratura, le azioni intimidatorie nei confronti di giudici e magistrati, le leggi ad personam, la ricerca affannosa di neutralizzare giudici e processi in corso invece di accelerare l’opera dei tribunali per uscire da una situazione insostenibile per un paese democratico, ci preoccupano, non solo per la credibilità nazionale ed internazionale delle istituzioni repubblicane.

Infatti con le minacce e le azioni intimidatorie contro la libertà dell’informazione, che in Italia vive una situazione incompatibile con un paese democratico, ci preoccupano per l’avvenire della democrazia italiana.

La politica degli insulti, delle volgari insinuazioni, controbilanciata dalle ipocrite smentite di politici lacchè del padrone, è un’offesa alla storia, alla cultura, ai valori difesi dalla Resistenza e dai Padri fondatori della nostra Repubblica.

L’immagine dell’Italia nel mondo, sempre più penalizzata da comportamenti indegni di una classe dirigente, è cosa per noi totalmente inconcepibile e inaccettabile.

Illustre Presidente, Le siamo grati per lo sforzo di garantire, nella Sua alta responsabilità di Presidente della Repubblica, il rispetto dei valori fondanti della Repubblica italiana difendendo la sua Costituzione.

Siamo certi del Suo impegno in questo momento delicato per la democrazia italiana, la Sua presenza al Quirinale rassicura e dà fiducia alla stragrande maggioranza degli italiani: dentro e fuori i confini d’Italia.

Abbiamo dovuto scegliere la strada della lettera aperta, Signor Presidente, visto che la rigidità dell’amministrazione e del protocollo ci impedisce di avere un incontro vero con un Presidente che tanto aspettiamo e rispettiamo.

Appare poco comprensibile l’ostinazione con la quale l’amministrazione opera per rendere asettico e vuoto di contenuto l’incontro del Presidente della Repubblica italiana con gli italiani qui residenti, riducendo ad un banale cocktail quello che invece potrebbe e dovrebbe essere un momento di intenso scambio tra un Presidente ed i suoi cittadini che vivono fuori dall’Italia, ma che amano e rispettano l’Italia ed il suo Presidente.

Illustre Presidente, vogliamo assicurarLe la nostra solidarietà e il nostro rispetto per il Suo operato alla Presidenza della Repubblica Italiana.

(Per la Conferenza dei Presidenti delle Colonie Libere Italiane in Svizzera, il Presidente della FCLIS Claudio Micheloni)

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