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INFORM - N. 91 - 13 maggio 2003

Franco Narducci (CGIE) sulla visita di Stato del Presidente Ciampi in Svizzera

ZURIGO - Il Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi giunge mercoledì 14 maggio in Svizzera con tutti i caratteri dell'ufficialità e del protocollo, trattandosi di visita di Stato. Incontrerà le massime autorità delle Istituzioni elvetiche ed anche la comunità italiana in Svizzera nella sua composizione più larga: ci saranno i rappresentanti dell'emigrazione, dell'imprenditoria, della cultura e dell'informazione.

La visita di Stato giunge in un momento di forte preoccupazione per il clima generale, sempre più intollerabile, che pesa come una cappa sulla vita politica del nostro Paese. In queste ultime settimane il Presidente Ciampi ha moltiplicato i propri interventi per svelenire gli animi e assicurare quelle regole di rispetto che non dovrebbero mai venire meno nel rapporto tra le massime istituzioni dello Stato.

Il Presidente della Repubblica in questi ultimi giorni ha preso decisamente in mano il bandolo della matassa, richiamando con fermezza maggioranza e opposizione alle proprie responsabilità di fronte all'imminenza degli impegni europei dell'Italia, che dal 1 luglio avrà il compito di guidare l'Unione Europea. È infatti in gioco la credibilità del Paese e vi è il pericolo di subire i pesanti danni di una campagna stampa contro il Governo, come peraltro sta già avvenendo da qualche settimana. Non si può inoltre ignorare l'ostilità violenta contro il Segretario Generale della CISL che sta precedendo la campagna referendaria.

L'esiguità del tempo disponibile - il Presidente con la sua delegazione visiterà ufficialmente il Cantone Ticino, dove sono previsti incontri già giovedì mattina - non consentirà ai rappresentanti della nostra comunità di illustrare compiutamente al Presidente della Repubblica le questioni aperte che ci assillano. A partire dalla grave crisi che ha investito i corsi di Lingua e Cultura italiana, che nemmeno nei momenti peggiori avevano conosciuto uno stato di tensione destabilizzante come quello attuale.

La comunità, inoltre, si appresta a vivere la prima mondiale dell'esercizio del voto all'estero, un appuntamento che molti hanno definito storico. Un test indubbiamente importante per gli sviluppi futuri, per lo stato dell'anagrafe, per le capacità organizzative della rete consolare e per il grado di partecipazione al voto che esprimeranno le comunità emigrate.

Inevitabilmente quest'ultimo aspetto presterà il fianco ad un largo ventaglio di letture, ma è più che giusto richiamare tutti alla ponderatezza, che non significa mettere le mani avanti bensì collocare nella casella giusta questo test elettorale, senza attribuirgli la valenza politica che sicuramente non ha. Poiché i quesiti in votazione appaiono lontani e difficilmente potranno stimolare quella passione che in ogni competizione elettorale alimenta le ragioni della partecipazione. Ed allora - fuori di retorica - l'appello che deve fare scattare la partecipazione al voto è proprio il significato alto di un diritto inseguito per quasi un cinquantennio.

Al Presidente della Repubblica vorremmo illustrare le difficoltà dei Comites, il dramma degli emigrati più anziani, espulsi dai processi produttivi e privi di strumenti per difendere l'occupazione in un mercato del lavoro che si distingue soprattutto per la forte instabilità. Al Presidente vorremmo presentare, però, anche i progressi indubbi della nostra comunità in Svizzera e il successo in campo professionale, economico e scientifico conseguito da molti connazionali. E soprattutto ringraziarlo per l'attenzione alta e l'affetto antico che ha sempre manifestato verso gli italiani residenti all'estero, ribadito con parole nobili nel discorso d'insediamento alla Presidenza della Repubblica. Ne abbiamo ancora bisogno, perché è ancora radicata una inspiegabile incuranza nei confronti degli italiani all'estero, che ritarda, se non impedisce, una reale politica di riforme legislative nei loro confronti.

Benvenuto Presidente. (Franco Narducci, Segretario Generale del CGIE)

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