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INFORM - N. 91 - 13 maggio 2003

A colloquio con Lidia Pittau dell'équipe di direzione del Forum dell'intercultura

Il lungo viaggio di un'organizzazione che ha fatto della diversità una ricchezza

ROMA - Quando si parla dell'immigrazione e dell'accoglienza è inevitabile che la mente vada alla figura di Luigi Di Liegro, il sacerdote che ha dato il volto e l'anima alla Caritas Diocesana di Roma. Un combattente eclettico e versatile, che è rimasto impreso nelle menti e nei cuori dei tanti operatori e volontari che hanno collaborato con lui. Non ci ha quindi stupito Lidia Pittau quando, in questa intervista rilasciata in occasione della manifestazione "Intermundia", ha esordito ricordando la figura di don Luigi. Un necessario riferimento storico che ci ha fatto comprendere fino in fondo le profonde motivazioni etiche e morali che hanno portato alla nascita del Forum per l'intercultura. Una struttura della Caritas romana, nata nel 1990, che ha sempre lavorato per la creazione di una società accogliente e per la piena valorizzazione del ruolo dei mediatori interculturali.

Nel 1989, quando incominciarono ad essere più numerose le presenze degli stranieri in Italia - ha spiegato la rappresentante dell'èquipe di direzione del Forum rispondendo al nostro quesito sulle origini dell'organizzazione - io ero da poco tornata dal Belgio dove avevo lavorato con gli italiani all'estero. Luigi Di Liegro ci disse che per aiutare questi nuovi cittadini, privi di alcun diritto di cittadinanza, bisognava adoperarsi sia per il superamento delle emergenze ed il varo di una legge giusta che tutelasse gli immigrati, sia per l'avvio di un concreto confronto tra culture diverse ed il superamento delle diffidenze nell'ambito dell'opinione pubblica. A tale scopo nacque quindi nel 1990 il Forum dell'intercultura che, per dare maggiore efficacia all'opera di sensibilizzazione, iniziò il suo lavoro dalle scuole. Un lungo percorso che, per superare le prime diffidenze dovute alla non conoscenza dell'altro, prese il via con il tema "Conoscersi per convivere". Siamo poi passati a "Conoscersi per crescere insieme" per poi arrivare allo slogan di quest'anno, "Diversità è ricchezza", finalizzato alla valorizzazione tutte le culture.

"Una scelta vincente - ha proseguito Lidia Pittau delineando il percorso metodologico ed i risultati salienti del Forum - è stata quella di lavorare da subito con gli insegnanti - per cinque anni abbiamo portato avanti laboratori di formazione interculturale finalizzati al superamento degli stereotipi e dei pregiudizi sugli immigrati diffusi dai mezzi d'informazione - per poi passare all'esperienza sul campo con i ragazzi. Io mi auguro comunque che tutti gli italiani possano avere amici di altre culture perché questa esperienza è veramente un arricchimento. Oltre ai ragazzi - in questi 13 o 14 anni di lavoro hanno collaborato con noi circa novanta tra mediatori culturali italiani e stranieri - ci siamo avvicinati, favorendo incontri tra familiari di varie nazionalità, al mondo dei genitori.

Oggi invece - ha spiegato Lidia Pittau - abbiamo varcato i confini della scuola e stiamo cominciando a lavorare sul territorio e con il mondo delle associazioni. Il nostro prossimo obiettivo sarà dunque quello di portare tutta la nostra esperienza e le nostre attività nei vari quartieri della città. In tal senso abbiamo già avviato molti progetti pilota, volti a favorire l'avvio del dialogo interculturale sul territorio, come ad esempio i concerti per la pace ed il progetto "Indovina chi viene a cena". Un'iniziativa che si sviluppa nell'ambito condominiale e che consiste nell'incontro, intorno ad un pasto allestito da amici stranieri, tra i condomini ed i non nazionali. Un aperto dialogo sull'educazione dei figli, sui loro desideri e sul mondo del lavoro che favorisca la nascita del rapporto interculturale. In questo momento stiamo anche cercando di valorizzare - ha aggiunto l'esponente del Forum ricordando la necessità di passare da atteggiamenti di chiusura all'apprezzamento del diverso - la letteratura prodotta da stranieri che evidenzia appieno il ricco e variegato apporto culturale degli immigrati. In ogni caso abbiamo continuato a lavorare nell'ambito scolastico soprattutto per quanto riguarda il sostanziale apporto dei mediatori interculturali che, nei momenti più difficili come il primo incontro dei genitori immigrati con gli insegnati o la consegna delle pagelle, svolgono un ruolo fondamentale.

Il primo Intermundia - ha infine sottolineato Lidia Pittau ricordando le origini della manifestazione culturale che si è tenuta nei giardini di Piazza Vittorio - lo abbiamo organizzato, chiaramente con dimensioni ridotte, noi del Forum dell'Intercultura. Tutto nacque quando l'Assessore alle Politiche Educative del Comune di Roma seguì la manifestazione conclusiva che noi organizzavamo ogni anno con gli insegnanti ed i ragazzi italiani e stranieri che avevano partecipato ai nostri progetti. L'Assessore rimase favorevolmente impressionato dall'incontro e decise di prendere per mano questa iniziativa. Da allora, anche con il nostro impegno, l'incontro si è ampliato e, grazie ai fondi comunali, si è trasformato in uno spazio dove sono presenti tante bellissime realtà interculturali. Quest’anno i visitatori hanno potuto partecipare, oltre alle attività promosse dalle scuole della Capitale, anche a numerose iniziative di approfondimento culturale per tutte le età. (Goffredo Morgia-Inform)


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