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INFORM - N. 90 - 12 maggio 2003

Marco Fedi (CGIE Australia): "Nuova banca … nuovi problemi"

MELBOURNE - Cara INPS, proprio non va! Abbiamo in questi giorni comunicato ai pensionati residenti in Australia, con forte ritardo rispetto ai cambiamenti stessi, le informazioni relative al nuovo Istituto di credito responsabile per il pagamento delle pensioni in Australia. E ci siamo trovati subito di fronte ai primi problemi.

Il servizio di pagamento delle pensioni INPS all’estero è cambiato dal 1 maggio 2003. Con il pagamento mensile di maggio, quindi, non è stata più la Banca Intesa-Commerciale ad effettuare i pagamenti a mezzo assegno, bensì l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, istituto di credito aggiudicatario del lotto che include l’Australia.

"Con la scadenza dei contratti con le banche cui erano stati affidati i servizi di pagamento delle pensioni all’estero, l’INPS ha provveduto ad indire una nuova procedura per affidare i contratti di servizio per i pagamenti.

La durata del contratto è stata portata da cinque a tre anni rinnovabile – ove ricorrano le condizioni – per ulteriori tre anni. La resa del servizio, l’osservanza di tutte le prescrizioni poste dalle regole di gara e dalle condizioni speciali e le condizioni contenute nelle lettere d’offerta saranno sottoposte a costante monitoraggio da parte di gruppi di lavoro che si costituiranno a livello centrale.

I pagamenti, effettuati con le normali scadenze, sono appoggiati ad una Banca australiana, la Westpac Banking Group.

Tra le modalità di pagamento è prevista anche la possibilità di accredito diretto su conto bancario, ma con una possibile deroga: "la modalità di pagamento con accreditamento in conto corrente potrà essere esclusa qualora condizioni normative o di prassi bancaria nei singoli Paesi esteri non ne consentano l’adozione, anche in relazione al determinarsi di riscossioni indebite". In altre parole la Banca dà corso all'accertamento generalizzato dell'esistenza in vita con le modalità ed alle scadenze da concordare di volta in volta con l'Istituto e sospende il pagamento della pensione ove la certificazione non pervenga nei termini richiesti.

Veniamo quindi alla prima questione: ancora una volta, a causa dei problemi relativi alla verifica e certificazione dell’esistenza in vita, in Australia non sarà possibile effettuare l’accredito diretto in banca. Possibile che non si riesca a superare questo ostacolo? Quali passi sono stati fatti e da chi?

Una seconda questione è relativa all’informazione: sul nuovo mandato di pagamento (ben redatto in inglese) manca però l’importo in euro che consente di conoscere sia il valore del cambio €/A$ che se l’INPS sta regolarmente pagando la pensione certificata a inizio d’anno con tanto di O Bis M. Mancano inoltre: la categoria della pensione nella descrizione della prestazione, i riferimenti e gli importi di tutte le pensioni quando si tratta di pagamento unificato.

Pagamento unificato non può voler dire informazione inesistente. Sul mandato debbono apparire i riferimenti e gli importi in euro di tutte le pensioni. Manca infine un recapito australiano, una sede di rappresentanza in Australia, che assista gli oltre 45,000 pensionati a dirimere eventuali problemi con il pagamento della loro pensione. (Marco Fedi-Inform)


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