* INFORM *

INFORM - N. 90 - 12 maggio 2003

Ciampi: "Domanda crescente di cultura e lingua italiana nel mondo"

"Dobbiamo riconquistare l’interesse dei figli e dei nipoti dei nostri emigranti"

ROMA - Una settimana fa, al Quirinale, con la premiazione dei benemeriti della cultura per il 2002, iniziava la "Settimana della Cultura" che si è conclusa, sempre al Quirinale, con la consegna da parte del Preisdnete della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dei "Premi Nazionali per la Traduzione". "E' un'antica tradizione che riparte dopo un'interruzione di sei anni - ha osservato il Capo dello Stato - e che costituisce un significativo compimento di questa settimana dedicata alla promozione del nostro patrimonio culturale, portando all'attenzione di tutti due temi fondamentali: il libro e la lettura; la diffusione della cultura italiana nel mondo".

Sulla diffusione della cultura italiana nel mondo si vedono, da tempo, alcuni segnali positivi. Il numero di opere tradotte dall'italiano in una lingua straniera dalle case editrici italiane è aumentato da 857 del 1997 a 1.145 nel 2001,con una crescita di circa il 33 per cento.

"Vi è una domanda crescente di cultura e di lingua italiana nel mondo - ha affermato il Presidente Ciampi - A questa domanda dobbiamo tuttavia saper corrispondere meglio, con iniziative organizzate e strutturate, e anche investendo tutti di più, a partire dallo Stato.

"In questo senso, è essenziale il ruolo di istituzioni come la Società Dante Alighieri e degli Istituti Italiani di Cultura che devono funzionare da agenzie dotate di elevata sensibilità e con una conoscenza profonda della cultura del Paese ospitante e capaci per questo di radicarsi e di suscitare, o risvegliare, interesse per la nostra cultura. Serve altresì un impiego internazionale più intenso e più sistematico delle nostre Accademie e delle nostre istituzioni culturali. Mi auguro poi che cresca anche la presenza del nostro sistema editoriale, non solo con le traduzioni, ma anche attraverso una distribuzione che raggiunga i lettori potenziali laddove vi sono. Penso ad esempio all'Istria e alla Dalmazia dove, nonostante la presenza di oltre 50 scuole italiane, non vi è una sola libreria interamente italiana. A questo tipo di problemi è chiaro che deve provvedere soprattutto il mercato. Non dimenticherò mai l'incontro con gli studenti del liceo bilingue di Bratislava, con gli studenti della Scuola italiana di Fiume, di Montevideo, di Rosario e di Buenos Aires. Rimangono tra i ricordi più belli ed intensi del mio periodo di presidenza della Repubblica.

"Se analizziamo i dati, in costante miglioramento, dello studio della nostra lingua, l'interesse per la cultura e per i libri italiani in paesi strategici come il Brasile, il Canada, l'Australia costatiamo che esso proviene soprattutto dal pubblico colto di origine non italiana. Dobbiamo quindi cercare di riconquistare l'interesse dei figli e dei nipoti dei nostri emigranti. Questo è compito nostro, che non possiamo delegare. Non possiamo e non dobbiamo trascurare - ha concluso Ciampi - un patrimonio di legami, di tradizioni, di ricordi; spesso basta poco per risvegliarli". (Inform)


Vai a: