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INFORM - N. 88 - 8 maggio 2003

Gianni Pittella sulla visita dei Ds a Buenos Aires

La ranocchia, il pozzo, il mondo

BUENOS AIRES - Il primo degli impegni che la Delegazione dei Democratici di Sinistra sta tenendo in America Latina è stata la visita di uno dei "comedores" di Buenos Aires. I comedores sono delle mense popolari che ospitano i bimbi indigenti. I DS hanno sostenuto con la raccolta di 250.000 Euro, attraverso la campagna 'NINOS", 26 comedores in tutta l'Argentina. È stata un'azione importante. Concreta nei suoi effetti (3.800 bimbi ne stanno beneficiando), simbolica nel suo significato politico: ci sono grandi forze democratiche sensibili ai temi della solidarietà .

Il comedor che con Fabrizio Morri e Donato Di Santo abbiamo visitato, accompagnati dai dirigenti del Circolo "E. Berlinguer" di Buenos Aires, dai dirigenti dell'Ong ICEI e da una folta delegazione dell'INCA guidata da Bruzzese, offrono non solo un pasto caldo di buona qualità a pranzo e a cena, ma anche un servizio pediatrico costante, aree e attrezzature per il gioco e la lettura, una piccola biblioteca, un luogo di culto, e dei modesti spacci di articoli vari.

La qualità del cibo e del servizio offerto stride con il degrado dell'ambiente circostante e delle stesse abitazioni (non saprei se chiamarle cosi) in cui questi bimbi e le loro famiglie sono costretti a vivere. Ma almeno vivono, si nutrono, sono curati, possono sperare. Molti dei loro coetanei sono morti e muoiono con un ritmo impressionante.

Dobbiamo fare di più. Per quanto sia raccapricciante la sciatteria e delittuosa la responsabilità della classe politica argentina che ha sciupato sinora le grandi potenzialità di sviluppo legate alle risorse naturali e umane possedute, la solidarietà internazionale è doverosa. Non solo verso l'Argentina e l'America Latina, ma verso le tante altre parti del mondo in cui si continua a combattere con la fame, la miseria e le malattie.

Incrociando gli occhi felici e grati dei bimbi che mangiavano una ricca porzione di pollo e patate, al comedores di Buenos Aires, ma osservando anche le baracche con tetti e pareti di lamiere, le strade piene di fango, i servizi igienici praticamente inesistenti, mi sono chiesto se ognuno di noi fa davvero per intero la propria parte perché altri, il nostro prossimo, viva in condizioni di dignità. Non vuole essere un richiamo meramente moralistico. Come scrive Amartya Sen nel suo libro "Globalizzazione e Libertà" una delle questioni che dobbiamo affrontare immediatamente è: com'è possibile che la maggior parte di noi, di fronte alla gravità e alle conseguenze del contrasto tra agi e miseria produca una vita priva di problemi e preoccupazioni ignorando del tutto le iniquità che caratterizzano il nostro tempo? Molti uomini vivono in uno stato di separatismo e di irriducibile autarchia. Sen ricorda l'immagine della "ranocchia "che trascorre l'intera esistenza in un pozzo e sospetta di tutto ciò che accade al di fuori.

Purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe ranocchie e troppi sostenitori e difensori di atteggiamenti autarchici, separatisti. La politica vera quella con la "P" maiuscola, sa invece richiamare e ridestare le coscienze. Sa alimentare movimenti e passioni collettive e sa trasformarli in iniziative di governo. Sa sollecitare la sensibilità individuale raccordandola a battaglie più generali. Sa raccogliere e redistribuire, dividendi positivi della globalizzazione, combattendone e abbattendone le ingiustizie. (Gianni Pittella, eurodeputato, responsabile Ds per gli Italiani nel mondo)

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