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INFORM - N. 88 - 8 maggio 2003

Presentate dalla Caritas le anticipazioni del Dossier sul disagio e la povertà a Roma

Le indicazioni dei due candidati alla Presidenza della Provincia di Roma, Silvano Moffa e Enrico Gasbarra

ROMA - A pochi settimane dalla sfida elettorale per la Presidenza della Provincia di Roma il Presidente uscente Silvano Moffa ed il candidato dell'opposizione Enrico Gasbarra hanno partecipato ad un'interessante conferenza stampa della Caritas Diocesana di Roma sulla complessa realtà della povertà capitolina. Un'occasione unica che ha permesso di monitorare le tendenze del disagio romano e di approfondire gli orientamenti in campo sociale dei due candidati. Dalle anticipazioni del Dossier sul disagio romano presentato dalla Caritas è comunque emerso come a tutt'oggi nella capitale, dove ormai risiedono stabilmente quasi 170.000 immigrati, circa 70.000 famiglie romane vivano in condizioni di serio disagio e ben 170.000 nuclei familiari vivano con difficoltà. Una situazione difficile ed in preoccupante evoluzione - il 40% delle famiglie in difficoltà hanno segnalato un notevole peggioramento delle proprie condizioni economiche nel corso dell'ultimo anno - che è stata analizzata con lucidità dal Direttore della Caritas Diocesana di Roma. Mons. Guerino di Tora, dopo aver ricordato il carattere ecclesiale della Caritas, ha sottolineato come questa struttura di volontariato abbia in primo momento supplito alle mancanze assistenziali delle pubbliche amministrazioni, per poi passare, senza dimenticare la tradizionale funzione di denuncia sociale svolta sin dalla sua fondazione, al monitoraggio statistico del disagio ed a forme di intervento integrate con gli enti locali. Di Tora ha poi evidenziato il preoccupante aumento del barbonismo giovanile e del disagio della porta accanto. Cioè di quei fenomeni di emarginazione che colpiscono sia persone nel pieno dell'età produttiva, sia anziani che, pur avendo una fissa dimora, vivono nella loro case in uno stato di totale abbandono.

Una realtà, quella della povertà estrema, che appare strettamente legata al disagio mentale e che viene messa in evidenza anche dal lento ma progressivo esodo, sottolineato dall'ultimo censimento, delle famiglie più agiate verso la provincia. Un fenomeno di notevoli proporzioni - dal 1991 ad oggi circa 280.000 romani hanno abbandonato la metropoli - che è stato sottolineato anche dal docente dell'Università "La Sapienza" Giovanni Sgritta. Una silenziosa diaspora che, per il consulente scientifico della Caritas, non ha però favorito la ripresa demografica della provincia. A tutt'oggi infatti in tutta la provincia di Roma sono sempre più numerosi i Comuni con meno di mille abitanti e si registra un progressivo invecchiamento della popolazione che porta ad un inevitabile calo dei consumi e del benessere. Una situazione difficile che, secondo Sgritta, potrà essere superata solo attraverso un deciso sforzo della Provincia volto alla rafforzamento della comunità nelle zone ad alto impoverimento demografico. Nel corso dell'incontro è stato poi presentato, dalla Dott.ssa Fiorenza Deriu, il Sistema Informativo Sociale Caritas (SIS-C). Un sofisticato portale telematico che consentirà agli operatori della Caritas di seguire il percorso dei soggetti che fruiscono dei servizi sociali e fornirà con estrema tempestività i dati richiesti. Ad ogni utente verrà infatti assegnata una scheda virtuale dove saranno annotati le informazioni personali, gli aspetti sociali e l'analisi dei bisogni.

In risposta alle sollecitazioni della Caritas è intervenuto il Presidente della Provincia Silvano Moffa che ha immediatamente sottolineato come a tutt'oggi dal territorio provinciale emergano, oltre alle consuete problematiche di natura economica, nuove forme di vulnerabilità che vanno principalmente a colpire il nucleo familiare. Disagi di difficile definizione, come ad esempio la solitudine dei ragazzi e degli anziani all'interno delle famiglie, che la Provincia dovrà tenere nella giusta considerazione quando pianificherà nuove iniziative sociali. Il Presidente ha poi ricordato l'eventualità che un'eccessiva privatizzazione del mondo del lavoro potrebbe avere ripercussioni negative sulle categorie più deboli, come ad esempio i lavoratori immigrati. Secondo Moffa inoltre la Provincia, per recuperare la crisi territoriale e fronteggiare il crescente rischio di una famiglia sempre più povera e sola, dovrà sia investire adeguate risorse per la formazione professionale e lo sviluppo di capacità progettuali, sia promuovere un fattivo coordinamento di tutti i soggetti presenti sul territorio.

E' stata poi la volta di Enrico Gasbarra che ha in primo luogo evidenziato la necessità di promuovere, al fine di contrastare i dinamici fronti del disagio sociale, una nuova politica della solidarietà che tragga impulso proprio dall'inesauribile motore del terzo settore. A tale scopo dal candidato dell'opposizione è stata auspicata sia una concreta mobilitazione della Provincia in favore dei piccoli comuni che gestiscono con difficoltà l'emergenza sociale, sia la creazione di un tavolo permanente tra le associazioni del terzo settore ed il sistema pubblico. Una struttura che consentirà di ottimizzare le risorse per il sociale attraverso l'individuazione dei progetti più efficaci e la relativa stipula di apposite convenzioni. Dopo aver sottolineato la necessità di migliorare la formazione professionale degli operatori sociali ed il reinserimento nel contesto occupazionale degli ex carcerati, Gasbarra ha ipotizzato, al fine di favorire la piena integrazione degli stranieri, l'utilizzo dei lavoratori immigrati per l'espletamento dei servizi socialmente utili nei piccoli e spopolati centri della Provincia. Per il Vice Sindaco di Roma sarebbe inoltre auspicabile sia un rinnovato impegno della Provincia contro il dilagante fenomeno dell'usura, sia la creazione, al fine di monitorare con tempestività l'evoluzione territoriale del disagio, di un osservatorio permanente che, utilizzando la capillare rete dei centri d'ascolto parrocchiali, consenta la tempestiva individuazione dei nuovi bisogni sociali. (Goffredo Morgia-Inform)


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