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INFORM - N. 88 - 8 maggio 2003

La Camera approva la conversione del decreto-legge sul rinvio delle elezioni dei Comites

Nel provvedimento, che passa al Senato per l’approvazione definitiva, un articolo aggiuntivo consentirà alle Rappresentanze diplomatico-consolari di prolungare i rapporti di lavoro con i contrattisti in Argentina e per la rilevazione dei cittadini italiani all’estero

ROMA - La Camera dei deputati, nella seduta dell’8 maggio, ha approvato pressoché all’unanimità (con l’astensione dei soli deputati di Rifondazione Comunista e nessun voto contrario) la conversione in legge del decreto-legge 31 marzo 2003, n. 52, per il differimento al 31 dicembre prossimo dei termini per le elezioni dei Comites. Il decreto-legge è stato approvato nel testo originario, con l’inserimento però di un articolo aggiuntivo proposto dal Governo che consente alle rappresentanze diplomatico-consolari, previa autorizzazione caso per caso dell’amministrazione centrale, di proseguire i rapporti di lavoro con i contrattisti assunti presso la rete diplomatica in Argentina e per il completamento dei dati per la rilevazione dei cittadini italiani residenti all’estero. Prevista anche la possibilità da parte del Mae e delle rappresentanze all’estero, in caso di necessità ed urgenza, di anticipare acquisti di beni e servizi in economia, in deroga alle limitazioni di spesa in vigore.

Respinti invece tutti gli altri emendamenti, alcuni dei quali neanche votati perché dichiarati inammissibili dal Presidente della Camera in quanto giudicati estranei all’oggetto del decreto-legge, cioè il rinvio delle elezioni per il rinnovo dei Comites. Dichiarati inammissibili, pertanto, un emendamento del Governo che prevedeva la soppressione dell’Autorità per l’informatica nella pubblica amministrazione e l’istituzione dell’Agenzia nazionale per l’innovazione tecnologica, nonché due emendamenti (primo firmatario l’on. Calzolaio dei Ds) volti ad "anticipare" la riforma dei Comites modificando il loro ruolo - "organi di rappresentanza democratica degli italiani con le rappresentanze diplomatico consolari e, d’intesa con esse, con le istituzioni locali, per tutte le questioni che non attengono alle relazioni tra Stati" - e prevedendo che le elezioni per lo loro rinnovo si svolgessero attraverso il voto per corrispondenza.

Il dibattito sul rinvio delle elezioni dei Comites è stato nell’Aula di Montecitorio sorprendentemente approfondito, presente per il Governo il Sottosegretario agli Esteri Margherita Boniver. Una prima seduta è stata dedicata alla discussione generale con gli interventi della relatrice Patrizia Paoletti Tangheroni di Forza Italia e dell’on. Mario Lettieri della Margherita. La relatrice ha evidenziato sia i compiti dei Comites, di promozione scolastica e cooperazione con le autorità consolari, sia la composizione ed i compiti elettivi di questi organi di rappresentanza che sono attualmente presenti in 113 sedi. Ha poi spiegato che il rinvio al 31 dicembre è stato motivato dall'oggettiva difficoltà della rete consolare a far fronte in tempo utile alle esigenze elettorali e dalla concomitanza di questa consultazione con il referendum sull'art. 18 dello Statuto dei lavoratori che, per la prima volta, sarà votato in loco anche dai nostri connazionali all'estero. La relatrice ha quindi illustrato i punti salienti del provvedimento che all'articolo 1 indica il già citato spostamento dei termini e all'articolo 2 presenta specifiche disposizioni volte a realizzare il completamento dell'informatizzazione dell'anagrafe degli italiani residenti all'estero (AIRE), attraverso l'utilizzazione dell'indice nazionale delle anagrafi (INA). Un'integrazione con altre banche anagrafiche che consentirà una significativa riduzione dei costi e un'accelerazione delle procedure per informatizzare dell'AIRE. Il provvedimento attribuisce inoltre al Ministro dell'interno il potere di prevedere forme aggiuntive di finanziamento per la produzione e l'emissione della carta di identità elettronica. La relatrice ha poi ricordato la presentazione da parte del Governo di un apposito disegno di legge di riforma.

A sua volta, l’on. Lettieri ha evidenziato tra l’altro la difficile situazione dei Comites che ormai non sono più in condizione di funzionare. Non ci si può fermare all'istituzione della circoscrizione Estero e alla creazione del Ministero degli Italiani nel mondo, ma bisogna portare a rapido compimento anche le altre riforme, in particolare quella dei Comites. Rinvii legislativi, quelli inerenti ai Comites, che, per il parlamentare della Margherita vanno imputati sia alla volontà di quei soggetti che vogliono mettere sotto tutela l'attività di questi fondamentali organismi di rappresentanza, sia allo stesso Governo che ha ritardato oltremodo la presentazione del progetto di riforma e non ha accolto nel proprio disegno di legge alcuni punti fondamentali della bozza elaborata dal CGIE. Un errore, il mancato recupero delle indicazioni espresse dal Consiglio Generale che - ha auspicato Lettieri - dovrà essere al più presto corretto nelle competenti sedi parlamentari.

La seduta conclusiva è stata dedicata all’esame e alla votazione degli emendamenti e alle dichiarazioni di voto. Nel dibattito, animato in particolare dall’on. Valerio Calzolaio dei Ds, dall’on. Giovanni Bianchi della Margherita (che è anche presidente del Comitato permanente per gli italiani all’estero) e dall’on. Marco Zacchera di An, è emersa la preoccupazione che nel poco tempo a disposizione il Parlamento non sia in grado di approvare il disegno di legge di riforma dei Comites. La Camera ha respinto anche un ordine del giorno dell’on. Calzolaio, non accettato dal Governo, nel quale veniva chiesto di predisporre entro il 30 luglio una campagna di informazione dei cittadini italiani residenti all’estero sul referendum del 15 giugno. (Inform)


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