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INFORM - N. 88 - 8 maggio 2003

Tremaglia interviene sulla questione giustizia

"Indipendenza del potere politico, indipendenza della magistratura. Sì al lodo Maccanico, non si estenda ad altri. No all’immunità per i parlamentari, sì al dialogo"

ROMA – "Ha ragione Fini: occorre garantire l’indipendenza del potere politico, evidentemente nel quadro del rispetto della nostra Costituzione - dichiara il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia -. Altre interpretazioni mi sembrano errate e comunque un po’ audaci. E la Costituzione questo dice, essendo il popolo a decidere democraticamente chi deve stare al comando. Ma vi è altrettanto chiara e ineludibile la questione primaria e inderogabile dell’indipendenza della Magistratura. Non vi può essere conflitto nemmeno potenziale, dal momento che la Costituzione attribuisce all’una prerogative che non competono all’altra. La politica non invade la sfera della Magistratura, il magistrato non può sognarsi di calpestare i diritti e le responsabilità della politica.

"Il campo non può essere invaso né dalla prepotenza né dalla immunità: proprio per questo - prosegue il Ministro - mi sono sempre posto e mi pongo contro l’immunità, così come contro gli indulti e contro i condoni. Ognuno deve rispettare le regole e compiere il proprio dovere. Il pensiero espresso da AN mi sembra corretto; così almeno io la penso. L’Europa ci insegna un provvedimento adeguato, vuol dire che si può arrivare al lodo Maccanico: la sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato, garanzia contro ogni prescrizione, nessuna estensione ai parlamentari perché questo vorrebbe dire altro: è inaccettabile. E sorgerebbe certamente un problema di natura costituzionale. Così si ritrova l’equilibrio che è indispensabile in un Paese civile per andare avanti, e come ha detto il Presidente della Repubblica, non si può avere lo scontro esasperato su qualsiasi argomento perché altrimenti non si fa più l’interesse nazionale. E non si può stravolgere la Storia, il rinnovamento è indispensabile.

"Lo dico con estrema responsabilità - conclude Tremaglia -, non si può e non si deve considerare chi governa il Paese sempre alla stregua del nemico. E’ più logico e producente considerarlo avversario. E’ evidente che la questione è reciproca al fine di realizzare una politica italiana". (Inform)


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