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INFORM - N. 87 - 7 maggio 2003

"Intermundia 2003": aperta nella Capitale la Festa interculturale delle scuole romane

Un commento di Maria Coscia Assessore alle politiche educative del Comune di Roma

ROMA - Per promuovere il dialogo tra etnie, culture e religioni diverse nell'ottica della pace si è aperta a Roma, nel ritrovato giardino di Piazza Vittorio, la sesta edizione di "Intermundia". Una festa interculturale, organizzata dall'Assessorato alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma, che si conclude il 10 maggio e che propone specifici momenti sia educativi, come ad esempio l'attivazione di laboratori per ragazzi e visite guidate al rione Esquilino, sia di puro intrattenimento, tra cui iniziative canore, musicali e teatrali gestite ed organizzate dalle scuole romane. Un momento di confronto e di aggregazione - negli ultimi cinque anni hanno preso parte ad "Intermundia" oltre 30 mila persone, più di 7 mila ragazzi, 520 esponenti del mondo dell'arte e cento Organizzazioni non Governative - che dà inoltre la possibilità a migliaia di alunni di mostrare, sotto forma di spettacoli e ricerche, i risultati dei tanti lavori interculturali realizzati. In funzione, oltre ad un curioso e fornito ristorante multietnico, numerosi stand di Associazioni e ONG. Tra i tanti vogliamo ricordare quello allestito dal Centro Studi Emigrazione di Roma (CSER) dei Padri Scalabriniani che può vantare un'invidiabile biblioteca specializzata ed un dettagliato archivio storico di foto d'epoca della nostra emigrazione. Da segnalare anche la presenza del Forum dell'Intercultura. Una struttura nata nel 1991, promossa dalla Caritas di Roma e da diverse associazioni di immigrati, che si propone di realizzare, attraverso la sensibilizzazione e la formazione all'intercultura nelle scuole, una società più accogliente.

"Questa festa - ha commentato l'Assessore alle Politiche educative e scolastiche del Comune di Roma Maria Coscia rispondendo alle nostre domande sugli aspetti salienti dell'iniziativa - è giunta alla quinta edizione e si arricchisce di anno in anno. L'iniziativa appartiene ai bambini, alle loro scuole ed alle numerose associazioni che lavorano da tanti anni nell'ambito degli Istituti per promuovere, non solo la tolleranza tra le diverse culture ed etnie, ma anche un concreto scambio, attraverso l'incontro delle specifiche identità, di una ricchezza reciproca. Per l'edizione di quest'anno il tema centrale è quello della pace. Noi speriamo che si sia definitivamente conclusa la guerra in Iraq, ma non dobbiamo dimenticare che nel mondo vi sono ancora tanti focolai aperti. E' per questa ragione che noi, insieme ai nostri bambini, continuiamo testardamente a credere nella pace. Vogliamo anche presentare - ha spiegato l'Assessore annunciando la formazione di un Comitato promotore formato dal Comune, dalle Associazioni, dalle Fondazioni e dai Municipi - un'apposita proposta di legge di iniziativa popolare volta ad introdurre nelle scuole secondarie di primo e secondo grado l'insegnamento dei diritti umani. Questa idea è stata in un primo momento lanciata da un Istituto Superiore di Como, ma in breve tempo hanno aderito alla proposta 350 Comuni e tantissime associazioni, comprese organizzazioni sindacali come la CGIL e la CISL. Per portare avanti questa iniziativa, che servirà innanzitutto a far discutere in Parlamento le tematiche dei diritti umani, abbiamo quindi già iniziato la raccolta delle firme. In questo momento - ha proseguito Maria Coscia alludendo al progetto realizzato dal Comune in collaborazione con il CIES che prevede 4000 ore di servizio per i mediatori interculturali in 55 scuole di tutti i Municipi - abbiamo rafforzato il nostro impegno anche sul fronte dei mediatori culturali che operano nelle scuole. Di quelle persone cioè che facilitano il rapporto tra l'Istituto, i bambini migranti e le loro famiglie. Anche se bisogna sottolineare che, il più delle volte, non sono i ragazzi ad aver bisogno di aiuto, ma gli adulti. Molto spesso infatti proprio i familiari dei bambini stranieri necessitano di quell'interlocuzione con la scuola che viene garantita dalla figura professionale del mediatore culturale".(Goffredo Morgia-Inform)


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