* INFORM *

INFORM - N. 87 - 7 maggio 2003

Diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie: la Convenzione ONU dimenticata?

ROMA - Il seminario organizzato dal Comitato italiano per i diritti dei migranti, in collaborazione con la Prof. Saulle Direttore del Master in Tutela Internazionale dei Diritti Umani dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", ha costituito un'occasione preziosa di approfondimento giuridico sulla Convenzione Internazionale sulla protezione di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 18 dicembre 1990 e che entrerà in vigore il 1 luglio prossimo a seguito della recente ratifica da parte del ventesimo Stato. Si tratta di una Convenzione che ha una storia di 30 anni, come ricordato da Padre Graziano Battistella preside dello Scalabrini International Migration Institute, ma la cui esigenza di ratifica non è finora emersa per i governi europei a causa della priorità da essi conferita alla regolarizzazione dei flussi migratori.

Tale concetto è stato ribadito da Luca Dall'Oglio, capo missione dell'OIM, che ha precisato "Sono passati 12 anni dalla sua adozione da parte delle Nazioni Unite. In questo lasso di tempo lo scenario delle migrazioni internazionali è totalmente mutato. Sempre meno la distinzione tra paesi di origine, transito e destinazione appare marcata e quindi la ratifica si traduce per tutti i paesi in un impegno concreto; le priorità nazionali di alcuni Stati che in sede ONU l'avevano adottata sono oggi cambiate e più incentrate sulla questione della sicurezza. Per questa ragione la spinta alla ratifica deve venire dalla società civile attraverso iniziative come quella del Comitato Italiano per i diritti dei Migranti".

A questo proposito, ha dichiarato Claudio Lenoci, direttore dell'Ufficio dell'OIL di Roma, "E' necessario che la società civile nel suo insieme sia informata sull'esistenza di questo strumento internazionale che riconosce in modo forte ed esplicito i diritti umani fondamentali dei migranti, troppo spesso violati e ignorati in molti paesi del mondo. Per questa ragione il Comitato ha promosso una Campagna di informazione e sensibilizzazione sui diritti dei migranti e lanciato una raccolta per le adesioni rivolta alla società civile nel suo insieme, alla quale ci auguriamo aderiranno in molti".

Guglielmo Loy, segretario confederale della UIL, intervenendo a nome delle tre confederazioni sindacali, dopo aver ribadito il valore etico della Convenzione ha sottolineato l'importanza dell'esistenza del Comitato italiano e l'azione per promuovere questa Convenzione. Loy ha affermato che "è nel DNA dei sindacati la questione dei diritti dei lavoratori migranti e far parte del Comitato è coerente con le nostre attività e finalità". Ha quindi richiamato l'attenzione sui rischi insiti nella forte ondata immigratoria in un Paese, come il nostro, non preparato: "un fenomeno che, se non gestito insieme ad una adeguata informazione e sensibilizzazione, rischia di provocare episodi di rigetto proprio sul terreno dell'uguaglianza dei diritti". Il prof. Roberto Baratta, ordinario di Diritto Internazionale all'Università di Macerata, nell'illustrare la portata giuridica di questo strumento internazionale ha messo in evidenza come una sua eventuale ratifica da parte degli Stati europei non rischierebbe di stravolgere il loro impianto normativo in materia di migrazioni, tanto più nel caso dell'Italia che ha già ratificato la convenzione OIL 143 del 1975.

"Nonostante l'ampio dibattito che investe la mancata ratifica da parte degli Stati europei della Convenzione del 1990 è innegabile l'importanza della sua portata sul piano del rispetto dei diritti umani dei migranti su cui sarebbe necessario produrre risultati concreti ". Queste le conclusioni del Ministro Antonio Bandini, Vice Presidente del Comitato Interministeriale per i diritti umani. Sono intervenuti anche Manfred Bergmann in rappresentanza della Casa dei Diritti Sociali e la dott.ssa Spada ricercatrice presso la facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma "La Sapienza". (Inform)


Vai a: