* INFORM *

INFORM - N. 86 - 6 maggio 2003

Emiliano-Romagnoli nel Mondo

Togliere i bambini dalla strada e dare loro un futuro: è l’impegno di Montegridolfo per una comunità venezuelana

RIMINI - Un bell’esempio di solidarietà nei confronti di una popolazione in difficoltà viene dalla comunità di Montegridolfo, un piccolo borgo in provincia di Rimini, impegnata da qualche anno a portare aiuti concreti alla comunità di San Martin de Porres, che si trova in Venezuela a pochi chilometri da Caracas e conta circa 60 mila abitanti. Qui opera, tra mille problemi, un missionario nativo di Montegridolfo, don Aldo Fonti, che è riuscito a sensibilizzare i suoi concittadini, sia i parrocchiani che i laici, sui problemi del Venezuela, un Paese ormai allo stremo, i cui bambini - soprattutto nelle zone poverissime come San Martin de Porres - vivono in un pauroso stato di abbandono senza alcuna assistenza. Forte solo del suo personale impegno e del suo carisma, don Fonti - che è anche vicesegretario della Conferenza Episcopale in America Latina - è riuscito a coagulare intorno a sé l’interesse non solo del suo paese d’origine ma anche di molti cittadini della provincia di Rimini, così che a Montegridolfo è sorta l’Associazione Volontaria San Martin de Porres, con lo scopo di raccogliere fondi per quella missione. Di questa autentica vocazione al volontariato si è fatto interprete il sindaco di Montegridolfo, Guerrino Renzi, che ha organizzato la raccolta fondi.

In cinque anni a don Fonti è stata consegnata la ragguardevole cifra di 75 mila dollari, proveniente dalle adozioni a distanza (il contributo è di 11 dollari mensili per bambino) e dai contributi privati. Il sindaco sta anche pensando di "far nascere un rapporto di scambio più intenso con quella comunità, mediante la visita dei luoghi da parte dei nostri concittadini, così che sia possibile una sorta di ´gemellaggio´ culturale al quale potranno partecipare tutti i cittadini di Montegridolfo interessati a portare aiuti". Con tali aiuti il missionario ha messo a disposizione della sua comunità alcuni insegnanti "prestati" dalla scuola venezuelana con il compito di togliere i bambini dalla strada, educarli, insegnare loro a leggere e scrivere per poi avviarli a un mestiere, ai corsi di formazione, all’uso del computer – tutto ciò che serve, insomma, per alleviare le sofferenze e mostrare un barlume di futuro a questi bambini e a questi uomini, che sono "gli ultimi degli ultimi". (Emiliano-Romagnoli nel Mondo/Inform)


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