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INFORM - N. 84 - 2 maggio 2003

Da "Pagine", Caracas

Venezuela: la Comunità affronta il tema dei diritti umani

CARACAS - Questa volta ad ucciderlo non è stato il caso imprevedibile o l’alta velocità del sabato notte che in Italia, ormai da anni, miete vittime tra i giovani, il giovane è stato tamponato da un "pirata" della strada, mentre procedeva a 50 all’ora. Il giovane, racconta la madre, è giunto all’ospedale che era in vita, è morto poi per l’inadeguata assistenza medica... Questa è la denuncia di Anna Maria Nepi (Inas) gridata con risentimento nel corso della riunione sui diritti dell’uomo tenutasi a Caracas alla presenza del Senatore Pianetta, presidente dell’omonima Commissione del Senato italiano, e del Senatore Provera che guidava la delegazione della Commissione Esteri.

La Nepi, che è riuscita a contenere con straordinaria forza d’animo il dolore della tragedia che l’ha colpita, nel sottolineare le gravi violazioni verificatesi nella morte di suo figlio, ha fatto una rassegna dei tanti casi che impunemente si ripetono non soltanto in Venezuela, ma nell’intero continente.

Grande impressione ha suscitato il suo accorato intervento che si è concluso in un applauso sincero e sentito al quale si sono uniti i parlamentari presenti.

I risentimenti politici per la situazione che sta vivendo il Venezuela hanno caratterizzato l’incontro che, alla fine, è risultato essere uno sfogo necessario di quella parte della Comunità che ormai ha difficoltà a superare gli ostacoli, spesso esistenziali, che si frappongono al vivere quotidiano.

Altri invece hanno fatto una rassegna di tutte le cose che vorremmo si attuassero, rassegna che era stata presentata e discussa al Consiglio Generale degli Italiani all’estero soltanto qualche settimana fa, come ha tenuto a precisare il presidente del Comites Moceri, ricordando che tra i ruoli e le competenze del Cgie c’è appunto quella di trasmettere al Parlamento i suoi atti ed i suggerimenti che sotto forma di decisioni, ordini del giorno ed altro vengono creati dall’Assemblea.

Cosicché gli illustri ospiti hanno dovuto sottolineare che, nel prendere atto del quadro sociopolitico che era stato descritto negli interventi, talune richieste e segnalazioni che preludono ad interventi dell’Italia sul governo locale, non potevano avere seguiti concreti in quanto potevano dare luogo ad atti di ingerenza che il diritto internazionale vieta e limita nelle relazioni tra governi. Tuttavia, ha poi sottolineato il Sen. Pianetta e con lui il Sen. Provera, il quadro che è stato descritto nei differenti interventi è chiaro nelle nostre menti e nei nostri cuori e sicuramente verrà fuori nelle considerazioni e relazioni che faremo al Parlamento.

Intervento di tutt’altro tipo quello che Vitaliano Vita, membro del Cgie e del Comites di Caracas , ha consegnato ai presidenti delle due commissioni, documento che riteniamo di dover riportare nei suoi punti essenziali.

Vitaliano Vita (CGIE) sulla Circoscrizione Estero: leggi e diritti uguali per tutti

A proposito delle violazioni dei diritti umani, osserva Vitaliano Vita nel messaggio indirizzato ai presidenti delle Commissioni Esteri e dei Diritti umani - intervenuti in delegazione alla manifestazione di Caracas, alla quale hanno partecipato le nostre autorità ed i rappresentanti della comunità - gli italiani all’estero vantano un triste primato: 50 anni di lotte per poter esercitare i diritti politici, per poter partecipare alla vita del proprio paese, per poter eleggere una propria rappresentanza in Parlamento...

Poi finalmente si è posto rimedio a questa vergognosa situazione e dopo anni di approvazioni, disapprovazioni e ripensamenti, si è riusciti a restituire parzialmente il mal tolto, e, per giustificare certe violenze incostituzionali usate per ridurre il numero della loro rappresentanza parlamentare, "qualcuno" si è dovuto inventare la Circoscrizione estero" nella quale sono stati raggruppati quei 4 milioni di cittadini italiani dal voto leggero. Quelli per intenderci dalla rappresentanza parlamentare simbolica... (12 deputati contro gli oltre 60 che spetterebbero per il loro numero) che "qualcun altro", oggi, vorrebbe ghettizzare attribuendo loro diritti affievoliti ovvero limitati, quando non negati, perché da attribuire a cittadini italiani che risiedono all’estero, costretti dalle necessità della vita ad espatriare.

E’ nell’ambito di queste "limitazioni" e nella sfera delle vostre specifiche competenze, Signori Senatori, che vi chiediamo di voler intervenire perché, attraverso precise normative, sia assicurato a tutti i cittadini italiani il pieno godimento dei diritti politici e civili e garantita l’estensione, in forma eguale e paritetica, di tutte le leggi in vigore nello Stato, (sviluppo dell’occupazione, dell’imprenditoria giovanile, assistenza pensionistica, assistenza... e ciò indipendentemente dal luogo di residenza dei beneficiari.

Poi, in quanto espressioni elettive della nostra comunità e portavoci della società civile, vi chiediamo di tenere in dovuto conto le nostre segnalazioni, perché espressioni di realtà vissute che voi, come altri parlamentari , avete potuto constatare leggendo i rapporti del Cgie, partecipando alle nostre riunioni o attraverso sopralluoghi e incontri a tutti i livelli, avuti nei paesi in cui stiamo vivendo queste nostre esperienze.

Vi chiediamo, in quanto legislatori, di voler tenere in conto le nostre esperienze, i nostri suggerimenti, di volervene giovare per umanizzare la politica e fare in modo che i suggerimenti che scaturiscono dalla società civile favoriscano la globalizzazione dei diritti, il livellamento delle disuguaglianze, attraverso la lotta alla povertà ed ai mali del mondo. Perché molto spesso la società civile, nolente o volente, riassume un ruolo premonitore, indispensabile a prevenire mali peggiori. Pensate alla fragilità del sistema di difesa del nostro continente di fronte ad una epidemia, pensate a cosa potrebbe accadere se certi mali che stanno colpendo altri continenti dovessero arrivare in America Latina o in Africa! Pensateci e pensateci per tempo. (Pagine/Inform)


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