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INFORM - N. 84 - 2 maggio 2003

Si sono aperti a a Lignano Sabbiadoro i lavori di Agorà

Scalfaro ai giovani delle ACLI d’Europa: "dovete diventare cittadini europei nella mente e nell’anima"

LIGNANO SABBIADORO - Ottocento giovani in piedi che applaudivano l’anziano ex Presidente della Repubblica italiana, Oscar Luigi Scalfaro. Così si è chiusa la prima mezza giornata di lavori di Agorà 2003, il tradizionale meeting dei Giovani delle ACLI (provenienti da Italia, Croazia, Slovenia, Polonia, Ucraina, Gran Bretagna, Germania, Belgio) apertosi il 2 maggio a Lignano Sabbiadoro.

L’incontro con Scalfaro è stato caloroso, partecipato, informale. In poco meno di due ore, il senatore a vita, intervistato da Cristian Carrara, segretario nazionale dei Giovani delle ACLI, ha ripercorso le tappe che hanno portato alla creazione dell’attuale Europa a 25 stati. Una testimonianza autorevole, di un testimone che in prima persona ha vissuto la dittatura fascista, la liberazione, l’iter costituente, gli anni di piombo e quelli della caduta del comunismo.

Molti sono stati i riferimenti alla carta costituzionale repubblicana, di cui Scalfaro si è professato strenuo difensore: «Oggi i media - si è sfogato l’ex Presidente – non ci dicono tutto quello che ci dovrebbero dire. L’art. 21 della Costituzione, che dice che "ogni cittadino può esprimere liberamente il proprio pensiero" è oggi in stato di sofferenza. Lo dico come ex magistrato, come ex presidente e come cittadino. Perché ci fosse questa libertà bisognerebbe che le decisioni della Corte costituzionale venissero rispettate quando stabiliscono che nessun privato può avere più di due reti televisive. È una sentenza vecchia, ma noi tutti sappiamo che questo privato oggi non è più tale – ha assunto un’importante ruolo pubblico - e di reti ne ha tre.

Ogni qualvolta cito questo articolo - che ho votato - penso a come l’ho applaudito quando è nato, quando i grandi maestri del diritto che hanno scritto la costituzione - che non avevamo mai ceduto alla dittatura - ce lo hanno proposto. Siamo stati buoni, perché non abbiamo messo "ogni cittadino ha il dovere di avere un pensiero". Non l’abbiamo scritto perché è facoltativo».

«Ho conosciuto persone come De Gasperi, Schuman, Adenauer. Con loro abbiamo respirato la fede nell’Europa che c’era nel loro cuore. Di Europa non c’era nulla, ma la forza di questi profeti dell’Europa è stata grandiosa.

L’allargamento è un successo grandioso, ma bisogna fare in modo che vi sia una voce comune del nostro continente. La formazione del cittadino europeo deve diventare da teorica ad umana, reale. Deve nascere il cittadino d’Europa che, partendo dalla sua essenza nazionale deve sentire e vivere questa anima europea. Noi vecchi abbiamo bisogno di vedere dei passi avanti, non indietro. È la politica di questi ultimi tempi con la guerra dell’Iraq. Io ho grandi affetti con Francia e Germania, ma credo che le loro posizioni non siano state molto correte. È stato sbagliato anche l’atteggiamento degli altri, che andavano in giro, quasi raccogliendo delle firme, per dire "noi siamo con Bush". Questo è stato uno degli atteggiamenti più tristi e sbagliati di questi ultimi tempi. Sono sempre stato amico dell’America, ritengo che questa alleanza sia fondamentale per la politica estera dell’Italia. Essendo amici, il presidente italiano doveva dire a quello americano che stava sbagliando tutto. Al Senato ho detto due volte no alla guerra. Perché la guerra preventiva è contro la natura umana».

Rispondendo alla domanda: «La Costituzione italiana è ancora "viva"? Perché qualcuno ha detto che contiene profili sovietici?», Scalfaro ha risposto ironicamente «Si tratta solo di leggerla e di capirla».

«Voglio citarvi a memoria - ha concluso l’ex presidente - il significato di tre importanti articoli della costituzione italiana che meritano di essere meditati, perché fra qualche anno ci saranno delle elezioni politiche, ed è tempo perso lamentarsi quando si è stati a casa a dormire. Il primo è "Ogni cittadino ha diritto di votare. Personale, libero, segreto". Se non ha queste tre qualifiche non è un voto. Il secondo è "Ogni cittadino è libero di mettersi insieme per creare insieme dei partiti per lottare insieme". "Ogni cittadino può essere eletto e può ricoprire cariche pubbliche". Ad un giovane che non si occupa di politica, perché la ritiene sporca, rispondo che la politica fa parte del mondo e se il mondo è sporco è anche colpa di chi non fa nulla. Questo perché tutti noi siamo parte del mondo.

I giovani cristiani come voi non hanno solo diritti e doveri, ma hanno anche il compito fondamentale di testimoniare la propria fede. I principi sostenuti nella vita privata devono essere sostenuti anche nella vita pubblica. Vi auguro di poter dire a voi stessi: "ho creduto". Non so se io ho vinto o ho perso, ma ho creduto in quello che ho fatto». (Inform)


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