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INFORM - N. 84 - 2 maggio 2003

A Civitas convegno della Regione Veneto sull’immigrazione: "Tra le culture per conoscerci e rispettarci"

PADOVA - "Governare i flussi migratori significa anche armonizzare. Significa integrare nel nostro tessuto sociale culture diverse senza perdere la nostra identità, cercare i punti di incontro, prevenire quelle spaccature che possono avere conseguenza razzismo e violenza e discriminazioni. In una parola, governare i flussi migratori significa mediare". Questo è stato uno passaggi dell'intervento tenuto il 2 maggio alla Fiera di Padova dall'Assessore regionale ai flussi migratori Raffaele Zanon nell'ambito di un workshop dal titolo "Tra le culture per conoscerci e rispettarci" svoltosi nel contesto di Civitas.

Zanon ha ricordato che si stima, nel Veneto, una presenza di circa 152 mila immigrati regolari (dati Caritas 2002 relativi al 2001) con un'incidenza sulla popolazione veneta di circa il 3,4%; ed ha aggiunto, ancora, che a questi dati vanno aggiunte le 60.557 domande di regolarizzazione "anche se - ha precisato - si tratta probabilmente di un dato per eccesso in quanto si basa sulla richiesta del datore di lavoro, ma possono esserci più datori di lavoro per lo stesso immigrato, vedi il caso delle collaboratrici domestiche ad ore". L'Assessore ha proseguito rilevando che "le donne rappresentano il 43% della popolazione immigrata e che la prima nazionalità per presenze è quella marocchina con il 16% sul totale degli immigrati, seguita dagli albanesi, dagli ex-jugoslavi e dai rumeni; al quinto posto sono i ghanesi e al sesto i cinesi. "Si conferma dunque - ha sottolineato - che anche nel Veneto ci troviamo di fronte a una immigrazione policentrica e che è in netto aumento l'immigrazione proveniente dai paesi dell'est europeo".

Zanon ha riepilogato il lavoro svolto dalla Regione dall'ultima edizione di Civitas a quella odierna: mappatura dei soggetti del privato sociale che operano nel Veneto come prima parte del progetto di creazione della Rete regionale per l'Immigrazione; incontri periodici con le associazioni degli immigrati nei capoluoghi veneti a maggiore densità d'immigrazione; incontri e costituzione di un tavolo regionale permanente con i rappresentanti delle associazioni di stranieri ad ispirazione religiosa; realizzazione di un numero telefonico amico per informazioni ed orientamenti sulle procedure da seguire per la regolarizzazione del lavoro nero degli immigrati; finanziamenti alle amministrazioni provinciali per le agevolazioni per la casa; accordo tra Regione Veneto e Ater di Padova per gli alloggi.

Sui punti del programma regionale per l'immigrazione, l'esponente veneto ha spiegato che, anche per quest'anno, la Giunta veneta punta ad intervenire per facilitare il reperimento dell'alloggio (stanziati oltre 4 milioni di euro), per la formazione (850 mila euro) con una particolare attenzione all’apprendimento dell'italiano, per l'informazione (oltre un milione di euro). Altri interventi sono previsti sul fronte dell'integrazione sociale soprattutto per le donne e i bambini.

Zanon ha parlato poi del progetto di realizzazione di una Casa delle Culture, un luogo che sia la sede per le associazioni degli stranieri e contemporaneamente luogo di incontro per conoscersi e coltivare ognuno la sua cultura d'appartenenza. Egli ha poi annunciato che, la prossima settimana, prenderà il via un progetto innovativo per la formazione dei quadri dirigenti delle associazioni di rappresentanza degli immigrati. Un'iniziativa che consentirà di formare figure essenziali di mediatori culturali per accelerare i processi di informazione e integrazione. A questo corso partecipano 43 delle 119 associazioni presenti in regioni e che hanno aderito alle rete regionale. Saranno rappresentati i Consigli Islamici di Padova, Verona e Vicenza. L'Assessore ha, tuttavia, rimarcato l'assenza di associazioni degli immigrati dai paesi dell'est europeo. "L'incontro fra culture è lo snodo essenziale da cui partono le politiche della Regione Veneto nel settore dell'immigrazione. Sarà un incontro che dovrà nascere dalla conoscenza reciproca e dal reciproco rispetto, perché ognuno resti se stesso e tutti contribuiscano a creare un clima di armonioso sviluppo sociale nell'osservanza rigorosa delle leggi italiane". (Inform)


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