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INFORM - N. 83 - 30 aprile 2003

A Brescia convegno internazionale sull’ampliamento dell’Unione Europea e le nuove politiche agricole

Formigoni: preoccupazione per gli operatori agricoli, ma anche volontà politica di superare gli ostacoli. Un ruolo forte per le Regioni

BRESCIA - "L’allargamento dell’Unione Europea ad Est comporta problemi di grande complessità, e di conseguenza una certa preoccupazione degli addetti ai lavori del mondo agricolo. Mi pare, però, che si stia affermando la volontà politica di rimuovere gli ostacoli verso l’integrazione e che le Regioni siano chiamate a giocare un ruolo importante in questo processo". E’ quanto ha sostenuto il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni in un messaggio al convegno internazionale promosso dalla Federagri e dal Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) in collaborazione con l’EZA (l’organismo europeo che raccoglie gli enti formativi delle associazioni dei lavoratori facenti capo all’Ueldc) che si è svolto a Brescia. "Per la loro dimensione e la loro funzione - ha proseguito Formigoni- le Regioni sono infatti le Istituzioni più adeguate a realizzare collaborazioni, contribuendo in modo sostanziale a raggiungere il risultato ideale di un’Europa forte delle sue diversità".

Nella prima giornata del convegno, che ha portato a Brescia oltre a dirigenti nazionali e territoriali del Mcl e della Federagri, anche rappresentanti delle istituzioni, dei sindacati e del mondo agricolo europeo, l’intervento centrale è stato quello del segretario generale della Federagri e Direttore del Patronato Sias-Mcl, Alfonso Luzzi, secondo il quale il futuro allargamento dell’Unione Europea rappresenta "una grossa opportunità di sviluppo non solo per tutti i Paesi europei, vecchi e nuovi, ma anche per i rispettivi partners sul mercato mondiale. E non si tratta solo di opportunità di carattere economico o relative alla qualità delle produzioni, ha precisato. Sono convinto, infatti, che l’allargamento offrirà la possibilità di approfondire e verificare un percorso politico comune basato su una concezione sempre più solidale, sussidiaria, sociale e cristiana dell’Unione, così come è nelle radici del mondo agrario. Il cammino che si apre davanti a noi è insomma ricco di prospettive, a patto però - ha concluso Luzzi - che le organizzazioni sindacali ed anche i loro enti fornitori di servizi tecnici in agricoltura, siano in grado di ripensare e di adeguare il proprio ruolo e la propria organizzazione alle nuove politiche agrarie europee". (Inform)


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