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INFORM - N. 83 - 30 aprile 2003

E' l'immagine di una Italia contraddittoria e ricca di cultura quella che emerge dalle parole dei giovani toscani presenti alla Conferenza Mondiale. Le testimonianze di Maurizio Timpano e Fabrizio Zanghi

VIAREGGIO - Alla Conferenza Mondiale dei Giovani Toscani, che si è svolta a Viareggio e Marina di Carrara, erano presenti le nuove generazioni delle principali comunità italiane nel mondo. Una variegata rappresentanza, allegra, sorridente e multicolore, ma questo non ci deve trarre in inganno sull'impegno che i ragazzi hanno profuso nel corso dei lavori. Tutti i giovani, nonostante i diversi bagagli culturali ed alcune lacune nell'uso dell'italiano, hanno infatti evidenziato un grande interesse per l'iniziativa ed un'innata curiosità per lo stile ed il modo di vivere italiano. Un'occasione unica, per capire cosa realmente pensano e quale immagine si siano costruiti i nostri giovani all'estero del Paese d'origine, che abbiamo cercato di cogliere al volo rivolgendo alcune domande a due ragazzi provenienti da Paesi profondamente diversi come l'Australia ed il Belgio.

"In questi giorni - ha esordito evidenziando una sana curiosità per le usanze della terra d'origine il ventisettenne Maurizio Timpano residente ad Adelaide - ho imparato molto e spero di poter dare un seguito ai lavori della Conferenza. Io voglio sapere ancora di più sulla Toscana, soprattutto per quanto riguarda le tante ricorrenze storiche che scandiscono la vita di questa regione. Ma tutta l'Italia, con la sua cultura e la sua storia così diversa da quella australiana, mi interessa. L'Australia è infatti una Nazione giovane mentre l'Italia ha una grande passato. La mia famiglia è originaria di Grosseto - ha proseguito il giovane rispondendo alla nostra domanda sulla sua storia migratoria e sulla percezione del Paese d'origine - una città di antichissime tradizioni. Mio padre - ha sottolineato Maurizio dopo aver ricordato che l'Italia è un Paese fondato sull'arte, la cultura e la buona cucina - al momento della partenza per l'Australia, non voleva abbandonare la famiglia, gli amici e la sua terra. Ma mio nonno decise di portare l'intero nucleo familiare in Australia e alla fine mio padre, che nel frattempo aveva conseguito un diploma di meccanico e poteva vantare un'ottima collocazione abitativa, lasciò tutto e partì con lui".

Ma dall'intervista è emersa anche una certa apprensione per il futuro dei corsi di lingua e cultura italiana e, soprattutto, un preoccupante distacco dalle vicissitudini politiche del nostro Paese "Io sono cittadino italiano a tutti gli effetti - ha infatti sottolineato il giovane ponendo in evidenza una delle principali problematiche che dovranno essere risolte per consentire un'informata partecipazione al voto dei nostri connazionali all'estero - ma a differenza di mio padre che segue con attenzione le vicissitudini politiche dell'Italia, non voterò per i candidati della circoscrizione Estero. Sebbene sia a conoscenza di questa importante novità non credo infatti di avere abbastanza informazioni sull'Italia per poter esprimere un giudizio politico".

Una valutazione, quella espressa da Maurizio sulla mancanza di comunicazione, che è stata condivisa anche dal Coordinatore continentale per l'area europea Fabrizio Zanghi. "A mio giudizio - ha esordito il giovane, un venticinquenne residente a Bruxelles - gli italiani all'estero che voteranno in loco per la prima volta saranno sicuramente riconoscenti alla terra d'origine per questa novità. Detto questo voglio però ricordare che, per consentire una scelta consapevole da parte dei nostri connazionali nel mondo, sarà necessaria una precisa e capillare campagna elettorale presso i Paesi d'accoglienza. In questo contesto se si vorrà mantenere un sano legame con la patria d'origine dovranno inoltre essere promossi nuovi investimenti per il sostegno dei corsi di lingua e cultura italiana nel mondo. Per quanto riguarda invece l'immagine che ho dell'Italia - ha infine sottolineato Fabrizio rispondendo al nostro quesito sulla sua visione della realtà italiana - voglio in primo luogo ricordare che noi riceviamo attraverso il satellite tutti i programmi della Rai. Quindi, avendo anche avuto la possibilità di visitarla più volte, la mia idea dell'Italia è sempre stata abbastanza aggiornata e corrispondente alla realtà. Sull'immagine del nostro Paese tengo però a ricordare quanto mi disse un rappresentante della rete consolare e cioè che nell'Italia, dove si concentra il meglio dello stile e della tecnica, troviamo punte estreme di eccellenza e di incompetenza. Un evidente contrasto forse che dà ulteriore fascino a questo Paese dalle tante opportunità". (Goffredo Morgia-Inform)


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