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INFORM - N. 82 - 29 aprile 2003

Sul referendum un comunicato della segreteria nazionale dei Ds

ROMA - Il referendum sull’articolo 18 è un’iniziativa dannosa per i lavoratori, per le imprese e per il Paese, ed è una risposta sbagliata all’assurda volontà del governo Berlusconi e del gruppo dirigente di Confindustria di enfatizzare la questione dell’articolo 18, non affrontando invece le priorità e i problemi veri dell’economia italiana e del mondo del lavoro. E’ quanto afferma in un comunicato la Segretaria dei Ds.

D’altra parte il referendum si conferma un errore perché sta già producendo una lacerazione grave tra le organizzazioni sindacali, nel mondo del lavoro, tra lavoratori autonomi e dipendenti.

E’ evidente che un prevalere dei Sì avrebbe solo conseguenze negative. Equiparerebbe in modo insensato le piccole aziende alle grandi imprese, senza affrontare e risolvere i problemi delle lavoratrici e dei lavoratori delle aziende sotto i 16 dipendenti. Anzi, rischierebbe di accentuare le diseguaglianze esistenti, favorendo la crescita del lavoro nero e condannando un’area vasta di lavoratori atipici a una condizione di maggiore precarietà. In particolare giovani e donne risulterebbero ancor più penalizzati.

Anche il semplice ricorso al No risulta inadeguato, sia a tutelare i lavoratori delle imprese minori che a corrispondere alle esigenze delle aziende sotto i 16 dipendenti.

Per queste ragioni ribadiamo la nostra posizione nettamente critica verso la scelta di promuovere il referendum e confermiamo la sua inutilità.

Ribadiamo la necessità di una convincente soluzione legislativa del problema, in sintonia con le proposte, alternative a quelle del governo, elaborate unitariamente dall’Ulivo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, di nuovo sistema dei diritti e delle tutele, di misure a favore dell’impresa minore. Proposte tutte depositate in Parlamento e di cui chiediamo un rapido esame parlamentare.

Nelle prossime settimane la Segreteria proporrà agli organismi dirigenti dei Ds di assumere sul referendum del 15 giugno una posizione del tutto coerente col giudizio politico negativo da noi espresso in questi mesi. Oggi il nostro impegno, con tutte le nostre energie e risorse, è rivolto alla campagna elettorale per il voto amministrativo del 25 e 26 maggio. Scadenza che consideriamo prioritaria rispetto ad ogni altra questione. (Inform)


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