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INFORM - N. 82 - 29 aprile 2003

Sul Corriere della Sera un servizio dedicato al referendum sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori

15 giugno: il gran giorno del debutto alle urne per gli italiani all’estero

ROMA - "Li ho visti tutti a Roma i rappresentanti del CGIE. Non hanno interesse a votare perché non c’è nessuna ricaduta di quella norma che possa riguardarli. Ho chiesto loro un gesto d’amicizia, di fare uno sforzo che dimostri la loro volontà di partecipare". Così Mirko Tremaglia, ministro per gli Italiani nel mondo, risponde ad una domanda sullo "strano debutto" del voto degli italiani all’estero per il referendum del 15 giugno sull’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, in un servizio apparso sul Corriere della Sera del 29 aprile. Tremaglia dice di avere "un filo di dispiacere" che per il voto all’estero si cominci così, "per un referendum che non avrà il quorum neppure in Italia". Ma rivolge ugualmente, ancora una volta, l’invito agli italiani nel mondo: "andate a votare". Nel servizio anche le opinioni di Bruno Zoratto e di Franco Arena. "Tutti noi - dice Zoratto - vogliamo che la maggior parte degli italiani accorrano ad esprimere per la prima volta il voto, ma è un peccato che questa dimostrazione debba avvenire su un tema così". Più ottimista Arena (Ctim Argentina): "Non sono così pochi gli italiani che hanno presente cosa chiede il referendum; vediamo la Rai in diretta, arrivano i giornali italiani… L’italiano vuole partecipare, sempre".

Nella pagina del Corriere della Sera dedicata al referendum vengono spiegate le variegate posizioni espresse sul tema: il governo impegnato per il no, Ulivo in ordine sparso, i Ds ancora incerti, la Margherita contraria, la Cgil verso il sì, Verdi Prc e Pdci per il sì… Vengono anche indicati le conseguenze legislative derivanti dall’esito del referendum. In caso di raggiungimento del quorum e di vittoria dei sì, le tutele previste dall’articolo 18 sarebbero estese anche alle aziende più piccole e ad organizzazioni sindacali, religiose o culturali che ad oggi ne sono esentate: in caso di vittoria dei no, o di mancato raggiungimento del quorum (affluenza inferiore al 50% degli aventi diritto), la situazione rimane quella attuale, con il diritto al reintegro limitato ai lavoratori delle aziende con più di 15 addetti. (Inform)


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