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INFORM - N. 80 - 25 aprile 2003

Danieli e Pittella rispondono a Tremaglia sulla Circoscrizione Estero: "no ad un gruppo parlamentare ghettizzato, sì a regole comuni per scegliere i candidati migliori"

ROMA – In una dichiarazione congiunta, i responsabili per gli italiani all’estero dei Ds, on. Gianni Pittella, e della Margherita, sen. Franco Danieli, rispondono al Ministro Mirko Tremaglia a proposito del sondaggio sul voto all’estero e in particolare riguardo la proposta di liste della società civile in contrapposizione a liste di partito.

Nei giorni scorsi - dichiarano Danieli e Pittella - il Ministro Tremaglia ha fatto circolare i dati di un sondaggio secondo cui la comunità italiana all'estero boccerebbe, in larga maggioranza, liste di partito alle prossime elezioni politiche ed esprimerebbe un forte gradimento per l'azione svolta dal Ministro medesimo. Non è dato di sapere con quali strumenti, su quali basi di attendibilità scientifica l'indagine sia stata svolta e peraltro finanziata da chi. E' certo che molti italiani hanno scritto per manifestare il loro stupore ed anche la protesta per essere stati accomunati, con l'arma del sondaggio, in giudizi che non condividono affatto.

Ma lasciamo al Ministro il piacere di bearsi nello specchio ingannevole del suo sondaggio. Ci interessa invece tornare sul dato politico. Rilanciare, anche in questa circostanza, la tesi di una coalizione apolitica che dovrebbe eleggere deputati e senatori destinati ad un gruppo parlamentare ghettizzato, è un contributo negativo che il Ministro dà alla causa degli italiani all'estero.

Lo ribadiamo con serenità e senza polemica: si tratta di una mistificazione. L'On. Tremaglia sa bene che il confronto tra gli italiani all'estero avviene limpidamente sulla base della politica e dei programmi e che, vivaddio, il Parlamento italiano si nutre della dialettica di gruppi politici e non di monadi qualunquistiche.

Egli stesso è un autorevole rappresentante di una cultura politica e di un partito e presiede ancora i Comitati Tricolori che non sono Associazioni senza colore politico. Ma soprattutto il Ministro non può non condividere la esigenza che gli eletti che saranno espressi col voto per corrispondenza, possano esercitare, l'azione più incisiva per trasferire, nell'ambito di queste ultime, le proposte e gli impegni per le comunità italiane all'estero. Il Ministro non può augurarsi che gli eletti del Collegio Estero siano confinati in un angolo del Parlamento italiano.

C'è, invece, un terreno sul quale possiamo fare un buon lavoro comune con il Ministro e con le altre forze politiche – concludono Pittella e Danieli -. Possiamo delineare profili e regole comuni che ci aiutino a scegliere, nell'ambito di ciascun partito e schieramento, i candidati migliori, le espressioni più significative della comunità italiana, capaci di rappresentare il mondo politico, ma anche quello dell'associazionismo, della cultura, della scienza, della economia, delle professioni. (Inform)


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