* INFORM *

INFORM - N. 78 - 23 aprile 2003

Intervista al responsabile della Margherita per gli italiani nel mondo sen. Franco Danieli

"Il programma dell'Ulivo per l'estero è una cornice ricca di impegno sociale, economico, politico e giuridico a tutela dei nostri connazionali nel mondo"

ROMA - Per dare nuova concretezza alle sollecitazioni contenute nel documento finale della Conferenza dei Parlamentari di origine italiana, svoltasi a Montecitorio nel lontano novembre del 2000, il Senatore Franco Danieli, insieme ad altri esponenti dell'opposizione e della maggioranza, ha presentato al Senato un disegno di legge che si prefigge di istituire l'Associazione dei Parlamentari ed ex Parlamentari di origine italiana nel mondo. L'organizzazione, costituita presso il Gruppo Italiano dell'Unione Interparlamentare, sarà finalizzata alla promozione di iniziative culturali congiunte tra il Parlamento italiano e quelli dei vari Paesi d'accoglienza, allo studio dei fenomeni migratori nel mondo, alla valorizzazione delle diversità e alla tutela della pace e dei diritti umani. Potranno comunque aderire all'associazione, oltre ai parlamentari oriundi, anche Deputati e Senatori italiani. Uno sguardo al passato volto a preparare il futuro, quello proposto dal Senatore Danieli, che appare caratterizzare l'intera bozza programmatica dell'Ulivo. La continuità con gli impegni presi dai Governi dell'Ulivo in favore degli italiani nel mondo è infatti tra le principali priorità dell'opposizione. Un'articolata tendenza, animata da una crescente combattività politica, che abbiamo cercato di comprendere meglio rivolgendo alcune domande al Responsabile per gli italiani nel mondo della Margherita Franco Danieli.

Alla vigilia dell'Assemblea Plenaria del CGIE gli esponenti dell'Ulivo nel mondo si sono riuniti a Roma per la presentazione del programma per l'estero. Una prima bozza che ora dovrà essere vagliata delle nostre collettività. Quanto si dovrà attendere per la stesura definitiva e quali sono gli elementi cardine che già caratterizzano il programma politico?

Già in occasione della presentazione la bozza programmatica dell'Ulivo ha ricevuto, da parte dei rappresentanti delle nostre collettività nel mondo, una prima valutazione di merito. Ora siamo in attesa delle integrazioni, dei suggerimenti e delle modifiche al testo che giungeranno direttamente dalle comunità nel mondo. Ci troviamo quindi in una fase piuttosto avanzata e credo che nel giro di una trentina di giorni potremo licenziare un testo base , o meglio, una cornice dell'Ulivo densa di contenuti per l'attività degli italiani nel mondo. Nel programma troveremo in primo luogo la prosecuzione delle attività che erano state avviate con il Governo dell'Ulivo e che avevano portato all'acquisizione di risultati di notevole rilievo. Come ad esempio il documento conclusivo del seminario degli scienziati italiani all'estero, consultabile presso gli atti della Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, che allora fornì importanti spunti operativi che sono stati ripresi in occasione della Conferenza al CNR organizzata dal Ministro Tremaglia. Nella bozza dell'Ulivo troviamo inoltre la richiesta di un rafforzamento e di una riqualificazione degli organismi di rappresentanza degli italiani all'estero - a tale proposito voglio ricordare l'esistenza di profonde differenze fra il disegno di legge elaborato dal Governo per il rinnovo dei Comites e la proposta di lavoro approvata dal CGIE - ed un forte impegno per la tutela sociale, economica, politica e giuridica dei nostri connazionali all'estero. Per quanto riguarda il tanto discusso adeguamento pensionistico ad un milione di lire che interessa direttamente i nostri connazionali più indigenti voglio invece ribadire l'incostituzionalità dei criteri di valutazione che legano la parametrazione dell'aumento previdenziale al costo della vita dei singoli Paesi d'accoglienza.

L'Ulivo, attraverso la presentazione di specifiche tabelle numeriche, ha recentemente annunciato il rischio che le risorse messe a disposizione dalla finanziaria 2003 per gli italiani all'estero siano inferiori alle previsioni del Governo. Da dove nasce questa convinzione che è stata anche duramente contestata da alcuni esponenti del CGIE?

Noi crediamo che il Governo, quando fornisce dati sulle sue disponibilità economiche per gli italiani all'estero, debba dare cifre puntuali e complete. Se invece si fanno dei semplici raffronti tra gli aumenti di spesa per gli italiani all'estero ipotizzati di anno in anno dalle finanziarie, allora tutto può diventare più complicato. Per avere delle certezze in questo settore abbiamo dunque deciso di trascrivere e pubblicare i dati, di libera consultazione, del cosi detto 'decreto tagliaspese' adottato nel 2002 dal Ministro Tremonti. Abbiamo così appurato che lo scorso anno, per quanto riguarda i capitoli di spesa degli italiani all'estero, sono stati complessivamente tagliati dal bilancio di competenza 31.318.407 euro a cui vanno aggiunti i 42.857.317 euro stornati dal bilancio di cassa. Quindi in pratica quando si dice, senza tenere conto dei tagli effettuati lo scorso anno e della sicura ripresentazione anche per il 2003 del decreto 'tagliaspese', che le risorse per i nostri connazionali all'estero previste dalla finanziaria 2003 supereranno quelle impegnate nel 2002, l'operazione non è trasparente, confonde gli italiani nel mondo e diviene truffaldina.

Mancano ormai solo alcuni mesi alla consultazione referendaria che darà ai nostri connazionali la possibilità di votare in loco e per corrispondenza. Come giudica, anche alla luce dell'obiettiva specificità del quesito referendario, questa prima volta degli italiani all'estero?

Per quanto concerne il Referendum io credo che, proprio perché si sperimenterà per la prima volta l'innovativo meccanismo del voto per corrispondenza, dobbiamo invitare i nostri connazionali all'estero ad andare a votare. Sulla riuscita di questo appuntamento noi potremo poi misurare il lavoro che è stato compiuto dall'attuale Governo per la necessaria ripulitura delle liste elettorali, il riallineamento tra i dati dell'anagrafe consolare e quelli dell'AIRE e per lo sviluppo di un'efficace campagna d'informazione nei confronti dei nostri connazionali all'estero che, oltre a fornire notizie sulle motivazioni della consultazione elettorale, renda più comprensibile e puntuale anche la modulistica sull'opzione di voto inviata dal Mae e del Ministero degli Italiani nel Mondo agli aventi diritto. In questo contesto sono infatti molto allarmato, oltre che per la lentezza dell'aggiornamento dei dati anagrafici per l'estero, per gli errori presenti nella modulistica finalizzata all'opzione di voto che hanno tratto in inganno numerosi connazionali e che hanno costretto il Ministero per gli Italiani nel Mondo, con il crescente rischio di non fare più in tempo, ad una nuova spedizione della documentazione informativa.

Il Ministro Tremaglia si è sempre impegnato per il pieno riconoscimento dei diritti dei nostri connazionali nel mondo. Un percorso di lunga durata che ora, dopo la conquista del voto, potrebbe portare alla creazione di uno specifico gruppo parlamentare degli italiani all'estero. Ci può spiegare le motivazioni che spingono l'Ulivo a non appoggiare la creazione, promossa da Tremaglia, di una lista che rappresenti la società civile?

Il Ministro Tremaglia è sempre stato molto attivo sulle tematiche inerenti al voto degli italiani nel mondo ma voglio ricordare che le importanti modifiche costituzionali, connesse alla riforma, sono state approvate quando era in carica il Governo dell'Ulivo. Ma tutto questo riguarda il passato mi auguro invece che il Ministro Tremaglia possa lavorare con grande determinazione anche sugli altri aspetti dell'emigrazione italiana, come ad esempio l'erogazione dell'assegno sociale per i connazionali più indigenti. Su questo argomento, quando ero Sottosegretario agli Esteri, lo stesso Tremaglia aveva infatti più volte sollecitato il mio intervento. Io adesso attendo di vedere se questo obiettivo verrà realizzato. Sul fronte della lista civica, pur comprendendo le ragioni politiche dell'iniziativa, non ho invece ancora capito fino in fondo quali siano le reali intenzioni del Ministro. In ogni caso noi dell'Ulivo abbiamo respinto questa ipotesi politica. Riteniamo infatti che il Ministro Tremaglia abbia degli italiani nel mondo un'idea un po’ antiquata che identifica le collettività all'estero con una sorta di riserva indiana da proteggere. Un'identità originale che va tutelata dall'ingerenza dei partiti. Un'immagine cristallizzata degli italiani all'estero che noi abbiamo respinto nettamente. Ovviamente Tremaglia ha tutto il diritto di proseguire per la sua strada ma, in occasione delle consultazioni politiche, l'Ulivo presenterà proprie liste per la circoscrizione Estero. Noi pensiamo infatti che i nostri connazionali nel mondo, persone adulte ed informate, siano pienamente in grado di discernere tra gli schieramenti politici italiani. Non bisogna poi dimenticare che i 18 parlamentari della circoscrizione Estero, dovendosi esprimere su tutte le tematiche legislative, dovranno fornire un valido contributo anche sulle dinamiche politiche del nostro Paese. (Goffredo Morgia-Inform)


Vai a: