* INFORM *

INFORM - N. 75 - 18 aprile 2003

Promosso dalla Provincia di Roma un convegno sul rapporto tra i giovani ed i mezzi di comunicazione di massa

Solo un approccio responsabile alla multimedialità potrà tutelare l'adolescente dai rischi della rete telematica

ROMA - Per cercare nuove vie educative che permettano di responsabilizzare i giovani all'uso dei mezzi di comunicazione di massa - in tal senso è stato recentemente sottoscritto dalle emittenti pubbliche e private un nuovo Codice di autoregolamentazione della Tv in favore dei minori - si è svolto a Roma, a Palazzo Valentini, il convegno dal titolo "I mezzi di comunicazione e i giovani: quale cultura? Un nuovo impegno educativo per la famiglia e per la scuola". L'incontro, organizzato dalla Presidenza del Consiglio della Provincia di Roma con la collaborazione dell'Associazione Genitori Scuole Cattoliche (A.ge.sc.) e del Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione, si è aperto con l'indirizzo di saluto del Presidente del Consiglio Provinciale di Roma Alberto Pascucci che ha in primo luogo evidenziato la necessità di affrontare le problematiche poste dai vecchi e nuovi strumenti d'informazione, senza però arrivare alla demonizzazione del mezzo. Il Presidente ha poi ricordato come a tutt'oggi la Provincia stia attivamente promuovendo numerose iniziative volte sia a tutelare il minore, va ad esempio ricordata la recente campagna informativa sulla sicurezza stradale e per il corretto uso del casco, sia a garantire, attraverso l'erogazione di adeguati sostegni in favore delle piccole società sportive, un'armoniosa crescita dei ragazzi.

Dopo l'intervento della Coordinatrice delle Attività Culturali Nazionali dell'A.ge.sc. Stefania Schettini Perillo volto ad evidenziare la necessità di un approfondito dibattito su alcune preoccupanti proposte dei palinsesti televisivi e sullo sviluppo di una concreta pedagogia della comunicazione, il Presidente del Comitato di applicazione del nuovo Codice di Autoregolamentazione, Prof. Emilio Rossi, ha sottolineato come le società occidentali siano ormai dominate dalla cultura del "passatempo". Un contesto d'evasione che al momento, secondo Rossi, appare però caratterizzato da una tv generalista povera di stile e di basso livello qualitativo. In questo ambito non bisogna dimenticare che la televisione, pur essendo insieme alla scuola e alla famiglia un importante strumento formativo, non può detenere il primato della promozione culturale. Quindi il Comandante della Sezione Telematica del Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche Marco Iannucci ha ammonito i genitori sui rischi per il minore insiti nella rete telematica e sulla necessità di formare anche con l'esempio familiare il ragazzo che si accinge a navigare tra i siti Internet.

La famiglia, anche a causa di una certa banalizzazione dei valori che la contraddistinguono, ha ormai perso il primato educativo sul giovane che invece appare sempre più coinvolto dalle innumerevoli proposte dei grandi mezzi di comunicazione. Lo ha detto Olimpia Tarzia, Presidente della Commissione Politiche Familiari e Pari Opportunità della Regione Lazio, che ha posto in evidenza come questa progressiva perdita d'influenza sui ragazzi da parte della famiglia sia soprattutto imputabile all'esclusiva identificazione, secondo i dettami di un crescente relativismo etico, dei valori cattolici con quelli familiari. Diritti fondamentali, questi ultimi, che devono invece appartenere a tutto il consesso civile. Dopo una breve riflessione sulla necessità di promuovere una nuova cultura della vita, Tarzia ha rilevato l’impegno della Regione Lazio in favore della famiglia, che ha portato sia all'attivazione del primo Osservatorio Regionale sulla Famiglia, una struttura in cui sono rappresentate ben 150 associazioni della galassia familiare, sia all'introduzione, al fine di garantire al genitore una scelta tra scuole pubbliche e private, del buono di sostegno per la scuola materna. Va in questa direzione anche il varo della legge 32/2001 che prevede specifici interventi per il sostegno della famiglia.

Una necessità, quella di assicurare alle famiglie nell'ambito scolastico una possibilità di scelta sempre più ampia, che è stata ribadita anche dal Vice Presidente della Regione Lazio Giorgio Simeoni. Il sostegno alla parità scolastica, già attivato con successo dalla Regione nell'ambito delle materne, dovrà infatti essere esteso a tutto il sistema didattico. Per Simeoni inoltre, al fine di creare un equilibrato approccio dei giovani al mondo multimediale, è auspicabile un raccordo sempre più stretto tra le istituzioni e le famiglie. Un rinnovato contesto in cui spetterà poi alla scuola, al fine di accelerare l'inserimento del giovane nella società, il compito di colmare il vuoto formativo che divide la realtà didattica da un mondo del lavoro sempre più flessibile e dinamico. (Lorenzo Zita-Inform)


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