* INFORM *

INFORM - N. 74- 17 aprile 2003

ASSEMBLEA PLENARIA CGIE

ORDINI DEL GIORNO

Coinvolgimento del CGIE nelle iniziative del Governo riguardanti la diffusione della lingua e cultura italiane

Il CGIE, riunito in Assemblea Plenaria a Roma (8-10 aprile 2003),

preso atto della recente realizzazione della Conferenza degli Scienziati di origine italiana nel mondo e della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura,

esprime le proprie rimostranze per non essere stato adeguatamente coinvolto nella pianificazione e nello svolgimento dei due eventi, benché questi riguardassero materie di competenza del Consiglio,

chiede di prendere attivamente parte alla preparazione e alla realizzazione dei prossimi eventi concernenti le collettività italiane all’estero preannunciati dal Governo (e ad iniziative analoghe successive).

Il CGIE esprime la propria preoccupazione che il mancato coinvolgimento del CGIE sia la manifestazione di una impostazione politica generale che – sullo sfondo della progressiva assimilazione delle attività di promozione culturale alle attività di promozione economica – tende a marginalizzare il ruolo degli italiani nel mondo sia in quanto fruitori sia in quanto moltiplicatori di cultura italiana all’estero.

Il CGIE, essendo a conoscenza dell’avanzato stato di elaborazione di disegni di legge di iniziativa governativa per la riforma delle leggi 153/71 e 401/90,

chiede di acquisire immediatamente tutta la documentazione relativa agli orientamenti seguiti e alle proposte elaborate in tal senso, per potersi esprimere in materia,

chiede che i progetti di legge in questione recepiscano gli indirizzi forniti dal CGIE per gli interventi scolastici e culturali all’estero e, segnatamente, quella concezione forte e autonoma della cultura più volte ribadita dall’Assemblea Plenaria del CGIE e dalla recente Conferenza Permanente Stato-Regioni-Province Autonome-CGIE.

Il CGIE ribadisce l’urgenza della riforma delle leggi 153/71 e 401/90, da collocare in un quadro programmatico che sia organicamente unitario, pur nel rispetto della specificità e della distinzione dei due campi d’intervento legislativo.

Chiede di essere messo nella condizione di concorrere con indicazioni proprie all’elaborazione definitiva di tali riforme nel corso dell’attuale legislatura del CGIE.

approvato a maggioranza

Circolare n. 28 del 23 dicembre 2002 del Ministero dell'Interno sulla cittadinanza italiana

Con Circolare n. 28 del 23 dicembre 2002, il Ministero dell’Interno ha fornito chiarimenti in merito all’iscrizione nei registri anagrafici dei discendenti di cittadini italiani per nascita, in possesso di permesso di soggiorno, indipendentemente dalla durata dello stesso e del titolo per il quale è stato concesso. Quindi, contrariamente a quanto avveniva fino ad un recente passato, il cittadino straniero di origine italiana può ottenere la residenza in un comune italiano anche producendo il permesso di soggiorno turistico e la documentazione, tradotta e legalizzata, comprovante le origini italiane iure sanguinis.

Una volta ottenuta in questo modo l’iscrizione anagrafica, il connazionale può avviare la procedura per il riconoscimento della cittadinanza e, quindi, chiedere la trasformazione del permesso di soggiorno turistico in quello con la motivazione "in attesa del riconoscimento della cittadinanza italiana".

La nuova disposizione, che ha fatto seguito anche a precise richieste della Commissione Continentale America Latina del C.G.I.E., nonché di alcune Regioni e Province autonome, è stata accolta con grande soddisfazione da tanti connazionali in Argentina, ma anche in Uruguay ed in altri Paesi del Sudamerica che vivono momenti di grave difficoltà. Inoltre la disposizione consegue l’evidente risultato di diminuire il carico di lavoro delle nostre Rappresentanze all’estero, diluendo potenzialmente le richieste e le procedure di riconoscimento della cittadinanza anche su tutti i Comuni della Repubblica.

Purtroppo, tuttavia, si è recentemente verificato che il permesso di soggiorno con la motivazione "in attesa del riconoscimento della cittadinanza" non consente l’avviamento al lavoro.

In pratica si verifica la circostanza che, mentre si offre al connazionale l’opportunità di avviare in Italia la procedura per il riconoscimento della cittadinanza, dall’altro, di fatto, non gli si consente la concreta possibilità di stabilirsi in Italia, in quanto egli non potrebbe qui lavorare, almeno fino alla conclusione della pratica di riconoscimento.

Alcuni connazionali già si trovano in Italia in queste condizioni e già con la concreta possibilità di un lavoro, che tuttavia non possono assumere, con grave danno loro e degli stessi datori di lavoro.

Tale situazione richiede pertanto da parte delle Autorità competenti un intervento immediato al fine di risolvere l’evidente assurdità, che contraddice anche l’impegno a sostegno dei connazionali che in Sudamerica vivono momenti veramente difficili.

Il presente Ordine del Giorno è presentato con l’adesione anche dei rappresentanti delle Regioni e delle Province autonome.

approvato all’unanimita’

Referendum

Il 15 giugno 2003 si voterà per due referendum: l’abrogazione delle servitù coattive da elettrodotto e l’abrogazione dell’art. 18 della Legge n. 300 del 1970.

Il CGIE rileva che per la prima volta si potrà votare all’estero rispedendo la busta già preaffrancata ai rispettivi consolati. Il voto assume un carattere straordinario anche per gli impegni elettorali ulteriori, soprattutto il voto alle prossime elezioni politiche.

Il CGIE, consapevole dei limiti della consultazione elettorale per gli aspetti specifici che incontra e per le modalità stesse della votazione, invita tutti i connazionali ad impegnarsi per una grande mobilitazione affinchè la partecipazione al voto sia la più alta possibile.

I Consiglieri del CGIE si impegnano, con il sostegno del Ministero degli Esteri e del Ministro degli Italiani nel Mondo, a svolgere iniziative di sensibilizzazione in tutte le circoscrizioni elettorali, di concerto con i Comites e coinvolgendo anzitutto le Associazioni ed i Patronati. Per svolgere una estesa campagna informativa è necessario l’uso dei "media" nazionali e locali e di strumenti efficaci per spiegare i contenuti dei referendum e l’interesse dell’emigrazione per il voto.

approvato all’unanimita’

Riforma dei Comites

L’Assemblea Plenaria del CGIE, riunitasi a Roma dall’8 al 10 aprile 2003,

premesso che dal testo del disegno di legge sulla riforma dei Comites approvata dal Consiglio dei Ministri, risulta essere stato modificata in termini sostanziali la proposta già predisposta ed approvata dal C.G.I.E.;

considerato che per il C.G.I.E. le elezioni per il rinnovo dei Comites dovranno improrogabilmente essere svolte entro il 31 dicembre 2003 con la nuova legge.

chiede al Ministro per gli Italiani nel Mondo, ai Presidenti dei due rami del Parlamento, ai Presidenti dei Comitati parlamentari per gli italiani all’estero, ai Capi Gruppo di Camera e Senato di presentare e sostenere nelle competenti Commissioni Parlamentari gli opportuni emendamenti per recuperare nella legge di riforma dei Comites i contenuti del testo già approvato dal C.G.I.E.

approvato a maggioranza, con 3 voti contrari e 1 astensione

Piano informativo sul voto all'estero

Il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

APPRESI con preoccupazione i risultati delle operazioni di aggiornamento–adeguamento dei dati relativi all’elenco unico degli Italiani all’estero;

CONSIDERATO che la limitata restituzione dei documenti possa segnalare una condizione di disattenzione e forse di disaffezione rispetto alla possibilità di esercitare in loco il voto politico, dovuta alla mancanza di adeguata informazione e all’obbiettiva difficoltà di costruire una rete di rapporti più continui con i milioni di titolari del diritto di voto;

RILEVATE l’opportunità e l’urgenza di compiere uno sforzo di comunicazione straordinario per elevare il livello di conoscenza e di motivazione degli aventi diritto al voto;

CHIEDE al Governo di predisporre un piano informativo e di contatto, sostenuto da risorse adeguate e straordinarie, rivolto alle Comunità all’estero, nel quale, oltre all’utilizzazione degli strumenti di comunicazione in lingua locale, vi sia il pieno coinvolgimento della stampa di comunità e dei soggetti associativi, sindacali e di patronato che quotidianamente operano a contatto con gli italiani all’estero.

approvato a maggioranza, 2 astenuti

Scuola italiana Antonio Raimondi di Lima

Dopo essere stati informati che:

La collettività italiana del Perù edificò all’inizio del secolo scorso la Scuola Italiana Antonio Raimondi dove si sono formate oltre quattro generazioni di italiani e discendenti;

che negli anni ’70, governando il Perù un gruppo di Generali, le scuole straniere minacciate dall’esproprio dovettero prendere dei provvedimenti;

che i dirigenti della collettività italiana di allora decisero di fare un accordo con l’Ambasciata italiana per il quale il locale della Scuola Raimondi passasse in proprietà al governo italiano finché le condizioni politiche del Perù non si fossero normalizzate;

che nel 1980, con l’arrivo della democrazia, la collettività - attraverso l’Associazione educativa Antonio Raimondi, erede della Società Domus Italica, antica proprietaria della Scuola - iniziò un’interminabile e penosa battaglia con le diverse istituzioni governative italiane coinvolte ricevendo solo risposte negative;

che la proprietà non era stata ancora iscritta nel Demanio dello Stato italiano, motivo per il quale non risultava facile la restituzione;

che finalmente nel 2000 il Consiglio di Stato si pronunciò in senso che prima si sarebbe dovuto iscrivere la proprietà nel Demanio, dopo di chè si sarebbe studiata la restituzione, non dimenticando però di garantire all’Istituto Italiano di Cultura una sede idonea per continuare ad operare a Lima;

che con l’Ambasciata di Lima, dopo diverse riunioni, si concordò che l’Associazione educativa Antonio Raimondi iniziasse un processo legale di usucapione, dato che durante tutti gli anni trascorsi in questa situazione tutte le spese di manutenzione dell’immobile furono affrontate dall’Associazione stessa;

che quando le Autorità peruviane, accolta l’usucapione, dettero avviso all’Ambasciata italiana questa si oppose ricattando la collettività nel senso che solo avrebbe accettato l’usucapione quando la collettività in cambio avesse donato un locale idoneo come sede dell’Istituto italiano di Cultura;

il C.G.I.E., accogliendo la richiesta del Consigliere del Perù - con l’appoggio della III° Commissione Tematica Diritti Civili, Politici e Partecipazione - chiede al Ministero degli Affari Esteri e al Ministero per gli Italiani nel Mondo che si adoperino per far pressione su chi di competenza affinché si permetta alla collettività italiana del Perù di recuperare la proprietà della Scuola italiana Antonio Raimondi di Lima, frutto solo del suo sforzo, cancellando il vergognoso fatto che il Governo italiano, chiamato a difendere la proprietà da un esproprio, si fosse costituito invece di fatto nell’espropriatore.

approvato, con una astensione

Sospensione della procedura di attribuzione di fondi residui del Ministero del Lavoro a Enti gestori di Germania, Francia, Gran Bretagna per iniziative di formazione professionale

Il CGIE, riunito in Assemblea Plenaria (Roma, 8-10 aprile 2003),

rilevato che, a più di due anni dalla sospensione della procedura di attribuzione di fondi residui gestiti dal Ministero del Lavoro per attività di formazione professionale per italiani all’estero, tali fondi risultano ancora giacenti presso il Ministero competente;

preso atto che tali fondi erano stati destinati ad attività per connazionali residenti in Paesi europei contraddistinti da situazioni di particolare svantaggio nel campo della qualificazione, dell’occupazione o dell’integrazione sociale;

preso atto inoltre che il Comitato di valutazione, istituito dal Ministero del Lavoro, ha esaminato i progetti presentati di formazione professionale operanti in Germania, Francia Gran Bretagna, istituendo una conseguente graduatoria;

rilevato il persistere e – in taluni casi – l’aggravarsi delle emergenze che avevano originariamente fornito il contesto giustificativo degli orientamenti delineatesi nell’individuazione degli obiettivi da perseguite con l’erogazione dei fondi;

chiede di essere informato su quali siano gli ultimi sviluppi dei suddetti progetti.

approvato con 30 voti favorevoli, 9 contrari e 4 astenuti

Sentenza di morte per lapidazione contro Amina

Le donne e gli uomini del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (v. elenco accluso)*, riuniti in Assemblea Plenaria (Roma, 8-10 aprile 2003),

essendo a conoscenza della sentenza di morte per lapidazione ratificata dal Tribunale Supremo della Nigeria contro Amina,

ribadiscono con forza la propria ferma condanna di ogni forma di discriminazione e di lesione dei diritti umani,

aderiscono alla raccolta di firme promossa da Amnesty International per salvare la vita di Amina.

*) Da inviare a www.amnistiapornigeria

approvato all’unanimita’

Solidarietà a giornaliste RAI in Iraq e per i giornalisti caduti in zona di guerra

L’assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (C.G.I.E.), riunita nei giorni 8/10 aprile 2003,

conosciuti e valutati i contenuti di una interrogazione che costituiscono e rappresentano infamanti e calunniose insinuazioni nei confronti di due giornaliste nominativamente indicate e, altresì, forme di intimidazione di tutti gli operatori dell’informazione;

condanna qualsiasi iniziativa – ancorché assunta a titolo personale – che rappresenti e costituisca una intollerabile e illiberale limitazione della totale libertà di espressione e della piena autonomia di tutti gli operatori dell’informazione;

esprime incondizionata solidarietà alle inviate della RAI in Iraq, Gruber e Botteri, ed agli altri colleghi giornalisti che hanno svolto e svolgono – in gravi condizioni di difficoltà ed a rischio della loro vita – il proprio lavoro di informazione con indubbia professionalità;

partecipa al dolore che ha tragicamente colpito le famiglie di colleghi giornalisti caduti nell’adempimento del loro lavoro in zona di guerra.

approvato a maggioranza, con 2 voti contrari e un'astensione

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