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INFORM - N. 74- 17 aprile 2003

Tremaglia rende noto un sondaggio per il voto all’estero: no ai partiti, sì alle associazioni e agli uomini della società civile

ROMA - Il Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia ha reso noto un sondaggio effettuato attraverso interviste distribuite in dieci Paesi, di cui quattro europei e sei extraeuropei.

I Paesi presi in esame sono i seguenti: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Francia, Germania, Svizzera, USA, Venezuela. In ciascuno di questi Paesi è stato contattato un Istituto leader nelle ricerche sull’opinione pubblica ed iscritto all’ESOMAR, cui è stato affidato il compito di eseguire "in loco" la ricerca.

Il sondaggio ha avuto una durata media di un mese, da febbraio a marzo del 2003.

L’elaborazione della ricerca effettuata a totale per Paese e per raggruppamento di Paesi europei ed extraeuropei, è stata effettuata in Italia in funzione di quanto gli Istituti esteri hanno inviato come esito del lavoro di interviste compiute.

Il 100% degli intervistati risulta essere cittadino italiano residente nei singoli Paesi, avente quindi diritto al voto in Italia tramite posta.

Alle domande poste è stato così risposto.

Prima domanda: "Approva il voto per corrispondenza?". Risposta: 62% sì; non approva il 21%; senza opinione il 17%.

Seconda domanda: "Lei pensa che andrà a votare?". Risposta: sì, andrà a votare il 59%; non andrà il 28%; non esprime opinioni il 13%.

Terza domanda: "Ha fiducia nel Ministro Tremaglia?". Risposta: Ha fiducia il 70%; ha poca fiducia il 19%, per nulla l’11%.

In merito al 70% che ha "fiducia", queste le percentuali Paese per Paese: Belgio 45%, Francia 79%, Germania 80%, Svizzera 54%, Argentina 90%, Australia 64%, Brasile 70%, Canada 70%, USA 71%, Venezuela 79%.

Circa l’impostazione di Tremaglia di fare liste che siano rappresentative della società civile e delle Associazioni, con un "no" ai partiti, risultano essere d’accordo con il Ministro il 58%, non d’accordo il 21%, senza opinione il 21%.

"Dai risultati del sondaggio - ha dichiarato Tremaglia - emerge un netto "no" ai partiti. Solo così si potrà dar luogo a un Gruppo parlamentare degli Italiani all’estero che avrà un rapporto preferenziale e privilegiato con i 351 parlamentari di origine italiana che sono nel mondo. Solo così si potrà fare l’interesse dell’Italia in ogni Stato ospitante e per gli Italiani all’estero. Se invece si sceglie la via dei partiti, gli eletti, divisi partito per partito, verrebbero a non contare nulla.

"La prima prova, e la prima vittoria, si avrà con le elezioni dei Comites entro la fine di quest’anno. Soprattutto per queste elezioni vi sarà un raggruppamento di Associazioni e uomini della società civile che si ritroveranno uniti in una sola lista per rappresentare effettivamente gli Italiani all’estero; contro di loro - ha concluso Tremaglia - vi sarà lo schieramento dei Partiti che respingo". (Inform)


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