* INFORM *

INFORM - N. 73 - 16 aprile 2003

RASSEGNA STAMPA

La Stampa, 15 aprile 2003

Intervista al Sottosegretario agli Esteri Mario Baccini. A Cuba con il popolo non in appoggio al governo

A Emma Bonino che aveva duramente criticato l’apertura di un Istituto italiano di cultura all’Avana proprio «mentre gli squadristi di Castro arrestavano i dissidenti», il sottosegretario agli Esteri Mario Baccini (Udc) replica tenendo il punto: «Se davvero finisse l’embargo verso Cuba e non solo quello economico, ma anche quello politico e culturale, la dittatura di Castro cadrebbe in pochi mesi. E dovrebbe essere chiaro a tutti che, quando si apre un Istituto di cultura, si punta a sviluppare un dialogo tra i popoli, non certo tra i governi, tantomeno con un governo dittatoriale come quello di Castro». E proprio ieri il presidente della Camera Casini ha accolto la richiesta avanzata da diversi gruppi per un dibattito sulla repressione in corso a Cuba, un dibattito durante il quale si discuterà anche la mozione presentata da deputati di Forza Italia per valutare la sospensione di ogni aiuto pubblico al regime di Castro.

Sottosegretario, ammetterà che la coincidenza denunciata dalla Bonino è particolarmente infelice: lei apriva l’Istituto e Castro arrestava i dissidenti...

«La Bonino, alla quale va tutta la mia stima, in questo caso non era bene informata. Gli arresti sono avvenuti una settimana dopo la mia visita e il nostro ambasciatore ha provveduto immediatamente ad esprimere al governo di Cuba la nostra condanna».

Riconoscerà che può suscitare sorpresa la missione di un esponente del governo italiano a Cuba, allo scopo di promuovere la nostra cultura in un’isola nella quale la libera circolazione delle idee è proibita...

«E allora spieghiamo bene come è andata. Io ero lì per diversi motivi: oltre all’apertura dell’Istituto italiano di cultura, ero lì per tentare di risolvere il problema delle ricongiunzioni familiari, nel senso che a troppi cubani sposati con italiani è proibito espatriare. E c’erano da affrontare anche problemi di contenzioso commerciale».

Difficile immaginare che l’Istituto possa ospitare chi voglia leggere o copiare opere «proibite» a Cuba...

«E questo lo vedremo. Dopo quel che è accaduto a Cuba con gli arresti, anzitutto stiamo valutando se andare avanti con l’esperienza dell’Istituto di cultura. Ma non abbiamo bisogno degli illuminati consigli dei difensori della democrazia per affermare che il nostro Istituto non è condizionabile da nessuno e dunque il suo compito resta quello di promuovere la cultura italiana, un modo per dare voce a chi non ce l’ha».

Emma Bonino sostiene che è utopia immaginare che i dissidenti trovino ospitalità in un Istituto di cultura...

«Vorrei informare l’onorevole Bonino che durante la mia visita a Cuba ho voluto incontrare diversi dissidenti nella nostra ambasciata all’Avana. Un incontro che non è stato gradito dal regime castrista ma che mi ha consentito di ascoltare dalla viva voce dei dissidenti tutti i problemi legati alla repressione politica».


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