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INFORM - N. 71 - 14 aprile 2003

Franco Narducci (CGIE): in vista dei referendum del 15 giugno compiere ogni sforzo per mobilitare gli elettori all’estero

ROMA - Al termine dell’Assemblea Plenaria del CGIE, il Segretario generale Franco Narducci, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha in primo luogo ribadito la necessità di intervenire, al fine di recuperare l'originario testo della legge sui Comites, anche presso le competenti sedi parlamentari. Dopo aver accennato ai noti ritardi legislativi ed auspicato il varo della nuova legge entro il mese di luglio, Naducci ha poi ventilato la possibilità che si vada a votare con la vecchia normativa ma con l'introduzione del voto per corrispondenza. Il Segretario Generale ha inoltre sottolineato l’urgenza, ai fini di valorizzare le nuove generazioni e scongiurare il progressivo invecchiamento del mondo associativo, di portare avanti un’opera di convincimento che consenta di realizzare la Conferenza dei Giovani Italiani nel Mondo entro il 2003. Una situazione - su questo fronte le Regioni hanno già conseguito risultati importanti - che potrà essere risolta, visto che i fondi per la manifestazione sono già stati recepiti, con la rapida approvazione parlamentare della legge istitutiva.

Dopo aver auspicato una maggiore autonomia del CGIE che in un prossimo futuro potrà divenire un prezioso osservatorio di supporto per i parlamentari eletti nella circoscrizione Estero, Narducci si è soffermato sul referendum del 15 giugno sottolineando sia il valore simbolico per gli italiani all'estero di questa prima prova elettorale, sia l’opportunità, a causa degli oggettivi segnali di disinteresse evidenziati dalle collettività e della peculiarità della consultazione, di non enfatizzare troppo questo appuntamento.

Il Segretario generale del CGIE ha infine auspicato, al fine di compiere ogni sforzo per mobilitare gli elettori all'estero, l'avvio di una fattiva campagna di sensibilizzazione che utilizzi tutti i mezzi di informazione seguiti dei nostri connazionali all'estero, e quindi anche i giornali italiani all’estero, le radio e le tv locali. (Goffredo Morgia-Inform)


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