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INFORM - N. 70 - 10 aprile 2003

CGIE - Con l'approvazione degli Ordini del giorno si sono conclusi alla Farnesina i lavori dell'Assemblea Plenaria

Si è parlato della riforma dei Comites, dei Referendum e della promozione culturale all'estero

ROMA - L'ultima seduta del Consiglio Generale degli Italiani all’estero è stata in primo luogo dedicata all'esame del nuovo testo di legge per la riforma dei Comites varato dal Consiglio dei Ministri. Dal dibattito in Assemblea, dopo una rapida visione del testo che è stato consegnato ai consiglieri solo all'ultimo momento, sono emerse posizioni diversificate. Da una parte alcuni di essi, come Marco Fedi, Silvana Mangione e Norberto Lombardi, hanno chiesto, avendo rilevato sostanziali differenze tra il disegno di legge approvato dal Governo e quello elaborato dal CGIE, un deciso intervento in sede parlamentare finalizzato al recupero dell'originario spirito della legge; dall'altra, è stata prospettata l’eventualità di andare a votare anche con la vecchia legge. Al termine del confronto l’Assemblea, approvando a maggioranza un apposito ordine de giorno, ha deciso di chiedere al Ministro Tremaglia, ai Presidenti ei ai capigruppo di Camera e Senato, di sostenere la presentazione di appositi emendamenti presso le competenti Commissioni parlamentari. L'assemblea ha inoltre riaffermato che si dovrà votare con la nuova legge entro il 31 dicembre 2003.

Durante il successivo "question time", aperto dall'intervento di Norberto Lombardi che ha ribadito la necessità di coinvolgere il CGIE nella preparazione dei convegni promossi dal Ministro per gli Italiani nel mondo, il Vice Segretario per l'Area Anglofona Gino Bucchino ha chiesto lumi su come si stia mobilitando il MAE per evitare usi impropri, da parte di terzi, delle liste elettorali dei nostri connazionali nel mondo. Al quesito ha risposto il capo deoll’Ufficio VII della Direzione degli Italiani all'Estero consigliere Mancini. Egli ha ricordato come a tutt'oggi l'intera rete consolare sia già informata sulle norme che tutelano la segretezza delle liste elettorali. In ogni caso tali dati non potranno essere resi pubblici prima della scadenza elettorale. Dopo questa data gli elenchi saranno liberamente consultabili presso le sedi consolari e la Corte d'Appello di Roma. Il consigliere Mancini ha aggiunto che per l'invio del materiale elettorale verranno utilizzati, fatti salvi alcuni casi in cui per motivi di affidabilità saranno stipulati accordi con gestori privati, i sistemi postali pubblici dei vari Paesi di residenza.

L’Assemblea ha poi discusso ed approvato numerosi ordini del giorno. In quello elaborato della Commissione Informazione e Comunicazione è stata avanzata la richiesta di un fattivo potenziamento delle risorse per le strutture informative che operano nel settore dell'emigrazione; inoltre, al fine di garantire pluralismo e trasparenza, di convogliare la pubblicità istituzionale per le testate italiane all'estero verso la Publifusie, una specifica struttura di smistamento che fa capo alla Fusie.

Dopo l'approvazione all'unanimità di un ordine del giorno contro la sentenza di morte per lapidazione della giovane Amina comminata dal Tribunale Supremo della Nigeria, l'Assemblea ha detto sì al testo, elaborato dalla Commissione Scuola e Cultura, nel quale si esprime preoccupazione per il rischio di una progressiva assimilazione della promozione culturale per l'estero a quella economica, e quindi di una emarginazione degli italiani nel mondo rispetto alle politiche culturali del nostro Paese. Nel documento si insiste inoltre per l'acquisizione, al fine di contribuire concretamente alla riforma degli interventi scolastici, della bozza del disegno di legge di modifica della 153 del 1971.

E’ stato accolto anche l’ordine del giorno presentato da Filomena Narducci del Comitato di Presidenza, in cui si chiede al Governo italiano di rimuovere il divieto che a tutt'oggi impedisce ai cittadini di origine italiana rientrati in Patria di lavorare prima che siano completate le pratiche per il riconoscimento della cittadinanza. Dopo un ampio dibattito in cui alcuni consiglieri, in particolare Giangi Cretti (Svizzera), hanno evidenziare il rischio di caricare di eccessive aspettative la prossima consultazione referendaria, facendone un test per il voto all’estero, l'Assemblea ha approvato un ordine del giorno che, senza entrare nel merito dei prossimi referendum, invita i nostri connazionali all'estero ad andare al voto ed esorta, a tal fine, che si promuova una capillare mobilitazione di tutte le strutture comunicative e sociali.

Con un altro ordine del giorno l’Assemblea del CGIE ha chiesto al Ministro degli Esteri ed al Ministro per gli Italiani nel mondo un fattivo intervento per il recupero, da parte della collettività italiana del Perù, della proprietà della scuola Antonio Raimondi di Lima minacciata di esproprio. Con un documento votato quasi all'unanimità l'Assemblea ha poi chiesto, al fine di scongiurare il rischio di una disaffezione delle nostre collettività nei confronti del voto referendario, di varare un piano informativo dotato di risorse adeguate e con il pieno coinvolgimento della stampa specializzata, delle associazioni e dei patronati all’estero.

Infine, dopo aver sollecitato chiarimenti, attraverso l'approvazione di un apposito ordine del giorno, sull'utilizzo dei fondi residui per i corsi di formazione degli italiani all'estero ancora giacenti presso il Ministero del Lavoro, l’Assemblea del CGIE ha approvato, a larga maggioranza e con alcuni astenuti, un appello sulla guerra in Iraq in cui si esprime solidarietà per i giornalisti coinvolti, viene ribadito il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, si chiede l'immediata cessazione dei combattimenti nell’Iraq ed il pieno coinvolgimento dell'ONU nella fase di ricostruzione. (Goffredo Morgia-Inform)


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