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INFORM - N. 68 - 8 aprile 2003

La piattaforma programmatica dell’Ulivo per gli italiani all'estero. Gli interventi di Rutelli, Di Pietro, Pittella, Danieli e Lombardi

ROMA - E' stata presentata a Roma la piattaforma programmatica dell'Ulivo e dell’Italia dei Valori per gli italiani all'estero. Un piano strategico, aperto ad eventuali contributi dei nostri connazionali nel mondo, che sarà ufficializzato in occasione della giornata dell'Ulivo all'estero. Un appuntamento promozionale, previsto per il mese di settembre, che sarà caratterizzato dalla presenza dei principali leader della coalizione presso i più importanti Paesi d'accoglienza.

La scelta strategica dell'Ulivo per gli italiani all'estero, illustrata con dovizia di particolari dal coordinatore del Forum per gli Italiani nel mondo Norberto Lombardi, guarda all'esigenza di collocare il nostro Paese nel mondo della globalizzazione e dell'internazionalizzazione, nonché di trovare specifici punti di riferimento nel nostro passato migratorio che permettano di governare, attraverso iniziative democratiche, la difficile transizione dell'Italia da paese d'emigrazione a paese d'accoglienza.

Il programma dell'Ulivo appare decisamente alternativo alla proposta del Ministro Tremaglia finalizzata alla costituzione di una lista svincolata dai partiti. Come elementi di fondo vengono indicati il rilancio dell'immagine e del ruolo dell'Italia nel mondo, la ricerca di nuovi ed elevati standard di integrazione, il recupero di un alto concetto di "italianità", la costruzione di una cittadinanza forte e solidale e l'instancabile impegno per la difesa della pace mondiale. Un elemento nodale, l'affermazione del diritto alla pace, particolarmente avvertito dalle nostre collettività.

Sui punti salienti del programma - voto e rappresentanza; lingua cultura e informazione; diritti e solidarietà; relazioni economiche, commerciali e professionali - Lombardi, dopo aver sottolineato che la rinnovata unità dell'Ulivo per l'estero favorirà anche la coesione della coalizione in Italia, ha evidenziato la necessità di avviare, in vista del referendum sull'articolo 18, una capillare campagna di informazione che consenta, anche attraverso il coinvolgimento dei media locali, di recuperare la preoccupante disaffezione per il voto dei nostri connazionali nel mondo. Per promuovere la piena cittadinanza degli italiani all'estero l'Ulivo si proporrà inoltre come sbocco politico del mondo sindacale ed associazionistico che da molti decenni opera all'estero. Per quanto concerne invece il disegno di legge di riforma dei Comites, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, Lombardi ha ricordato la necessità di verificare sia il livello di indipendenza, sia la reale portata dei poteri che la riforma attribuirà a questi importanti organi di rappresentanza.

Dopo l'indirizzo di saluto del responsabile dei Ds per gli Italiani all'estero, l’europarlamentare Gianni Pittella, volto a sottolineare l’esempio di compattezza che l'Ulivo darebbe per l'estero e la netta alternativa alla proposta del Ministro Tremaglia, il responsabile della Margherita per gli Italiani nel mondo senatore Franco Danieli ha in primo luogo ribadito la necessità di fare chiarezza, sia sull'ambiguo atteggiamento del Governo di fronte alla grave crisi internazionale dell'Iraq, sia sui reali tagli apportati ai capitoli della finanziaria per gli italiani all'estero dal cosiddetto decreto "tagliaspesa" del Ministro Tremonti. Dopo aver ricordato che la nuova iniziativa programmatica dell'Ulivo si pone in linea con l'impegno preso durante la Prima Conferenza degli Italiani nel Mondo, Danieli ha annunciato che verrà al più presto istituita, presso la sede centrale dell'Ulivo, una specifica ed unitaria "segreteria tecnica" per il coordinamento delle iniziative per l'estero.

Ha poi preso la parola il fondatore dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro che ha ribadito la necessità di andare alle elezioni con una coalizione compatta. Per il parlamentare europeo l'arma vincente sarà infatti la rinnovata coesione tra i partiti.

Nel corso del dibattito il presidente della Commissione Sicurezza e Tutela Sociale del CGIE Dino Nardi, oltre alla necessità di portare avanti un'azione più incisiva presso il Governo, ha sottolineato i ritardi operativi accumulati dalle Unità di coordinamento per la crisi argentina, le difficoltà di bonifica delle anagrafi consolari e comunali e la complessa applicazione dell'adeguamento ad un milione di lire delle pensioni minime per i nostri connazionali all'estero. Nardi ha inoltre evidenziato la cattiva gestione - durante il dibattito il problema è stato sottolineato anche da Vannino Chiti dei Ds - della campagna informativa sul voto all'estero da parte dei Consolati.

Dopo l'intervento del vice segretario per l'Area Europa ed Africa del CGIE Gianni Farina, volto a ricordare l'importante scadenza di dicembre per il rinnovo dei Comites, ha preso la parola il leader della Margherita Francesco Rutelli. Occorre contrastare con un'azione unitaria e credibile - ha detto - la visione superata e paternalistica proposta dal centro-destra. Al fine di presentare la reale identità degli italiani all'estero, sarà inoltre necessario un concreto potenziamento dell'informazione di ritorno. In questo contesto, ha aggiunto Rutelli auspicando un fattivo contributo dei nostri connazionali all'estero alla stesura definitiva della piattaforma programmatica, bisognerà sollecitare il Governo a dare delle risposte precise sulle promesse non mantenute, come ad esempio l'annunciata riforma del Ministero degli Esteri.

Sempre sul tema cruciale dell'informazione ha preso la parola Silvana Mangione (CGIE USA)che ha auspicato il pieno rispetto anche per l'estero delle norme sulla "par condicio" ed ha evidenziato la necessità di modulare i messaggi politici sulle variegate caratteristiche delle collettività. Dopo Fedora De Marco (CGIE Venezuela) che ha sollecitato una maggiore reattività della sinistra italiana nei confronti del dramma venezuelano che sta avendo gravi ripercussioni anche sulla nostra collettività, è infine intervento il segretario generale del CGIE Franco Narducci che ha denunciato il pericolo, nonostante i buoni risultati conseguiti in passato, di un crescente affossamento del Consiglio Generale. Un tendenza che dovrà essere superata insieme alla mancanza di visibilità delle nostre associazioni all'estero. (Goffredo Morgia-Inform)


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