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INFORM - N. 68 - 8 aprile 2003

Aperta alla Farnesina l’Assemblea Plenaria del CGIE

Il saluto del Ministro Baldocci, Segretario Generale del Ministero degli Esteri, la relazione di Governo del Ministro Ronca e la relazione di Franco Narducci a nome del Comitato di Presidenza

ROMA - L’Assemblea plenaria del CGIE si è aperta alla Farnesina alla presenza del Ministro per gli Italiani nel mondo Mirko Tremaglia, di rappresentanti del Parlamento, di Regioni e Province autonome.

Nel porgere il saluto il saluto ai componenti del Consiglio anche a nome del Ministro degli Esteri Franco Frattini, il Segretario generale della Farnesina ministro Giuseppe Baldocci ha rilevato che i pochi mesi trascorsi dall’Assemblea plenaria straordinaria dello scorso dicembre sono stati mesi densi di positivi sviluppi per le comunità italiane all’estero. Il recente decreto per il rinvio delle elezioni dei Comites entro il 2003 va incontro alla richiesta che le elezioni si tengano con una nuova legge istitutiva. Inoltre si sono svolte importanti manifestazioni, come il Convegno degli scienziati italiani nel mondo e la Conferenza dei direttori degli Istituti italiani di cultura.

"Abbiamo forte la consapevolezza dei vincoli che ci legano con le nostre collettività - ha concluso Baldocci -. Dobbiamo tendere con determinazione al miglioramento dei servizi rivolti agli italiani all’estero e ad una sempre migliore collaborazione tra le rappresentanze all’estero e gli organismi rappresentativi delle nostre comunità nel mondo".

Il 15 giugno gli italiani all’estero per la prima volta al voto per la consultazione referendaria. La situazione delle "intese" con i Governi nei Paesi di residenza.

La relazione di Governo è stata tenuta dal Vice Direttore generale degli Italiani all’estero ministro Stefano Ronca. In vista del referendum del 15 giugno, al quale potranno partecipare per la prima volta gli italiani all’estero attraverso il voto per corrispondenza, egli ha riferito sullo stato delle intese con i governi dei paesi di residenza. L’intesa è stata raggiunta con 82 paesi in cui risiedono circa 3.600.000 connazionali, pari a circa il 90% degli cittadini italiani all’estero. L’intesa è invece risultata impossibile con 41 paesi dove risiedono solo 17.000 connazionali: nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a valutazioni negative delle nostre Ambasciate riguardanti i servizi postali locali. Le intese sono infatti possibili solo qualora i sistemi postali siano in grado di garantire l’esercizio del diritto di voto e il suo svolgimento in condizioni di eguaglianza, libertà e segretezza. In altri 55 paesi, dove risiedono circa 86.000 connazionali, i negoziati sono in corso o comunque le generiche garanzie fornite non sono state ritenute ancora sufficienti.

Il ministro Ronca ha riferito in particolare sulla situazione negli Stati Uniti e in Canada. Negli USA, dove risiedono circa 210.ooo connazionali, non vi sono problemi, mentre in Canada (146.000 connazionali residenti), per gli eventuali candidati della Circoscrizione Estero (elettorato passivo) non è stata ancora fornita una delle garanzie previste dalla legge 459 del 2001: "che nessun pregiudizio possa derivare per il posto di lavoro e per i diritti individuali degli elettori e degli altri cittadini italiani in conseguenza della loro partecipazione a tutte le attività previste dalla legge". Proseguono le consultazioni con i Ministero degli Esteri canadese per risolvere questo problema.

Dalla relazione emergono anche le difficoltà che ancora esistono per la formazione dell’elenco degli elettori, su cui il Ministero degli Esteri lavora da tempo insieme al Ministero dell’Interno: soltanto 1.755.710 posizioni, su un totale di 2.910.090, hanno acquisito dagli schedari consolari le informazioni necessarie al raggiungimento del connazionale (località, indirizzo, codice di avviamento postale eccetera). Il MAE ha fatto uno sforzo straordinario aggiuntivo, ma è ormai imminente (15 aprile) la data in cui il Ministero dell’Interno dovrà consegnare alla Farnesina l’elenco elettorale provvisorio per la Circoscrizione Estero.

L’unica soluzione definitiva a questi problemi - ha affermato il ministro Ronca - è rappresentata dalla costituzione di una rete telematica integrata. Il progetto di collegamento telematico internazionale tra la sede centrale del MAE e gli Uffici periferici è stato approvato lo scorso 18 marzo; la sua realizzazione inizierà nei primi mesi del 2004 e terminerà alla fine del 2005.

Intanto, per la scadenza referendaria del 15 giugno - definita "importante banco di prova dell’applicazione della normativa sul voto all’estero" - il Ministero degli Esteri si sta attrezzando per l’inoltro e l’arrivo a Roma in tempo utile delle schede votate. Nell’eventualità di situazioni di emergenza in sedi particolarmente lontane, la Presidenza del Consiglio sta predisponendo un complesso piano di voli.

La relazione ha toccato gli aspetti rilevanti dell’attività svolta, a cominciare dal differimento alla fine del corrente anno delle elezioni per il rinnovo dei Comites. Nel frattempo si spera che il Parlamento approvi il disegno di legge di riforma varato dal Consiglio dei Ministri il 4 aprile, in cui, tra l’altro, si prevede che le elezioni per il rinnovo dei Comites avvengano per corrispondenza. Sarebbe un altro "banco di prova" prima della scadenza più importante: le prossime elezioni politiche.

Gli altri punti toccati dalla relazione - sui quali forniremo ulteriori dettagli nei prossimi servizi - riguardano la stampa italiana all’estero (il raddoppio delle provvidenze previste dalla legge sull’editoria inizierà dalle richieste che verranno valutate nel 2003, quindi dalle pubblicazioni effettuate nel 2002); Rai International; la Conferenza dei giovani italiani e di origine italiana nel mondo (programmata per il 2003); le iniziative scolastiche e i Piani Paese; la costituzione dell’Osservatorio Donne; la riforma della legge 153 del 1971.

Franco Narducci esprime preoccupazione e disagio: lentezze nell’iter legislativo dei provvedimenti attesi dai connazionali all’estero, tagli e ritardi nei finanziamenti dei corsi di lingua e cultura italiana, "fuga in avanti" per gli Istituti di Cultura.

"Avremo gli occhi puntati addosso: Il voto del 15 giugno si presenta come la prova generale delle prossime elezioni politiche e il grado di partecipazione assume un valore simbolico". Il Segretario generale del CGIE Franco Narducci si unisce all’appello del Ministro Tremaglia affinché i connazionali all’estero votino numerosi alla consultazione referendaria. Ma avverte: affidare il peso dell’informazione unicamente alla rete diplomatico-consolare significherebbe voler correre grossi rischi. Occorre investire molto di più sui Comites, sulle associazioni, sulla rete dei mezzi d’informazione.

Narducci non nasconde l’insoddisfazione del CGIE per come va avanti la verifica e l’aggiornamento dei dati anagrafici e per l’episodio dell’invio, in occasione del censimento, della scheda di opzione per il voto in Italia. Ma anche per le lentezze dell’iter legislativo dei provvedimenti attese dagli italiani all’estero, a cominciare dal disegno di legge di riforma dei Comites, approvato solo da alcuni giorni dopo mesi di lavoro interministeriale sul testo elaborato dal CGIE. Eventuali ulteriori slittamenti d’ufficio della data di rinnovo potrebbero determinare "il collasso totale di questi organismi".

Sulla riforma del CGIE è stata affidata al Governo e al Parlamento la bozza approvata nella precedente Assemblea plenaria, con l’auspicio di un iter di approvazione più rapido che per i Comites. Maggiore rapidità che il CGIE chiede per le altre leggi riguardanti l’emigrazione: riforma della 153, indizione della Conferenza dei giovani italiani all’estero, Osservatorio donne, "pacchetto" dei provvedimenti legislativi risultanti dalla Conferenza permanente Stato-Regioni-Province autonome-CGIE.

Narducci si è fatto anche interprete del disagio per la situazione degli interventi scolastici di lingua e cultura italiana: "mentre il Ministro Tremaglia lotta e si batte in sede di Legge finanziaria per ottenere le risorse che necessitano, altri Ministri e Ministeri tagliano, diramano circolari e messaggi contraddittori, provocando di fatto lo scompaginamento dei corsi… E le prospettive non lasciano ben sperare, visto che il MAE prevede di non poter erogare il 60 per cento del contributo spettante per il corrente esercizio prima del mese di settembre".

Delusione anche a proposito della preannunciata riforma degli Istituti di Cultura e della creazione di Fondazione Italia, da cui sarebbe esclusa una rappresentanza del CGIE. "Al Ministro Frattini vogliamo dire che condividiamo l’idea degli Istituti di Cultura come strumenti intelligenti di politica estera del nostro Paese, ma non possiamo accettare tout court la fuga in avanti ispirata a posizioni acriticamente economiche, collocando nel dimenticatoio esigenze culturali che s’intrecciano con la riforma degli Istituti di Cultura e riguardano milioni d’italiani di passaporto e di origine".

Dopo alcune considerazioni sulla situazione lavorativa in Germania e Svizzera dove molti italiani, specie i più anziani, sono disoccupati, e su quella ancor più drammatica che concerne le nostre comunità dell’America Latina, il Segretario generale del CGIE non ha fatto mancare nella sua relazione un riferimento alla guerra in Iraq. Per gli italiani all’estero, infatti, la guerra rappresenta un ulteriore elemento di insicurezza, e inevitabilmente anche nel CGIE il tema della guerra ha creato divisioni e dispute. "Abbiano davanti agli occhi immagini di distruzione e di morte. Proprio perché non vogliamo abituarci alla guerra, poniamo subito la questione più urgente che per noi è quella umanitaria… Gli aiuti umanitari devono portare immediatamente sollievo alla popolazione e alle vittime innocenti".

Narducci ha infine annunciato che il Comitato di Presidenza ha predisposto un ordine del giorno sulle grandi questioni istituzionali, ed ha auspicato che possa raccogliere il consenso dell’Assemblea: "una posizione coerente con quanto proposto dal Comitato di Presidenza, al riparo da visioni di schieramento". (Inform)


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