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INFORM - N. 65 - 3 aprile 2003

Si è parlato della crescente domanda di lingua italiana alla Conferenza dei Direttori degli Istituti di Cultura

Proposta da RAI SAT un'iniziativa multimediale per collegare i bambini in Italia con quelli delle nostre collettività all'estero

ROMA - L'ultima giornata della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura è stata caratterizzata da un aperto dibattito sulle dinamiche internazionali della nostra lingua. Una quadro complesso che ci è stato illustrato il Presidente dell'Accademia della Crusca Francesco Sabatini, che durante l'incontro ha svolto la funzione di moderatore.

Le preoccupazioni dell'Accademia della Crusca

"Nel mondo la nostra lingua è molto richiesta - ha detto il professor Sabatini - e questa crescita in alcune aree geografiche è praticamente certa. Questo non toglie però che vi siano punti di debolezza. Ad esempio nel bacino del Mediterraneo la nostra posizione è stata fortissima fino a quando la televisione italiana è stata ricevuta in solitudine dai Paesi rivieraschi. Oggi, con l'avvento della televisione satellitare, questo privilegio non c'è più e quindi dobbiamo adeguare le nostre posizioni e vigilare con attenzione".

"Nonostante l'importanza della lingua italiana in Europa e nel resto del mondo - ha proseguito Sabatini rispondendo ad una nostra domanda sulla possibile emarginazione linguistica dell'Italia nella nuova casa comune europea - proprio nel vecchio continente è in atto una comprensibile contesa tra le lingue per il conseguimento di alcuni riconoscimenti. A tutt'oggi incontriamo infatti delle resistenze per l'inserimento dell'italiano nelle cosiddette lingue di lavoro. Un problema concreto che si presenta nonostante l'Italia sia, a differenza della Spagna e dell'Inghilterra, uno dei Paesi fondatori dell'Unione Europea. Una Nazione importante, caratterizzata da una vasta popolazione, che può vantare una cospicua diffusione linguistica fuori dai confini nazionali e che ha permeato con la sua civiltà tutta l'Europa. Alla luce di tutto questo dovremo quindi vigilare sia sull’introduzione dell'italiano tra le lingue di lavoro, sia sulla necessaria promozione di programmi formativi per traduttori ed insegnanti che evitino, nell'ambito della diffusione internazionale, discriminazioni tra i vari linguaggi".

La posizione della Società Dante Alighieri

Ma il dibattito è stato caratterizzato anche dalla presentazione, da parte della Professoressa Barbara Turchetta della Dante Alighieri, di un innovativo Cd Rom, dal significativo titolo "L'italiano in azienda", una impegnativa iniziativa didattica. Anche per comprendere la posizione della Società su alcune novità emerse dal convegno, abbiamo rivolte alcune domande al Segretario Generale della Dante Alessandro Masi.

"In questi giorni - ha esordito Masi puntualizzando l'opinione della "Dante" - si è parlato di centralizzare, in risposta alla crescente domanda ed offerta di lingua italiana, la promozione culturale all'estero. Noi siamo fermamente contrari a questa ipotesi. In questo contesto per la Dante sarebbe invece auspicabile un attento ascolto delle offerte locali e questo perché, per esempio, i metodi per l'insegnamento dell'italiano che si attuano in Argentina non sono quelli che si applicano nell'area anglosassone. Variegate sensibilità didattiche che la Dante Alighieri, essendo un osservatorio particolare, ha assorbito nel corso degli anni ed ha utilizzato per promuovere diversi corsi di formazione".

"Abbiamo inoltre compreso - ha poi sottolineato il dott. Masi entrando nel merito dell'iniziativa multimediale promossa dalla Società Dante Alighieri - che le cose sono cambiate e che l'italiano non è più soltanto la lingua del bel canto ma è anche un linguaggio per il turismo e per gli affari. Abbiamo quindi realizzato, in collaborazione con la Confindustria ed il Sole 24 Ore, il primo strumento didattico multimediale per l'insegnamento dell'italiano a favore della piccola e media impresa. Voglio inoltre ribadire che la Dante - ha concluso Masi sottolineando con maggiore determinazione la necessità di diversificare l'approccio didattico- è una struttura che registra i dati provenienti da tutte le parti del mondo, ma guai a pensare che possa venire attuata una centralizzazione della cultura".

Nuove proposte didattiche

Dall'articolata discussione sono emerse anche alcune interessanti indicazioni su strutture e progetti finalizzati alla promozione culturale nel mondo. Tra i numerosi interventi spiccano infatti quello del rappresentante dell'ICON, un consorzio di 23 Università italiane che promuove lo studio della nostra lingua attraverso uno specifico e completo portale telematico, e la relazione del prof. Massimo Vedovelli dell'Università per Stranieri di Siena che, dopo aver auspicato il potenziamento della nostra industria culturale, ha illustrato i risultati della ricerca "Italiano 2000". Uno studio, diretto da Tullio De Mauro e promosso dal Mae, che ha evidenziato una forte espansione divulgativa dell'italiano nel mondo. Un successo che, secondo Vedovelli, va ricercato nel complessivo avanzamento del mercato linguistico e nell'ampliamento degli spazi operativi dell'italiano che trova nuove applicazioni nel campo della moda, della cucina e del commercio.

Un uso dell'italiano come lingua di lavoro che è stato evidenziato anche dalla Direttrice dell'Istituto di Cultura di Buenos Aires Fiorella Piras che, oltre a sottolineare la necessità di una maggiore qualificazione professionale dei docenti, ha precisato come il crescente interesse degli argentini per l'apprendimento della nostra lingua non sia finalizzato ad un possibile ritorno in Patria, bensì alla ricerca di lavoro in settori altamente qualificati.

Dal dibattito sono inoltre emerse interessanti segnalazioni sia sulla creazione di una sezione di italianistica presso la biblioteca della Farnesina - oltre alle pubblicazioni sponsorizzate dal Mae saranno disponibili circa 500 opere che hanno concorso al premio Flaiano - sia sulla pubblicazione di un'antologia bilingue che, in occasione del semestre italiano di Presidenza europea, raccoglierà i racconti di giovani scrittori stranieri che gli Istituti di Cultura provvederanno a selezionare ed inviare dai 25 Paesi dell'Unione allargata.

Un progetto per l'infanzia

Da segnalare infine il progetto, proposto da Gianfranco Noferi di RAI SAT ed accolto con estremo interesse dal Direttore Generale della Cooperazione Culturale Ambasciatore Aloisi, che prevede la dislocazione in Italia e nei Paesi d'accoglienza di una rete di laboratori multimediali per ragazzi italiani e di origine italiana al di sotto dei dieci anni. L'iniziativa, che mette in pratica un nuovo modulo comunicativo, sarà finalizzata alla creazione di una trasmissione televisiva che, con il supporto di filmati e videogiochi, metterà in contatto bambini che vivono nel nostro Paese con quelli delle comunità italiane all'estero. Un collegamento multimediale che, tra le altre cose, darà un nuovo impulso alla diffusione della nostra lingua tra i giovani italiani nel mondo. (Goffredo Morgia-Inform)


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