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INFORM - N. 64 - 2 aprile 2003

Le cinque sessioni della Conferenza dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura nella sintesi del Direttore Generale Ambasciatore Aloisi

ROMA - "L’identità e l’immagine dell’Italia all’estero. Prospettive della promozione della cultura e della lingua italiane negli anni 2000": questo il tema della Conferenza che per tre giorni ha riunito alla Farnesina i direttori degli 88 Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Il lavoro svolto nelle cinque sessioni è stato sintetizzato dal Direttore Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, Ambasciatore Francesco Aloisi de Lardarel, nella relazione tecnica conclusiva.

Si è iniziato parlando dell’immagine dell’Italia con l’apporto del gruppo di intellettuali che, in una tavola rotonda, hanno confermato che l’immagine presenta una larghissima componente culturale e che essa influenza le relazioni politiche, economiche e i rapporti con le comunità italiane e di origine italiana nel mondo. Ma è anche stato affermato che la forte componente rappresentata dalla nostra cultura e dalla nostra lingua è un patrimonio che non si può dare per scontato e che va coltivato.

Per quanto concerne l’integrazione della promozione culturale nella politica estera del nostro Paese, è chiaramente emerso dal dibattito che nell’ambito dell’autonomia che la legge riconosce agli Istituti di Cultura - autonomia che verrà confermata dalla nuova legge - gli indirizzi generale della politica culturale verso l’estero devono rimanere ancorati a quelli della politica estera che l’Italia svolge in ogni Paese sotto la responsabilità delle nostre Ambasciate. Il progetto della creazione della Fondazione Italia deve coagularsi attorno al rapporto pubblico-privato.

Si è parlato a lungo di strumenti moderni per la promozione culturale: il crescente ricorso a Internet da parte degli Istituti, la collaborazione con il servizio pubblico televisivo, specie con la nuova Rai International, con Rai Educational e Rai Sat. Queste attività non sostituiscono ma rafforzano l’attività degli Istituti, non sono un fatto tecnico ma determinano una vera rivoluzione culturale.

All’iniziativa è stata associata la Dante Alighieri, forse per la prima volta. L’obiettivo da raggiungere è un coordinamento molto più approfondito sia al centro che alla periferia, e a questo sarà dedicato tempo nelle settimane e nei mesi che verranno.

E’ stato affrontato il tema del ruolo degli Istituti di Cultura come mediatori tra la società italiana e il sistema delle istituzioni culturali locali dei Paesi dove operano, e si è parlato del rapporto del Ministero degli Esteri con le autonomie locali, con gli ambienti economici, con il mondo delle fondazioni. Gli Istituti di cultura debbono mettersi a disposizione degli interlocutori pubblici e privati, regioni e città, fondazioni e associazioni, imprese e banche nonché dei protagonisti della cultura per facilitare la loro proiezione esterna e sviluppare il discorso complessivo della promozione della cultura italiana nel mondo.

Si tratta in particolare di superare la logica della semplice sponsorizzazione e arrivare a quella della partnership che richiede di individuare la componente culturale quasi sempre insita in questi rapporti. Non è un obiettivo irraggiungibile perché nel corso del dibattito sono venuti fuori numerosi eventi già attuati dal Ministero e dalla rete degli Istituti di Cultura. Il Ministro Frattini, dal canto suo, ha deciso di convocare tra poche settimane una riunione di Assessori alla cultura delle Regioni italiane che permetterà di approfondire e allargare una forma di collaborazione già avviata con alcune Regioni.

L’ultima sessione è stata dedicata al lavoro da fare per rispondere alla crescente domanda di lingua italiana nel mondo. L’Ambasciatore Aloisi ha tenuto a ringraziare in particolare l’Accademia della Criùusca ed il suo Presidente prof. Francesco Sabatini che è a fianco del Ministero degli Esteri, sia nella Settimana della lingua italiana che rappresenta ogni anno la parte più visibile, sia nel lavoro di ogni giorno. E’ stata l’Accademia ad attirare l’attenzione sulla presenza dell’italiano nelle istituzioni europee, specialmente in vista dell’allargamento dell’Unione. (Inform)


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